Akragas ha intrattenuto rapporti complessi e variegati con altre entità nel mondo antico, inclusi rapporti con altre colonie greche, popolazioni indigene e potenze esterne.
Ecco un riepilogo:
Rapporti con Gela:
Akragas fu fondata da coloni provenienti in parte da Gela e in parte da Rodi e isole adiacenti.
La presenza di due ecisti, Aristonous e Pystilos, viene spiegata con questa provenienza mista.
In un periodo successivo, Finzia di Akragas esercitò il suo potere sul territorio di Gela, trasferendone la popolazione nella città da lui rifondata e chiamata Finzia.
Gela è menzionata tra le città greche che, come Siracusa e Akragas, avevano una propria “arché” (sfera di influenza o dominio) nel continente.
Le città di Gela e Akragas si trovavano su un tratto di costa con buone spiagge ma senza veri e propri porti.
Rapporti con Siracusa:
Akragas fu, dopo Siracusa, la più grande colonia greca in Sicilia.
Esisteva un persistente senso di rivalità tra queste due città, le più importanti dell’Ellenismo siceliota.
Gli esuli siracusani fuggiti da Agatocle stimolarono gli Agrigentini a resistere all’usurpatore.
Durante la spedizione di Agatocle in Africa, gli Agrigentini diedero vita a una federazione di città greche contro di lui. La forza della federazione diminuì dopo le sconfitte del loro stratego Xenodikos.
Secondo Tucidide, Akragas mantenne una posizione neutrale durante la guerra tra Siracusa e Atene (la spedizione ateniese in Sicilia).
Siracusa è menzionata tra le città greche con una propria “arché”.
Nel contesto della strategia di colonizzazione e dei rapporti con i Sicani, viene posta la domanda se Akragas fosse superiore a Siracusa o se i Greci si impadronirono del sito perché avevano stabilito relazioni intime con i Sicani.
Rapporti con Himera:
La politica acragantina sotto Falaride e Terone mirava alla creazione di un’epicrazia nel territorio interno, e per Akragas era vitale difendere le posizioni acquisite con la conquista di Himera.
Secondo Aristotele, Himera potrebbe aver chiesto aiuto a Falaride, tiranno di Agrigento, per difendersi dai Sicani. Il poeta Stesicoro avrebbe usato una favola per mettere in guardia gli Imeresi dal nominare Falaride “strategos autokrator”.
Il sito vicino a Himera (Monte Saraceno) viene descritto come strategicamente significativo lungo la via di penetrazione.
Rapporti con altre città greche e dinamiche interne/inter-coloniali:
Akragas ricevette nuovi coloni da Elea al tempo di Timoleonte (344-338 a.C.), aggiungendosi alla popolazione esistente. La città si schierò con Timoleonte nella lotta contro i Cartaginesi.
Le fonti discutono la comparsa precoce della tirannide ad Akragas in termini di opposizione etnica tra le componenti geloa/rodia e geloa/cretese. Questo suggerisce rivalità interne legate all’origine dei coloni.
Vengono citati confronti con altre città di recente fondazione dove conflitti interni erano costituiti da contingenti di coloni di origine diversa.
La proiezione della città e del regno dei tiranni di Akragas in una sfera di influenza che andava oltre i confini insulari implica interazione e potenziale competizione con altre entità.
La menzione di una federazione di città greche contro Agatocle mostra la capacità delle città greche di formare alleanze in risposta a minacce comuni.
Si confrontano i ritrovamenti ceramici di Akragas con quelli di altre fondazioni contemporanee come Lipara (ceramica simile) e potenzialmente più antiche come Marsiglia e Camarina (pezzi più antichi).
Si discute del concetto di “ellenizzazione” e dei rapporti tra Greci e popolazioni indigene nel contesto più ampio della Magna Grecia e della Sicilia, notando che le città greche stesse erano soggette a lotte interne (“staseis”) e flussi economici.
Rapporti con le popolazioni indigene (Siculi, Elimi, ecc.):
Akragas ebbe rapporti con le popolazioni indigene, a volte caratterizzati da una politica di asservimento.
L’attacco di Ducezio contro Motyon è visto in rapporto alla politica di Akragas e Siracusa.
Akragas condusse una spedizione contro il centro indigeno di Krastos.
Sebbene in altri contesti (es. Himera) i rapporti con le genti sicane fossero per lo più pacifici, non mancarono tensioni e scontri.
Le fonti si interrogano se i colonizzatori si stabilirono in sicurezza grazie a relazioni intime con i Sicani.
I templi di Agrigento servirono da modello per le genti elime, come mostrato dal grande tempio a Segesta.
L’interazione tra Greci e indigeni è vista come un complesso processo dialettico influenzato da urti di interessi e dallo sviluppo sociale delle popolazioni indigene.
Rapporti con Cartagine:
Cartagine è menzionata come autrice della distruzione di Agrigento.
Nonostante i conflitti, i rapporti commerciali tra Agrigento e Cartagine erano frequenti, testimoniati dai resti di anfore e dall’ispirazione dei coni monetari cartaginesi da quelli agrigentini.
Nelle Guerre Puniche, Akragas scelse di schierarsi con i Cartaginesi, che ne fecero una base importante. A seguito di questa alleanza, la città fu assediata e conquistata dai Romani nel 262 a.C..
In un periodo successivo, i Cartaginesi riattaccarono e ripresero Akragas nel 255 a.C..
Durante il periodo di Finzia, c’era una guarnigione punica a Enna che si sentiva minacciata da Finzia, suggerendo rapporti tesi.
Dopo la ricostruzione di Cartagine, le comunicazioni commerciali con Agrigento furono ripristinate e molte famiglie africane vi si stabilirono.
Rapporti con Roma:
Dopo la conquista da parte dei Romani, Agrigento mantenne le sue caratteristiche urbanistiche, architettoniche e i propri culti.
Alla fine della prima Guerra Punica (241 a.C.), la Sicilia occidentale divenne la prima provincia romana, e Akragas fu probabilmente costretta a dare annualmente parte dei suoi prodotti, forse basandosi sulla “lex Hieronica”.
Polibio descrive l’assedio romano del 262 a.C..
In sintesi, i rapporti di Akragas con le altre colonie greche e le entità vicine furono caratterizzati da: un’origine condivisa con Gela ma con dinamiche di potere e territoriali mutevoli;
una forte rivalità con Siracusa che sfociò a volte in conflitto o in alleanze anti-tiranniche; una politica espansionistica che portò alla conquista di Himera;
interazioni complesse e spesso conflittuali con le popolazioni indigene per il controllo del territorio;
alleanze mutevoli e significativi rapporti commerciali con Cartagine;
e infine, la conquista e l’assimilazione nel dominio romano.
Le dinamiche interne legate alla composizione etnica mista della colonia influenzarono anche la sua storia politica e i suoi rapporti esterni.


Il prezzo della gloria: tutti i nemici che volevano distruggere Akragas