La capanna quadrata di Cannatello ad Agrigento: scavi, architettura e segreti della preistoria siciliana.
Le indagini archeologiche condotte nel sito di Cannatello, situato a breve distanza dal litorale agrigentino (nell’ex feudo omonimo, presso il podere Fiandaca), hanno restituito testimonianze di eccezionale valore per la comprensione delle dinamiche insediative preistoriche in Sicilia. Sebbene il sito fosse già noto per i fortuiti e straordinari ritrovamenti del 1897 – tra cui armi e vasi in bronzo di chiara matrice micenea studiati dai professori Rizzo e Orsi – gli scavi stratigrafici successivi hanno permesso di delineare un quadro abitativo ben più complesso, il cui fulcro è rappresentato dal rinvenimento di una peculiare struttura architettonica: la “capanna quadrata”.
Architettura e Tecnica Costruttiva
Proseguendo le indagini sul vertice della collinetta, a soli 55 centimetri di profondità, gli scavi hanno portato alla luce un piano di calpestio in argilla giallognola, tenace e accuratamente battuta. I limiti di questo ambiente sono definiti da un muro a secco che delinea una pianta sub-rettangolare (m. 6,16 x 4,70).
L’abilità tecnica delle maestranze dell’epoca si palesa in alcuni notevoli accorgimenti architettonici:
- Posa in opera: Le pietre, selezionate per dimensioni, presentano la faccia piana rivolta verso l’interno dell’abitazione e sono disposte in tre filari regolari.
- Lo zoccolo fittile: Alla base del paramento murario corre uno zoccolo in argilla alto 5-6 centimetri. Le pietre, dunque, non poggiano direttamente sul pavimento, ma sono rialzate: una vera e propria “finezza architettonica” progettata per isolare l’ambiente.
- Fondazione a trincea: La parte tergale del muro risulta meno regolare, suggerendo che la base della capanna, al momento della costruzione, fosse parzialmente incassata nel terreno.
Il Sistema di Copertura e l’Ingresso
La pavimentazione ha conservato tracce inequivocabili dell’alzato ligneo. Agli angoli e al centro dell’ambiente sono state individuate le buche (di forma prevalentemente circolare, con diametri tra i 12 e i 17 cm) per l’alloggiamento dei pali portanti, rinforzati alla base con pietre a cuneo. La presenza di frammenti di carbone conferma la distruzione o il deperimento della travatura.
La disposizione dei sostegni centrali, sfalsati e di diametro differenziato, unita al rialzo del pavimento di 15 cm sul lato destro (che formava un basso cono in terra battuta), suggerisce un ingresso orientato a mezzogiorno. L’orientamento a sud, costante nell’architettura domestica preistorica per ragioni igieniche e climatiche, imponeva probabilmente un tetto spiovente: più alto e aperto frontalmente per accogliere il sole, e digradante verso settentrione. La scarsità di resti lignei combusti sul suolo fa ipotizzare una copertura leggera, forse realizzata con pelli cucite anziché con frasche e argilla pesante.
Vita Quotidiana: La Cucina Esterna e il Saccheggio
All’interno della capanna quadrata non è stata rinvenuta traccia di focolare. L’area dedicata alla preparazione dei cibi era situata all’esterno, verso ponente, dove il terreno si presentava annerito da ceneri, carboni e argilla combusta. In quest’area di scarico e attività è venuto alla luce un frammento di macina in pietra calcarea, scavata dall’uso continuo, utile alla triturazione di semi o cereali.
All’interno dell’abitato, la terra nerastra di riempimento ha restituito solo frammenti fittili sparsi, senza alcun vaso integro in situ. Questo dato stratigrafico autorizza l’ipotesi che la struttura, una volta cessata la sua funzione originaria, sia stata abbandonata e successivamente frugata o saccheggiata.
Stratigrafia e Cronologia: Un Insediamento Stratificato
Per non distruggere la preziosa testimonianza, lo scavo è stato approfondito solo all’esterno della struttura, raggiungendo la quota di 1,60 metri. Questa indagine ha rivelato una complessa stratigrafia:
- A 80 cm di profondità (35 cm più in basso rispetto al piano della capanna quadrata) è emerso un pavimento più antico in terra battuta bruna.
- Al di sotto di esso, fino a quota 1,50 m, sono stati rinvenuti frammenti ceramici significativi, tra cui anse ad anello nero e ceramica rossa decorata con linee brune trasversali, inquadrabili nel I Periodo Siculo.
Questa evidenza stratigrafica fornisce una prova inconfutabile: la singolare capanna quadrata fu edificata in una fase tarda dell’insediamento, quando la collina era già stata abitata per un tempo sufficientemente lungo da accumulare quasi un metro di detriti.
La sua stessa anomala forma planimetrica – circondata, come spesso accade in questi contesti, da più comuni abitazioni a pianta circolare o ovale – suggerisce che l’edificio non fosse una semplice dimora, ma assolvesse a una funzione pubblica o cultuale specifica all’interno del villaggio, inserendosi in quel fitto reticolo di scambi, influenze architettoniche (con palesi rimandi all’Egeo e al mondo minoico) e stratificazioni culturali che rendono il litorale agrigentino uno snodo cruciale per la preistoria mediterranea.
Elio Di Bella


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