Presentano questi Ipogei sopra un piano ineguale un seguito innumerevole di gallerie, di cui talune sono centro a molte altre che fra di loro irregolarmente comunicano, ed altre dirigonsi in diversi sensi entro alle viscere della rupe. Han queste la forma di tanti poligoni irregolari, di cui le pareti sono tagliate in una specie di tufo calcare conchiliare, ora in piani verticali, ed ora ad angoli saglienti e rientranti, come i francesi direbbero a e giusto come nelle cave di pietra frequentemente si osserva. Le volte quasi piane poggiano sulle mura laterali, e veggonsi talvolta sorrette da certi piloni isolati, tagliati ugualmente nel vivo sasso, che raccorciandone le lunghezze, le rendono più adatte a sostenere il peso gravissimo che loro sovrasta, essendo di sovente oltre a 60 palmi sotto il suolo della città. E perchè riescano ancora più salde, sono spesso rafforzate, negli angoli, da due o tre scaglioni sporgenti che ivi fanno ufficio di mensole.
un mondo sotterraneo
Era questo sotterraneo rischiarato di tratto in tratto da lucernali quadrilateri incavati piramidalmente nella rocca, un gran numero de’ quali rinviensi nelle particolari abitazioni della moderna Girgenti, ed alcuni fra questi, essendo meno guasti e ingombri di terra, apprestano oggidì l’ingresso a’ sotterranei .
Le volte sono coperte di stallatati dalla filtrazione delle acque della montagna, le quali sì fattamente vi sovrabbondano, che giungono talvolta a formare de’ piccoli stagni, siccome è quello che vedesi nella galleria di cui presentiamo la veduta nella figura i della presente tavola.
Egli non è certamente cosa di lieve momento il pronunziare un sicuro giudizio intorno all’uso a cui i nostri ipogei esser potevano destinati. Però ch’eglino non sieno stati sepolcri può facilmente argomentarsi dal non trovarcisi alcun vestigio di loculi, di sarcofagi, di colombari, di vasi, d’iscrizioni, e di ogni altra cosa che vaglia ad indicare un tale uso; daltronde l’antichità non offrendoci veruno esempio di un sepolcreto costrutto sotto il suolo di una città.
una antica esplorazione
Tali sono quelli che si trovano nelle case di Sclafani, di Modica, di Sanso, di Montaperto, degli Oblati, di Valvo, di Barba, a S. Maria de’ Greci, sotto il seminario ec. Gli architetti Domenico e Saverio Cavallari nel dì 3o novembre dell’anno scorso, per ordine della Commessione di Antichità, s’introdussero ne’ sotterranei per una buca quadrilatera che trovasi nel pian terreno della casa di Valvo, e discendendo verticalmente coll’aiuto di una scala di legno, giunsero in una specie di camera quadrilatera da cui partono varie communicazioni delle quali una sola è tuttavia praticabile. Camminando verso nord-est lungo questo adito, or più or meno spazioso, e che di tratto in tratto fu mestieri sgombrare dalle macerie, circa 50 canne lungi dall’ingresso, giunsero in una spaziosa galleria poligona irregolare.


Agrigento Sotterranea: Il villaggio rupestre del Balatizzo