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marchisia prefoglio chiaramonte
marchisia prefoglio chiaramonte

Le grandi famiglie nobili che hanno plasmato la storia di Agrigento

9 Maggio 2025 //  by Elio Di Bella

Diverse famiglie nobili hanno avuto un ruolo significativo nella storia di Agrigento e del suo territorio, specialmente nel periodo medievale.

I Chiaramonte:

Questa è una delle famiglie più prominenti. Sono descritti come una nobilissima famiglia francese. Nel XIV secolo, i Chiaramonte esercitarono una potente signoria su Agrigento, arrivando a instaurare una signoria urbana nella seconda metà del Trecento.

La loro influenza fu tale da condizionare il tessuto urbano e le realizzazioni edilizie. Le spoglie di membri della famiglia, come la marchesa Rosalia Prefoglio (moglie di Federico I Chiaramonte), si conservano nella cattedrale di Agrigento, luogo che i figli scelsero per far costruire un imponente sepolcro.

La cattedrale fu anche scelta come luogo di sepoltura da esponenti di note casate feudali come i Chiaramonte.

Tra i membri noti, Federico I e Marchisia Prefoglio, i loro figli Manfredi, Giovanni I (detto il Vecchio), e Federico II. Giovanni I Chiaromonte il Vecchio fu coinvolto in una permuta con la Chiesa di Agrigento nel 1305.

Federico II Chiaromonte, signore di Racalmuto, Siculiana e Favara, lasciò ingenti somme per la costruzione e il completamento di conventi ad Agrigento, sebbene volesse essere sepolto nella Cattedrale davanti alla tomba della madre.

Un altro membro, Costanza, figlia di Federico Chiaramonte e Giovanna de Camerario, fu tra i maggiori contribuenti della città e fece legati a favore di conventi e chiese locali.

La famiglia incluse anche Enrico I Chiaramonte, figlio di Giovanni I il Vecchio, che fu maestro razionale del regno e capitano di Lentini.

La signoria dei Chiaramonte su Agrigento terminò drammaticamente nel 1392 con la decapitazione di Andrea Chiaramonte a Palermo. Enrico e Nicolò, ultimi esponenti della famiglia Chiaramonte, mantennero il controllo di Agrigento fino al febbraio del 1397.

Tutti i beni dei Chiaramonte ad Agrigento e nel suo territorio, compreso lo Steri, furono successivamente concessi ad altri. Lo stemma della famiglia è un campo rosso con cinque monti d’argento.

I Chiaramonte furono tra i benefattori del convento di S. Francesco e del monastero di S. Spirito. Blasoni dei Chiaramonte erano visibili nella chiesa di S. Francesco.

I Montaperto:

Sono descritti come una nobile famiglia agrigentina con antiche origini. Furono notabili di rilievo alle Corti Reali Normanne fin dall’XI secolo.

 Nel XIV secolo assunsero un assetto urbano più definito ad Agrigento e, insieme ai Chiaramonte, imposero la loro egemonia sulla città, usurpando la demanialità.

Erano imparentati con la famiglia Uberti. Aloisio Montaperto, figlio di Ludovico, è menzionato nel 1415.

Aloisio Montaperto sposò Antonia degli Uberti. Costanza, moglie di Lamberto Montaperto, dotò una cappella nella chiesa francescana. Lo stemma originario della famiglia (XII secolo) consiste in uno scudo con nove rose argentee su sfondo azzurro.

 Il blasone si arricchì successivamente con dettagli e particolari, includendo le armi degli Uberti dopo il matrimonio del 1397.

 Il loro motto è “ad Astra”. Erano tra le famiglie del vecchio ceto feudale.

Gli Uberti:

 Nobile famiglia di origine fiorentina, sostenitrice di Federico II di Svevia, riparata in Sicilia dopo la presa guelfa di Firenze. I loro membri furono notabili di primo piano sotto il Regno di Federico III d’Aragona.

 Scaloro degli Uberti ottenne il titolo di Conte e Gran Protonotaro del Regno di Sicilia.

 Si stabilirono ad Agrigento nella seconda metà del Trecento e possedevano feudi nell’agrigentino.

