Agrigento e la Sicilia tra imperi
La Sicilia è una terra di frontiera al centro del Mediterraneo. È stata per secoli teatro di scontri tra imperi dominanti. La storiografia ha esplorato ampiamente due secoli di dominazione araba, quando Agrigento assunse il nome di Kerkent.
Un’attenzione decisamente più modesta è stata dedicata al preludio di questa conquista. In particolare, è descritta la turbolenta e oppressiva fase finale dell’amministrazione bizantina (Treadgold, 1997). Per comprendere come l’isola e Agrigento stessa cadessero sotto il dominio islamico, serve analizzare il collasso dell’Impero Romano d’Oriente in Sicilia tra il VII e VIII secolo.
L’oppressione dei Prefetti e il collasso sociale segnarono la fine del VII secolo. Tra la fine del VII secolo e l’inizio dell’VIII, Costantinopoli affrontò una crisi esistenziale. Questa crisi rese ardua la difesa delle province periferiche. Le conseguenze furono profonde e durature.
L’amministrazione della Sicilia fu affidata ai Prefetti, noti nelle fonti giuridiche come pretori o rectores. Questi funzionari godevano di poteri quasi assoluti, gestendo la giustizia e coordinando le difese. Inoltre, supervisionavano l’apparato annonario e infrastrutturale vitale per l’Impero. Questo ruolo amplificò le tensioni interne e la dipendenza dall’autorità centrale.
In particolare, agendo lontano dal controllo diretto del Basileus (l’imperatore), questi funzionari divennero autocrati spietati. La pressione fiscale, necessaria per finanziare l’esercito e la burocrazia orientale, divenne insostenibile.
Come emerge incrociando fonti bizantine e storiografia araba (Al-Baladhuri, sec. IX), l’inefficienza si saldò a una corruzione endemica. Inoltre, fondi pubblici sottratti, tangenti e manipolazione dei tributi favorirono reti clientelari locali.
Le conseguenze demografiche furono disastrose. In Agrigento, i cronisti descrivono dispersione e disperazione tra i siciliani. Così, molti, per sfuggire agli esattori o evitare debiti, abbandonarono le aree urbane per rifugiarsi nelle foreste dell’entroterra.
L’illusione di Siracusa capitale e l’assassinio di Costante II furono elementi chiave del periodo.
Il risentimento anti-bizantino toccò il suo apice durante il regno di Costante II (630-668 d.C.).
In una mossa geostrategica radicale, l’imperatore trasferì la capitale da Costantinopoli a Siracusa.
L’obiettivo era riprendere il controllo delle rotte commerciali e arginare le incursioni navali musulmane.
Tuttavia, la presenza della corte si rivelò un flagello.
Costante II non si limitò a prosciugare le ricchezze private per sostenere l’esercito, ma arrivò al sacrilegio, spogliando sistematicamente le chiese dei loro tesori e vasi sacri (Ostrogorsky, 1968).
Spinta all’esasperazione, l’aristocrazia locale organizzò una congiura. Nel 668 d.C., nei bagni di Dafne a Siracusa, Costante II fu assassinato. Questo evento scatenò una serie di reazioni politiche interne. Le turbolenze politiche seguirono rapidamente le rivelazioni. Le conseguenze si estesero oltre Siracusa.
Da lì l’esercito acclamò l’imperatore Mecezio, patrizio armeno. In quest’occasione, nel disperato tentativo di resistere a Costantinopoli, aprì un pericoloso varco geopolitico. Chiese per la prima volta supporto militare agli Arabi d’Egitto. Inoltre, queste mosse alterarono gli equilibri regionali. Le decisioni assunte alimentarono nuove tensioni.
Sebbene Costantino IV, figlio di Costante, giunse rapidamente con la flotta. Il precedente era ormai tracciato. Questo retroscena spiega come si intrecciarono alleanze e ostilità nell’area. La dinamica influenzò la storia successiva della regione.
Dalla ‘riforma tematica’ alla secessione, le fratture non si sanarono. Alla fine dell’VIII secolo, l’applicazione della riforma tematica mirava alla territorializzazione dell’esercito. Questo movimento favorì un livellamento etnico e culturale che alienò ulteriormente le élite siciliane. Le spinte secessioniste presero vigore, alimentate dalla contrapposizione tra Bisanzio e il mondo islamico.
Inoltre, l’episodio più emblematico fu la rivolta di Elpidio. Nominato governatore del Thema di Sicilia dall’imperatrice Irene d’Atene, Elpidio fu accusato di cospirazione. Sconfitto militarmente dalle truppe lealisti, fuggì in Nord Africa portando con sé il tesoro provinciale. Lì fu accolto dal governo abbaside. Il governo lo riconobbe formalmente come imperatore in esilio. Lo usò come strumento di propaganda (Amari, 1854).
Conclusioni: Verso l’epoca di Kerkent, la caduta di Agrigento non fu causata esclusivamente dalla superiorità militare islamica. Inoltre, il malgoverno dei prefetti e l’esasperazione fiscale avevano già eroso la lealtà dell’isola, facilitando un ulteriore deterioramento del controllo imperiale.
Quando i nuovi conquistatori giunsero per fondare Kerkent, trovarono una terra che, da decenni, aveva reciso i suoi legami emotivi e politici con Costantinopoli, sviluppando una popolazione diffidente verso l’autorità imperiale e una memoria collettiva orientata ai legami locali forti.
Glossario dei termini tecnici principali
- Praetores / Rectores: Alti funzionari bizantini incaricati dell’amministrazione civile, giudiziaria e fiscale delle province imperiali.
- Thema di Sicilia: Suddivisione amministrativa e militare dell’Impero Bizantino, istituita per unire il potere civile e militare nelle mani di un unico governatore (Stratego), per difendere meglio i territori periferici.
- Iconoclastia: Movimento religioso e politico bizantino (VIII-IX secolo) che condannava il culto delle immagini sacre, causando aspre rivolte in Sicilia, tradizionalmente legata al culto dei santi.
- Kerkent: Toponimo arabo utilizzato durante l’Emirato di Sicilia per indicare la città di Agrigento.
Bibliografia Internazionale
- Al-Baladhuri, Ahmad ibn Yahya. Kitab Futuh al-Buldan [Il Libro delle Conquiste delle Nazioni]. Edizione critica a cura di P. K. Hitti, Columbia University, 1916. URL: [Testo storico di dominio pubblico]
- Amari, Michele. “Storia dei Musulmani di Sicilia.” Felice Le Monnier, 1854. (Riferimento storiografico fondamentale per il passaggio geo-politico).
- Ostrogorsky, Georg. “History of the bizantino State.” [Storia dell’Impero Bizantino]. Rutgers University Press, 1968.
- Teofane Confessore. Cronografia [Cronografia]. Edizione critica tradotta in inglese, Oxford University Press, 1997.
- Treadgold, Warren. “A History of the bizantino State and Society.” [Una storia dello Stato e della società bizantina]. Stanford University Press, 1997.


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