• Menu
  • Skip to right header navigation
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina

Before Header

Agrigento Ieri e Oggi

Una Storia che continua a parlare.

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana
  • Storia Agrigento
  • Storia Comuni
  • Storia Sicilia
  • Storia Italiana

Header Right

  • Home
  • Video
  • In 5 Minuti
  • Agrigento Racconta
  • Attualità
  • Carosello
dogana del molo di Girgenti
dogana del molo di Girgenti

Le opere pubbliche a Girgenti nel 1823: la strada del Caricatore e la nuova dogana

9 Marzo 2026 //  by Elio Di Bella

Deliberazione del Decurionato di Girgenti sui lavori della strada del Caricatore

Girgenti, 15 dicembre 1823

La Decuria nella seduta oggi stesso straordinaria lettosi da questo signor Segretario in pieno congresso l’Officio del Signor Segrerio Regegnte da Intendente di questa Val dato oggi stesso del tenor, che segue: Girgenti 15 ottobre 1823 – Signor – Ella non ignora con quanto impegno si sono attivate in questo Capovalle le opere pubbliche, fra le quali la rottamazione delle strade, giacchè si è meco cooperante, onde recarsi tanto bene al compimento co, favore bens’ di questo Decurionato animato da vero amore di Patria. La strada detta di Santa Lucia, che minacciava rovina si è già resa pratticabile. Il largo di porta di Ponte presentava in breve un luogo di delizie, resta guarnito d’alberi, e tragittabili saranno le sue strade laterali, che conducono una in Favara e l’altra in Palermo, ugualmente la strada che da Porta di Mazzara conduce al Caricadore, che presenta la distanza di cinque miglia circa, si vedrà in breve rotabile, adorna lateralmente d’alberi, e formata come le strade consolari oltre che de’ significanti riattamenti nelel strade interne del Comune.

Le conseguenze di questa vastissima opera non sono che allettante ad ogni ottimo Patriotta. Al decoro della città si uniscono le mire politiche pei mezzi di sussistenza, che si apprestano alla maestranza e non vedersi la classe degl’ indigenti oggi impiegata a tal lavoro ad accattar l’elemosina pelle strade nell’attuale rigida stagione..

Io son certo che ogni animo ben fatto deve concorrere al compimento e conservazione di questa bell’opera, lodevolmente diretta dall’Ufficiale del Genio Signor Andreini, che per favorevole combinazione trovasi qui residente., ma certamente le finanze del Comune non potranno giungere al totale compimento

Sin ora progrediscono i travagli, e si spera portarli a buon termine

La strada che conduce al Caricadore facilitante il commercio pubblico per l’esistenza ivi di un Porto,  del  Regio Emporio e del Real Forte; merita tutta la possibile considerazione agli abitanti degli altri Comuni fruiscono di tutto il vantaggio pel trasporto dei generi e pel continuo transito che vi faranno. Non mai arriverranno alla perenne conservazione delle strade suddette e di quelle altre che secondo le corcostanze si miglioreranno

Questa circostanza mi suggerisce il mezzo della conservazione di essa strada, quale sarebbe l’imposizione delle barriere secondo il sistema tenuto nella Capitale sul passaggio dei carri, bestie da soma ed altre; ad ogni passaggiere si renderà insensibile, ed  a tutti utilissimi pella facilitazione del commercio, traggittandosi comodamente la strada di cui è parola.

Io l’ invito il Sindaco di leggere in congresso Decurionale,  questo mio officio e provocare la corrispondente deliberazione, ed indi chiedere  l’autorizzazione del Governo per stabilirsi questo necessario ed utilissimo cespite.  

Mi aspetto non meno dal di lei  noto zelo e dall’amor patrio dei Decurioni che con tutto impegno si recherà ad effetto questa parte dell’ interessante servizio.

Pell’Intendente – Il Segretario Rosario Ventimiglia

E conoscendo questa Decuria  esser cosa utilissima e necessaria per la conservazione non solo della delle strade interne del Comune, ma di quella che conduce al Caricatore suddetto, resa ormai rotabile e deliziosa pelle volontari disposizioni date dal Signor Segretario reggente da Intendente e cooperazione del Sindaco secondo nuovi regolamenti e deliberazioni della suddetta Deputazione, e penetrato dalla sussistenza che si appresta coi lavori delle strade non solo alla classe della maestranza ma a quella degli indigenti, il numero de’ quali dal momento in cui si sono cominciati, di cui parla l’inserto ufficio,  è cessato l’inutile ozio, e si è veduto di gran lunga nella Città diminuire.

Così unanimemente ed a pienezza di voti   delibera che si stabilissero le barriere nella strada di Spinola, all’ingresso del Caricatore suddetto, secondo i regolamenti e le tariffe stabilite per le strade consolari, pregando il Signor Intendente di procurare l’autorizzazione dal Governo per la disposizione.