Erano imparentati con i Montaperto tramite il matrimonio delle figlie di Giovanni degli Uberti (Adriana ed Eufemia) con due fratelli Baroni della famiglia Montaperto. Andrea degli Uberti, nipote di Scaloro, visse ad Agrigento e fece lasciti a diverse chiese locali, inclusa la Cattedrale e S. Francesco.

Antonia degli Uberti, figlia di Andrea, sposò Aloisio Montaperto e fece anch’essa lasciti alle chiese agrigentine.

Lo stemma araldico degli Uberti di Sicilia (XIV secolo) era partito con una parte a scacchi dorati e blu e una parte con aquila.

I Prefoglio:

La Marchisia Prefoglio, moglie di Federico I Chiaramonte, fu di grande importanza nella storia di Girgenti (Agrigento).

 Le sue spoglie si conservano nella cattedrale di Agrigento. È indicata come madre di Manfredi Chiaramonte e fu su sue disposizioni che il convento di Santo Spirito subì una ristrutturazione all’inizio del XIV secolo. È elencata tra le famiglie che si stanziarono ad Agrigento.

I Palmeri/Palmerio:

Una nobile famiglia di antichissime origini risiedeva a Naro.

Un membro di questa famiglia, Salvatore de Palmerio, appartenente a una “nota famiglia agrigentina”, fu procuratore responsabile dei restauri (“maramma”) della Cattedrale di Agrigento a metà del Quattrocento.

Lo stemma della famiglia Palmerio era una palma.

I Maletta:

Famiglia antica in Sicilia dai tempi dei re normanni. Alcuni membri furono conti e baroni, ricoprendo incarichi importanti sotto re Manfredi e gli Aragonesi. Francesca Maletta, figlia di Matteo Maletta, era la madre di Andrea degli Uberti. Lo stemma è d’oro con tre fasce di nero.

I Peralta:

Sebbene più strettamente associati a Sciacca e Caltabellotta, i Peralta furono una famiglia di origine reale aragonese che divenne molto potente nella Sicilia centro-meridionale nel XIV e XV secolo. Detenevano numerosi castelli e terre nella regione di Agrigento. Ebbero stretti legami con la monarchia aragonese. Infantessa Leonora di Peralta è menzionata per la vendita del feudo di Misilcassim.

I Perapertusa:

Famiglia nobile catalana giunta in Sicilia con Re Martino. Ricevettero baronie e feudi, tra cui il castello di Favara. Furono coinvolti in vicende legate alla proprietà feudale nel territorio agrigentino, come l’acquisto e la perdita del feudo di Misilcassim.

Altre famiglie menzionate con legami ad Agrigento:

Abbatellis: Blasone presente nella chiesa di S. Francesco ad Agrigento.

Isfar e Coriglies (Cruyllas): Cappella nella chiesa antica di S. Francesco ad Agrigento.

Falco: Cappella nella chiesa antica di S. Francesco ad Agrigento.

Porto: Cappella nella chiesa antica di S. Francesco ad Agrigento. Un membro, Maciotta de Porto, fu sepolto nella cappella S. Antonio del convento di S. Francesco.

Del Carretto: Antonio Del Carretto, marchese di Savona e Finale, sposò Costanza Chiaramonte ad Agrigento. La famiglia è listata tra quelle che si stanziarono ad Agrigento.

Doria: Brancaleone Doria, nobile genovese, sposò Costanza Chiaramonte. La famiglia è listata tra quelle che si stanziarono ad Agrigento.

Agrigento nel periodo medievale, in particolare sotto il dominio aragonese, fu un centro dove diverse potenti famiglie nobiliari risiedevano, detenevano proprietà, esercitavano potere politico ed economico e manifestavano la loro influenza attraverso il mecenatismo religioso e la scelta dei luoghi di sepoltura.

Le loro vicende sono strettamente intrecciate con la storia della città e del più ampio contesto siciliano.

Elio Di Bella

Categoria: Storia AgrigentoTag: agrigento, agrigento storia, chiaramonte, famiglie nobili di agrigento

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