La strada maestra della città aveva preso il nome di strada Atenea, una lunga arteria che proseguiva verso il rabato, l’antico quartiere arabo
La strada principale della città ha il suo unico ingresso, come dice Polibio , all’oriente nel sito ove esisteva la Porta di ponte; prosegue il suo rettifilo con pochissime inflessioni sino all’uscita occidentale della città e chiamasi attualmente strada Atenea, perché questa è nella direzione della rupe detta Atenea;
è quasi piana sino alla chiesa di San Giuseppe, ma poscia discende verso la parte occidentale e divide la città in due regioni, cioè, quella alta a tramontana e l’altra bassa a mezzogiorno, traversa la parte mediana la quale serve di arteria principale a tutte le comunicazioni delle due regioni di sopra citate.
Pervenuta alla piazzetta del Purgatorio, a tramontana trovasi, laterale alla chiesa ivi esistente, l’ingresso dei vasti ipogei della città su i quali si è molto scritto inutilmente; nè hanno giovato punto le critiche fatte dallo Schubring e da altri scrittori, dappoichè altro non si è ottenuto se non una serie di negazioni senza condurre ad una soddisfacente spiegazione sull’epoca di quelle escavazioni ed a quale uso essi servirono.
Noi per non interrompere il nesso topografico di questo lavoro ce ne occuperemo in appresso.
piazzetta del Purgatorio, nel sito ove trovasi l’ingresso dei sotterranei
Nella citata piazzetta del Purgatorio, nel sito ove trovasi l’ingresso dei sotterranei, l’altezza della roccia non si presta a potere comunicare con le regioni alte della città, se non per mezzo di ertissime gradinate scavate nella stessa roccia, oppure dal terzo piano delle case.
Però all’angolo della stessa piazzetta una strada laterale si svolge con una pronunziata curva, e, serpeggiando per diminuire le sentite acclività, arriva a superare l’altipiano del Monastero maggiore.
Proseguendo la strada Atenea nella direzione di occidente, arriva alla Chiesa di San Giuseppe; qui una strada antica di recente modificata conduce al piano detto di Lena, ma non potendo proseguire nella medesima direzione di tramontana per la ripidità del suolo, si rivolge con sentite curve e controcurve girando all’ intorno delle elevate stratificazioni dei tufi e talvolta tagliando le stesse e conduce da una parte al sito chiamato Pleberia,
e dall’altra lasciando la direzione di tramontana si volge verso occidente ed arriva ad un altipiano sul quale elevasi la chiesetta di Santa Maria dei Greci, fabbricata nel medio- evo sugli avanzi di un bel tempio greco del V secolo a C., del quale esistono le colonne laterali sepolte nei muri della chiesetta e parte dell’antica gradinata settentrionale in perfetto stato di conservazione, scoperta da noi in uno scavo fatto sotto una stradella dell’attuale città.
Circa a questo tempio da tutti creduto di Giove Polieo il D.r Giulio Schubring fa osservare che il Santuario dedicato a tale divinità principale dovrebbe essere collocato sulla più alta cima dell’Acropoli, nel sito stesso ove attualmente sorge la Cattedrale e non già nel sito occupato dalla chiesetta di Santa Maria dei Greci.
Lo Schubring con buone ragioni suppone che il tempio sepolto nelle mura di quella chiesetta possa essere dedicato ad Atena.
Dalla chiesa di San Giuseppe, punto culminante della strada Atenea
Dalla chiesa di San Giuseppe, punto culminante della strada Atenea, si discende nel piano di S. Domenico, ove recentemente si costruì un bel teatro, la Casa Comunale ed un piccolo Museo archeologico:
all’angolo della chiesa di San Domenico una strada tortuosa con molti edifizî del medio-evo, girando in varie direzioni conduce allo Spedale degli Oblati, ove si nota una bella porta a sesto acuto della fine del 1300 appartenente ad una chiesetta in rovina ed abbandonata.
La chiesetta, l’Ospedale degli Oblati ed una vasta terrazza formano l’altipiano delle alture occidentali della città, presso la quale terrazza sovrasta la sommità ove restano il Seminario, la Cattedrale e il palazzo vescovile.
Tanto dalla citata terrazza degli Oblati, quanto dal Seminario vescovile si osservano le profonde vallate del Cannatello e di Pleberia ed una gran parte dell’avvallamento, ove scorre l’Hypsas, detto il torrente Drago, che, dopo di aver bagnato le coste della collina di Monteaperto, gira la parte occidentale dell’Acropoli, traversa la Necropoli e le falde della collina di Monserrato del lato orientale.
Da San Domenico sino al confine occidentale di Girgenti la via principale, seguendo la stessa direzione, traversa una parte in cui si osservano taluni avanzi di mura addossate alla rupe occidentale:
queste mura sembrano del medioevo quando il quartiere degli Ebrei venne diviso dalla città; tale quartiere chiamasi ora la contrada del Rabatto che costituisce la parte più bassa occidentale della città moderna.
È possibile che le mura dianzi cennate fossero state costruite ai confini dell’Acropoli e che tutta la contrada del Rabatto fosse un aggregato della fortezza, dappoichè all’estremità di questa contrada si notano tagli antichi nella rupe con vari canali sotterranei da non confonderli con quelli del Purgatorio
Fonte Francesco Saverio Cavallari, Sulla topografia di talune città greche di Sicilia e dei loro monumenti, Palermo 1879


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