Esplora la preistoria dell’antica Agrigento, città di templi magnifici e storia millenaria. Scopri i segreti nascosti e l’eredità culturale di un patrimonio UNESCO.
Quando si parla di Agrigento antica, il pensiero spontaneamente è portato a configurarsi – in una rappresentazione fantastica piena dì fascinose e complesse risonanze – una delle più illustri e delle più belle città fra quante, per dirla con Pindaro, siano state abitate da uomini. Tale è la fama dei suoi templi e della valle magnifica che fa loro cornice, tale è il richiamo da essi esercitato su gente di ogni paese e di ogni stratificazione di cultura, che assai difficilmente chi ne pronuncia il nome o viene a goderne le suggestioni inobliabili, riesce a svincolarsi da quella specie di incantata contemplazione nella quale il suo animo dolcemente si smarrisce, incapace di particolareggiate considerazioni, insensibile ai minuti dettagli di una realtà che prepotentemente si impone in una figurazione unitaria senza soluzioni o fratture.
L’Incanto di Agrigento: Una Visione d’Insieme
A questo fascino, a tanta seduzione nessuno, sia uomo di scienza o profano, può di primo colpo sottrarsi. E nulla di male, almeno per la sua spiritualità, ne incorre tanto all’uno quanto all’altro. Ma, se dolce e salutare è per la persona comune restare, di fronte alla bellezza di Agrigento, in quest’atmosfera indefinita di smarrimento e d’immaterialità, l’uomo di studi deve sforzarsi, anche se molto qualche volta gli costi, di superare tale posizione squisitamente romantica, ed ha il dovere di disciplinarsi per una ricerca analitica degli elementi costitutivi di quella bellezza, per un approfondimento (non vorrei dire freddo, ché non si può, ma rigoroso ed attento) di tutta un’infinità di problemi, quanti la conoscenza scientifica di un’antica città ne pone a questa o quell’altra delle discipline archeologiche.
La Storia di Agrigento: Dalle Origini alla Gloria
Per rimanere nel campo della topografia storica, che è il particolare oggetto della presente ricerca, una constatazione immediatamente va fatta. Fino a quando eravamo preda delle suggestioni dianzi accennate, potevamo credere che molte cose dell’Agrigento antica fossero già patrimonio di conoscenza pienamente acquisito. Ed invece non è così. Se città tra le maggiori e più importanti del mondo antico è conosciuta imperfettamente, per frammentaria e lacunosa disponibilità di elementi archeologici, questa città è per l’appunto Agrigento.
I Templi di Agrigento: Capolavori dell’Antichità
Qui presso che sempre hanno fatto difetto gli scavi: quelli fortunati di Pirro Marconi negli anni dal 1925 al 1932 avevano aperto gli animi alle più belle speranze, ma sono rimasti da allora – salvo modeste e poco rimarchevoli eccezioni – senza quel seguito che si sarebbero meritati. E, se si tolgono l’apprezzata ma ormai insufficiente monografia dello Schubring, che è del 1870 (G. SCHUBRING, Historische Topographie von Akragas, Lipsia 1870. Una traduzione italiana, con note ed aggiunte, fu pubblicata ad opera di GL TONIAZZO presso l’editore E. Loescher di Torino nel 1878.), e un tentativo del citato Marconi, che restò limitato alla città greca (P. MARCONI Studi sulla, organizzazione urbana di una città classica: La città greca, in « Riv. R. Ist. Arch. St. Art.», a. II, 1930, fase. 1-2, P- 7 sgg.), nessun’altra formulazione specificamente s’è data alla topografia agrigentina che non sia stata la fatica, lodevole ma non sempre accettabile senza gravi riserve, degli < eruditi » o dei dilettanti locali (Cito, fra gli altri : M. CARUSO- LANZA, Osservazioni e note sulla topografìa agrigentina, Agrigento 1933 e S. BONFIGLIO, La terra agrigentina e l’italia nuova, Milano 1933 (con esame critico della bibliografia precedente).
Ricerca Archeologica: Scavi e Scoperte Recenti
Ad una chiara particolareggiata conoscenza di questa nostra città per l’evo antico, che sia tutt’ altra cosa oltre quella della serie dei templi e di quel po’ di altri monumenti risparmiati in piena aria dall’edace invidia del tempo, manca fino ad oggi la salda base di una organizzazione scientifica, cronologicamente articolata, degli elementi – che già possono raccogliersi numerosi e di varia e indiscutibile importanza – da più parti concorrenti a darcene una fisionomia in certo modo definita nel tempo e nello spazio.
Topografia Storica di Agrigento: Una Mappa del Passato
Questo breve studio non pretende, naturalmente, di ovviare a così grave lacuna nella maniera che sarebbe necessaria ed urgente. Ma vuol essere come un incentivo a tentarlo; vuole rapidamente annotare una serie ordinata di appunti (Me ne sono servito nei primi mesi del 1952 per la mia prolusione ad un corso di archeologia agrigentina, tenuto in questo Liceo classico), che costituisca come un pro-memoria per ulteriori sviluppi.
Preistoria ad Agrigento: Le Prime Tracce Umane
L’epoca preistorica (Per una bibliografia essenziale sulla preistoria nell’Agrigentino si veda la nota 2 a pag. 13 dell’opera P. MARCONI, Firenze 1929. I resti preistorici nell’ambito della città sono illustrati passim nei vari scritti dello stesso Marconi. Su Serra Ferlicchio è conclusivo lo studio di P. E. ARIAS, La stazione preistorica di S. F. presso Agrigento, in Mon. Ant. Linc. XXXVI, 1938, coll. 693-838.). Della vita preistorica nel sito che fu poi occupato dagli impianti della città classica si sono ritrovati pochi ma chiari indizi in occasioni diverse.
La Città Classica: Organizzazione Urbana e Vita Quotidiana
Presso che nulla ne rimane in vista, sì che di essi non può parlarsi come dei monumenti che si conservano delle età successive; ma è proprio da questi che conviene dar inizio al nostro esame, se vogliamo aver chiara l’idea di un abitato che fin da tempi remoti si configurò in una certa maniera, con strettissima aderenza alla natura stessa dei luoghi, qui dove un organico sistema di colline, di amene vallette e di modesti corsi d’acqua suggerì già da allora stanziamenti umani e soluzioni di ordine topografico sostanzialmente valevoli per ogni sviluppo avvenire.
Sfide e Prospettive: Il Futuro della Ricerca Archeologica
Tracce di abitazioni preelleniche sono venute alla luce presso l’angolo sud est del tempio di Giove e nelle vicinanze di S. Nicola; tombe sulla Rupe Atenea, nel terreno dell’attuale Ospedale Psichiatrico; testimonianze di culto nel recinto del Santuario delle Divinità ctonie, nella zona del tempio di Esculapio, sotto il Santuario rupestre di Demetra a S. Biagio, e soprattutto nella importantissima galleria-santuario trovata sulla Serra Ferlicchio, a nord della stazione ferroviaria di Agrigento Bassa. Necropoli di I-II periodo Orsi sono conosciute ad est nel fondo del torrente S. Biagio e nella costa montana ad oriente di esso («Sperone»), ad ovest sulle balze scoscese di Montaperto e Monserrato.
PIETRO GRIFFO, Topografia storica di Agrigento Antica. Note e Appunti, in Accademia di Lettere, Scienze e Arti di Agrigento, Atti 1948-52.vol II, pp. 38-41


le Radici della Fede: Storia della Chiesa ad Agrigento – Evento al Circolo Culturale Empedocleo