Empedocle sventò una tirannide e fondò la democrazia ad Akragas riformando il Consiglio.
L’Eredità degli Emmenidi
Caduto Trasideo nel 472 a.C., Akragas visse due decenni di pace esterna. La fine della dinastia degli Emmenidi non garantì però stabilità interna. La polis divenne un laboratorio costituzionale dove le aspirazioni popolari si scontravano duramente con l’aristocrazia. In questo scenario emerse Empedocle: medico, geniale filosofo e leader del partito popolare.
Il Consiglio dei Mille
La direzione dello Stato fu affidata a un Consiglio di 1000 membri. L’istituzione, di stampo timocratico, prevedeva nomine triennali riservate ai soli cittadini più ricchi. Poiché il popolo aspirava invano a eguali diritti, nella città regnava una grande discordia (stasis). Questo malcontento permise a un paio di individui ambiziosi di sperare di impadronirsi del potere assoluto.
Il Banchetto dell’Arconte
Il culmine della crisi è narrato da Diogene Laerzio, che riprende Timeo. Empedocle fu invitato a un simposio da un nobile arconte. Il padrone di casa indugiava misteriosamente, non facendo servire la cena. Alla richiesta di spiegazioni di un irritato Empedocle, l’ospite rispose che mancava il servitore del Consiglio (hyperétes tès boulès). Appena costui arrivò, fu eletto simposiarca.
La Sventata Congiura
Il simposiarca, abusando del ruolo, ordinò ai convitati di bere o farsi versare il vino sulla testa (ekéleuse gàr è pínein è katacheísthai tès kephalès). Empedocle vi scorse un atto per abituare l’aristocrazia alla sottomissione, svelando chi delineava l’inizio di una tirannide (hòs hypegrápheto tyrannídos archèn). Il giorno dopo condusse ospite e simposiarca in tribunale, ottenendone la condanna.
Il Rifiuto della Corona
Grazie a questa straordinaria perspicacia, il filosofo guadagnò un’enorme reputazione. I cittadini, che ricordavano il prospero governo di Terone, gli offrirono la dignità regale. Coerente con la sua avversione al dispotismo, rifiutò la corona preferendo restare un cittadino privato. Riteneva infatti che i mali della costituzione andassero eliminati con nuove leggi, non con un sovrano.
La Democrazia Empedoclea
Empedocle divenne l’artefice di una riforma radicale. Riorganizzò il Consiglio rendendo l’elezione dipendente dalla capacità e non dalla ricchezza, instaurando così un regime democratico.
| Ordinamento | Requisito d’Accesso | Mandato | Base Politica |
| Timocrazia | Censo (Ricchezza) | 3 anni | Oligarchia dei ricchi |
| Democrazia | Capacità (Merito) | Variabile | Suffragio universale |
Questa svolta applicò al diritto la cosmologia empedoclea: come l’Amore (Philotes) unisce gli elementi in natura, così l’uguaglianza istituzionale assicura l’armonia della polis.
Elio Di Bella


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