Sottoscrizioni

Il Sindaco

Stefano Bianchini

Il Segretario

Calogero Alaimo

Giuseppe Bonsignore

Felice Caratozzolo

Giuseppe Lopezzi

Calogero Messina

Gaspare Formica

Rocco Quartararo

Saverio Carbonaro

Piero Cuffaro

Pasquale Corbo

Giuseppe Caracciolo

Per Carmelo Pisano, Santi Zirafa ignari di scrivere

ignaro di scrivere

Calogero Alaimo, Segretario

Antonino Montana

Stefano Mauceri

Lorenzo Bonfiglio

Pasquale Sclafani

Francesco Alonge

Giambertoni

Francesco Rizzuto

Vincenzo Garufo

Per la copia

Il Sindaco

Stefano Bianchini ed Ugo

Il Segretario

Calogero Alaimo

fonte: Archivio di Stato di Agrigento

Un documento amministrativo nel sistema borbonico

Il documento del 15 dicembre 1823 costituisce una testimonianza significativa del funzionamento dell’amministrazione municipale nella Sicilia borbonica. Esso registra una deliberazione del Decurionato di Girgenti, organo di governo locale istituito nel quadro delle riforme amministrative del Regno delle Due Sicilie. I decurioni, espressione delle élite cittadine – proprietari terrieri, professionisti e notabili – erano responsabili della gestione delle finanze comunali, delle opere pubbliche e dei servizi urbani.

Il testo nasce da una comunicazione dell’Intendente, la principale autorità provinciale dello Stato borbonico, trasmessa al Decurionato tramite il segretario Rosario Ventimiglia. L’Intendente invita il consiglio municipale a deliberare l’istituzione di barriere daziarie sulla strada che conduce al Caricatore di Girgenti, cioè il porto commerciale situato nell’area dell’attuale Porto Empedocle.

La proposta non riguarda semplicemente un intervento tecnico sulla viabilità: essa rivela un modello preciso di gestione delle infrastrutture pubbliche, basato su una combinazione di iniziativa locale e autorizzazione statale.


La strada del Caricatore: infrastruttura strategica

Nel primo Ottocento il Caricatore di Girgenti rappresentava uno dei principali punti di esportazione dei cereali della Sicilia centro-meridionale. Il termine “caricatore” indicava appunto il luogo dove il grano veniva immagazzinato e imbarcato sulle navi destinate ai mercati mediterranei.

La strada che collegava Girgenti al porto aveva quindi una funzione economica decisiva. Non era una semplice via di collegamento urbano, ma una vera arteria commerciale che metteva in relazione:

  • l’entroterra agrario dominato dal latifondo cerealicolo
  • il sistema dei traffici marittimi
  • il mercato internazionale dei grani.

Il documento sottolinea esplicitamente questa funzione quando afferma che la strada facilita il commercio pubblico grazie alla presenza del porto, del Regio Emporio e del Real Forte. Non si tratta di un’osservazione retorica. La manutenzione della strada era una condizione indispensabile per garantire la circolazione dei carri carichi di grano, dei muli e delle bestie da soma che trasportavano le derrate verso il porto.

In una economia come quella siciliana dell’epoca, basata sull’esportazione dei cereali, il cattivo stato delle strade poteva rallentare i traffici, aumentare i costi di trasporto e ridurre i profitti dei produttori.


Il sistema delle barriere: finanziamento delle infrastrutture

Il cuore della deliberazione riguarda l’istituzione di barriere di pedaggio sulla strada del Caricatore. Il documento spiega chiaramente il meccanismo: l’imposizione di un piccolo tributo sul passaggio di carri, animali da soma e viaggiatori.

Questo sistema non era un’invenzione locale. Il testo precisa infatti che esso segue il modello adottato nella capitale, cioè Napoli. Nel Regno delle Due Sicilie era diffuso l’uso delle barriere stradali per finanziare la manutenzione delle infrastrutture.

Il principio economico è semplice:
chi utilizza la strada contribuisce alla sua conservazione.

La deliberazione insiste su un punto importante: il pedaggio sarebbe stato quasi impercettibile per il singolo passaggio, ma complessivamente molto utile per sostenere le spese di manutenzione.

Questa logica riflette una concezione moderna della gestione delle infrastrutture pubbliche. Non si tratta di gravare il bilancio comunale con nuove imposte generali, ma di creare un cespite specifico, legato direttamente all’uso della strada.

In altre parole, il Decurionato propone una forma primitiva di finanza infrastrutturale basata sul principio dell’utenza.


Il ruolo del Decurionato e dell’Intendenza

Il documento mostra con chiarezza la struttura amministrativa dello Stato borbonico. Il processo decisionale segue diverse fasi:

  1. Proposta dell’Intendente, rappresentante del governo centrale nella provincia.
  2. Discussione e deliberazione del Decurionato, che rappresenta il municipio.
  3. Richiesta di autorizzazione al Governo, necessaria per rendere esecutiva la misura.

