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guerra punica
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Agrigento e le Guerre Puniche: un capitolo decisivo per la Sicilia

30 Aprile 2025 //  by Elio Di Bella

Durante le Guerre Puniche, Agrigento ebbe un ruolo significativo, specialmente durante la Prima Guerra Punica, data la sua posizione strategicamente importante in Sicilia.

Prima Guerra Punica (264-241 a.C.):

Cartagine, una città fenicia del Nord Africa con colonie nella Sicilia occidentale, scelse Agrigento come base per le sue operazioni militari all’inizio del conflitto. La Prima Guerra Punica vide Roma e Cartagine scontrarsi per il controllo della Sicilia, un’isola molto ricca.

Nel 262 a.C., i Romani assediarono Agrigento. L’assedio durò sei mesi e coinvolse entrambi gli eserciti consolari romani (quattro legioni). Durante l’assedio, gli alleati romani ammassarono rifornimenti ad Agrigento. Giunsero rinforzi cartaginesi guidati da Annone.

Dopo alcune scaramucce, si giunse a una vera battaglia che fu vinta dai Romani. Agrigento cadde sotto il controllo romano. I Romani resero prigionieri molti abitanti e ottennero parecchio bottino.

Nel 255 a.C., la città fu riconquistata dai Punici.

La decisiva vittoria romana presso le Isole Egadi nel 241 a.C. sancì la (momentanea) rinuncia cartaginese ai possedimenti siciliani. Al termine della Prima Guerra Punica, Roma conquistò la Sicilia e la maggior parte dell’isola divenne la prima provincia romana.

Seconda Guerra Punica (219-202 a.C.):

Nel 213 a.C., i Punici si reinsediarono ad Agrigento. Questo avvenne in un periodo in cui le città greche in Sicilia furono indotte alla rivolta contro il controllo politico romano.

Già nel 210 a.C., l’esercito romano riuscì a penetrare nella città e a riconquistarla. Questa volta, la riconquista romana fu duratura.

Periodo Romano Post-Guerre Puniche:

Dopo la conquista duratura, nella successiva riorganizzazione amministrativa, Agrigento non fu inclusa tra le città siciliane “privilegiate” (con particolari benefici amministrativi o tributari).

Tuttavia, i Romani le concessero una certa autonomia interna.

I campi degli Agrigentini, descritti come “uomini rispettabilissimi e scrupolosissimi agricoltori,” furono soggetti al pagamento dell’imposta di un decimo del raccolto, nota come decima, oltre ad altre tasse in natura e denaro.

Nonostante ciò, gli Agrigentini continuarono a ricavare discreti proventi dal commercio dei prodotti locali, accumulando ricchezze che furono in parte spese per abbellire le case e costruire o ricostruire edifici pubblici, come il teatro. Polibio nel II secolo a.C. notava come la città si distinguesse per la sua bellezza e i suoi edifici.

La Sicilia, inclusa Agrigento, fu teatro delle guerre servili nella seconda metà del II secolo a.C.. Durante la prima guerra servile (135-132 a.C.), Agrigento e il suo territorio furono saccheggiati dalle bande di Cleone.

Tra il 73 e il 70 a.C., gli Agrigentini furono sottoposti a pesanti prelievi di grano e furono spogliati di opere d’arte da Verre, reagendo con fermezza per difendere i loro diritti.

In epoca augustea (31 a.C.-14 d.C.), Agrigento ottenne lo status istituzionale di “municipium”, garantendole alcuni privilegi politici e ponendola su un piano di superiorità rispetto alla maggior parte delle città siciliane.

In sintesi, Agrigento fu un punto focale di contesa tra Roma e Cartagine in Sicilia, cambiando di mano più volte durante le guerre puniche prima di essere definitivamente integrata nel dominio romano e subire le conseguenze, positive e negative, di tale controllo

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: agrigento, agrigento storia, akragas, guerra punica

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