Scopri la storia affascinante del dipinto della Madonna di Guido Reni, un tesoro nascosto nella cattedrale di Agrigento. Esplora le indagini storiche e le ipotesi sull’origine di questo capolavoro artistico.
Nella cattedrale di Agrigento esiste un pregevole dipinto raffigurante la Madonna con in grembo Gesù bambino dormente, la vergine Santissima, pensosa, poggia il viso sul dorso della mano sinistra.
Introduzione al Capolavoro di Guido Reni
Il dipinto, racchiuso in una ricca cornice di tartaruga intarsiata di madreperla, si ammira – ancora per poco tempo – nella sagrestia, in attesa che prenda il suo degno posto nel museo diocesano che è stato costruito, accanto alla cattedrale stessa, su progetto dell’architetto Franco Minissi.
La tradizione attribuisce questo magnifico dipinto ad un grande maestro del colore: Guido Reni.
La Cornice Storica: Agrigento e la Sua Cattedrale
Invero, chi guarda le madonne del Reni vi trova nel volto la stessa sua vita che si riscontra in quella di Agrigento. Nella Madonna, per esempio, dello stesso Reni esistente nel museo del Prado a Madrid, troviamo non solo lo stesso volto della vergine della cattedrale agrigentina, ma il bambino Gesù che sta all’in piedi per terra, fra le sue gambe, poggia il visino sul dorso della mano destra, con quella grazia che ci richiama alla mente la Madonna di Agrigento.
Corrado Ricci e la Sua Visione Critica
Corrado Ricci, l’eminente critico d’arte, visitando, nel 1924, la cattedrale della città dei templi, così ebbe a pronunciarsi sul bellissimo dipinto:
“io ritengo che questo quadro sia proprio del Reni. Chè, se di lui non fosse, deve essere del suo migliore discepolo. In ogni caso, esso è sicuramente uscito dalla bottega di Guido Reni”.
Come e quando questa tela pervenne alla cattedrale di Agrigento? Queste domande sono rimaste, fino ad oggi, senza risposta.
Il Ruolo di Desiderio Sammarco nella Storia del Quadro
Soltanto un diligente colto studioso dello scorso secolo, il canonico Antonino Lauricella, diede una notizia di interesse tanto grande, quanto grande è la sua laconicità: “La Madonna di Guido Reni in cattedrale è dono di Desiderio Sammarco” (uno).
In base a tale notizia, di cui Lauricella ebbe il torto di non indicare la fonte, e agli interessanti documenti inediti da me rintracciati nell’archivio capitolare della Cattedrale di Agrigento e negli archivi palermitani, sono oggi in grado di dire una parola sul pregevole dipinto e rispondere appieno alle domande a cui non seppero rispondere gli storici dello scorso secolo ed anche del nostro, fra i quali il compianto sacerdote dottor professor Salvatore La Rocca, che fece delle lunghe ricerche di archivio e che pubblicò un breve studio sull’argomento .
La Complessa Trama di Eventi di Agrigento
Per far ciò dobbiamo riportarci al tempo in cui la Cattedrale di Agrigento aveva le sue snelle strutture murarie normanne nascoste dal deleterio bianco stucco di cui, con infelice iniziativa, secondo la moda del tempo, le aveva fatte ricoprire il vescovo Orosco de Leiva de Covarruvias, ed i pesanti altari di stile barocco ornavano i muri perimetrali a nord ed a sud.
Riflessioni sull’Arte e la Storia di Agrigento
Dal verbale di visita fatto dal vescovo Amico, risulta che fino al 1667 nel transetto della cattedrale esistevano: a nord, la cappella quattrocentesca con il sarcofago del De Marinis, barone di del Muxaro, ed un piccolo altare con una scultura in bassorilievo di marmo della Madonna delle Grazie; a sud, la cappella con il portale trecentesco ornato di galli (dove ora, è posta l’urna argentea del Ricca, contenente i resti mortali di San Gerlando), davanti ad essa, un altare dedicato a Santa Maria maggiore.
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Elio Di Bella, Libri su Agrigento,
Agrigento Ieri e Oggi.
Alessandro Giuliana Alaimo, Una parola sulla Madonna di Guido Reni della Cattedrale di Agrigento, in Giglio di Roccia, autunno-inverno 1964, pp. 9-18


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