Questo sistema riflette il modello amministrativo introdotto dopo la Restaurazione. I comuni godevano di una certa autonomia nella gestione delle opere pubbliche, ma le decisioni dovevano essere approvate dall’autorità statale.

La deliberazione dimostra anche la collaborazione tra diversi livelli istituzionali: Intendente, Sindaco, Segretario comunale e Decurioni.


L’aspetto sociale dei lavori pubblici

Uno degli elementi più interessanti del documento riguarda l’impatto sociale dei lavori stradali. Il testo sottolinea che la manutenzione delle strade fornisce lavoro alla maestranza e agli indigenti, riducendo l’ozio e la povertà urbana.

Questo passaggio rivela una concezione tipica dell’amministrazione ottocentesca: le opere pubbliche non erano soltanto infrastrutture economiche, ma anche strumenti di politica sociale.

In una città come Girgenti, dove le crisi agricole potevano provocare disoccupazione stagionale, i lavori pubblici rappresentavano una forma di intervento economico capace di:

  • impiegare manodopera locale
  • ridurre il numero degli indigenti
  • sostenere il reddito delle classi popolari.

Il documento afferma esplicitamente che, da quando sono iniziati i lavori stradali, l’ozio è diminuito nella città. Questa osservazione, sebbene formulata in linguaggio amministrativo, offre uno spaccato interessante della società urbana agrigentina del primo Ottocento.


La strada di Spinola e il sistema viario locale

La deliberazione cita anche la strada di Spinola, punto di accesso al Caricatore. Questa indicazione topografica conferma l’importanza del tratto che collegava Girgenti con la fascia costiera.

Nel sistema viario borbonico le cosiddette strade consolari rappresentavano le principali arterie di comunicazione. Il Decurionato decide di applicare alla strada del Caricatore le stesse tariffe e regolamenti delle strade consolari, segno che questa via era considerata di grande rilevanza economica.

Si tratta di un passaggio importante: il collegamento con il porto viene di fatto assimilato alle principali infrastrutture del Regno.


Le élite cittadine e il governo municipale

L’elenco dei firmatari – tra cui Stefano Bianchini, Calogero Alaimo, Giuseppe Bonsignore, Pasquale Corbo, Saverio Carbonaro – permette di intravedere la composizione sociale del Decurionato.

Questi nomi appartengono a famiglie che facevano parte della borghesia urbana e agraria di Girgenti. I decurioni erano generalmente proprietari terrieri, commercianti o professionisti, direttamente interessati allo sviluppo delle infrastrutture che collegavano la città al porto.

La deliberazione dimostra quindi come le élite locali partecipassero attivamente alla gestione delle opere pubbliche, non solo per ragioni civiche ma anche per evidenti interessi economici.


Conseguenze economiche per la città

Le decisioni contenute nel documento ebbero probabilmente effetti concreti sulla vita economica di Girgenti. Una strada efficiente tra la città e il porto significava:

  • riduzione dei tempi di trasporto dei cereali
  • minori costi logistici per i mercanti
  • maggiore afflusso di traffici commerciali
  • rafforzamento del ruolo del Caricatore come centro di esportazione.

In prospettiva, queste infrastrutture contribuirono alla crescita di Porto Empedocle, che nel corso dell’Ottocento si trasformò progressivamente da semplice caricatore cerealicolo in un vero centro portuale.


Un tassello della modernizzazione infrastrutturale

Questo documento del 1823 testimonia una fase della modernizzazione infrastrutturale della Sicilia borbonica. Le strade, i porti e i sistemi di pedaggio rappresentavano elementi fondamentali di una politica economica volta a migliorare la circolazione delle merci.

Nel caso di Girgenti, la strada del Caricatore appare come un’infrastruttura strategica che collega la produzione agricola dell’entroterra con i mercati mediterranei.

La deliberazione del Decurionato non è quindi un semplice atto amministrativo locale. È il riflesso di una dinamica più ampia che riguarda:

  • l’organizzazione dello Stato borbonico
  • la gestione delle infrastrutture pubbliche
  • il funzionamento dell’economia cerealicola siciliana.

In questo senso il documento offre una preziosa finestra sulla vita economica e amministrativa di Girgenti nella prima metà dell’Ottocento.

Elio Di Bella

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: agrigento storia, amministrazione borbonica, decuria, molo di girgenti, porto empedocle

Post precedente: «girgenti Girgenti borbonica tra zolfo e classi dirigenti
Post successivo: La macchina del grano: come Roma tassava la Sicilia tassa ai romani»

Footer

Copyright

I contenuti presenti sul sito agrigentoierieoggi.it, dei quali il Prof. Elio di Bella è autore, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all’autore stesso. È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.

Privacy

Questo blog rispetta la normativa vigente in fatto di Privacy e Cookie . Tutta la docvumentazione e i modi di raccolta e sicurezza possono essere visionati nella nostra Privacy Policy

Privacy Policy     Cookie Policy

Copyright © 2026 Agrigento Ieri e Oggi · Creato da Webbando.net