Esplora le meraviglie archeologiche di Girgenti con un viaggio negli antichi ipogei ciclopici. Scopri come queste strutture sotterranee raccontano la storia di una civiltà perduta tra mito e realtà
Introduzione alle Origini Ciclopiche di Omface
Or il sito ove sorgeva Omface, che fu picciola città di origine Bicana, e poscia fortezza di Acragante, non par dubbio che fosso stato abitato dai Ciclopi, avvegnaché ciclopica sia la prodigiosa escavazione, appellata da noi Labirinto, la quale dimostra l’ardito concetto, e la copia dei mezzi, dei quali disponevano quegli uomini antichissimi.
Il Labirinto di Omface: Una Meraviglia Ingegneristica
Questi immensi Ipogei si dilatano lungo tutta la estensione interna della rupe, sulla quale sorge Girgenti, e si compongono di grandi gallerie, che immettono in delle stanze quadrilatere, e queste in altre innumerevoli in forma irregolare, con soffitti piani, sui quali, e sulle pareti si scorgono pronunziati, e come da fresco, i colpi del piccone.
Pericoli e Scoperte: Viaggiatori nei Labirinti di Girgenti
Essi non sono stati visitati in tutta la loro latitudine, né in tutte le loro particolarità, per lo pericolo cui si va incontro, pei corridoi ostrutti da enormi massi staccati dalla montagna, pelle lacune che vi si rinvengono di tratto in tratto.
—Molti curiosi vi hanno tentato, ma invano. Solo, in una delle pareti di una di quelle stanze, a circa metri 800 da uno degl’ingressi (che ve ne ha parecchi) leggesi I. Houèl, 9, 1776 (1)
L’Arte e l’Architettura dei Ciclopi nella Storia
Quest’Ipogei presentano la prima epoca dell’architettura, che fu detta trogloditica (2). Il Labirinto in Egitto, in cui eran dodici palagi con tremila stanze, delle quali mille e cinquecento sotterra, mentre altro sullo stesso modello, ma di minore dimensione, dicevasi, essere stato in Creta; i Labirinti di Nauplia vicino Argo, e quello del Parnaso, si tennero opera dei Ciclopi (3).
Teorie sulla Funzione degli Ipogei di Girgenti
I nostri Ipogei adunque, che son opera pelasga, opera dei Ciclopi-trinacri (4), che furono architetti e scultori, come si ricoglie dalla testimonianza di Pausania, pella quale avremmo, che Agróla ed Iperbio, due dei nostri Ciclopi, fossero andati in Atene a costruirvi le mura della Rocca (5), e dalla tradizione degli Argivi, che assicuravano, che la testa di Medusa, che vedovasi scolpita presso il Tempio del Cefiso in Argo, sia stata opera dei Ciclopi (6).
—Essi insomma meritarono sì bene dalla civiltà, che in Corinto fu visto sorgere un Tempio, detto dei Ciclopi, ove si consacravano ad essi dei sacrifici (7) Ma quale la destinazione di opere così colossali?
Taluni le stimano città abitabili, per rifuggirvi dal rigore della stagione; altri che siano servite allo scampo da invasioni nemiche (8), o a trarne pietra pella costruzione di grandi edifici (9); altri che siano acquidotti (10), altri catacombe, altri speculazioni sacerdotali, per nascondere i misteri dei riti sacri, e tener vivo il terrore negli animi della moltitudine.
Note
(1) L. Vigo. Sugl’ Ipogèi di Girgenti.
(2) Da τρωγη, forame caverna.
(3) Barthelemy, Viag. di Anac. voi. IX, pag. 21, ediz. Nap. 1825. Queste grandi escavazioni trovansi nel Caucaso, nella Georgia, in Cuba e Podroma, nel Paropamiso traforato interamente.
—Nell’India, l’arte trogloditica sembra cominciasse dalla escavazione del porfido e del granito, nei monti Imalaja e Cascemir, sulle frontiere della Persia, e nell’alto Indostan.
Son celebri le catacombe di Elefanta, i censettanta sotterranei di Dumnar, il Panteon di Ellora nel seno di un monte di granito rosso che corro por sei miglia, e i misteriosi labirinti del palazzo di Siva trovansi essi in America, nell’Arcipelago delle Marianne; in Inghilterra, nel continente d’Italia, in Sicilia, in Girgenti e fra mille altri popoli
Conclusione: L’Eredità e l’Importanza degli Ipogei
Cantù. .1. c. Lib. II, c. 24 In Sicilia, gentem Cyclopum vasti testantur specus Solin. Polyhist. c. 10. Altre escavaziani di diverso genere, nella terra di Gibellina, nella contrada detta Le Grotticelle, presso Raffadali ed altrove si vedono al piè, nel seno, e in cima dei colli, le quali sembran nicchie o cellette ed accennato ad una primitiva abitazione trogloditica.
(4) I Ciclopi vengono detti Pelasgi da Pausania e furono essi che co strussero le mura dell’antichissima Tirinto e quelle di Micene. Paus. L. II, c. 25; L. VII, c. 25.
(5) Idem, Lib. I, c. 28 e c. 41.
(6) Idem, Lib. II, c. 20.
(7) Idem, Lib. II, c. 2.
(8) Si dice, che Jolao abbia condotto in Sicilia una colonia e quivi, scavate delle caverne, vi rifuggisse, a scampare i pericoli della guerra, Diod. Lib. IV, c. 30.
(9)Tale è pure la opinione del duca di Serradifalco sul supposto che, vicino la Città, le lapidicine non fossero stati sufficienti a fornire materiali necessari (T. III, pag. 31 e 33) ma ciò ripugna al fatto.
(10) Questa opinione pare probabile, nel senso, che quelle stanze siano state destinate a raccogliere il filtro, che avrebbe trovato lo sbocco ai piedi della rupe, ove s’innestano moltissimi acquidotti, che tuttora conducono delle acque nella città antica. Questa congettura è del mio amico, Prof. Giuseppe Cognata, Deputato al Parlamento.


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