L’unica fonte organica sulla via romana da Catina ad Agrigentum è l’Itinerarium Antonini (III‑IV secolo).
L’itinerario include la tratta Catina‑Agrigentum in due percorsi con indicazioni diverse: il primo riporta tre stazioni intermedie – Capitonianis, Gela sive Philosophianis, Petilianis – per una distanza totale di 90 milia passuum (circa 133 km).
Il secondo aggiunge le mansiones Gallonianis e Cosconianis e misura 92 milia passuum.
Confrontate con la distanza in linea d’aria (circa 91 m.p.), queste cifre appaiono inattendibili.
La Tabula Peutingeriana non segna alcuna strada diretta tra le due città, segno che il tracciato non fu una priorità della rete consolare.
I nomi delle stazioni sono quasi tutti di origine prediale, derivati cioè da latifondi privati e non da centri urbani.
Dopo il terremoto del 310 d.C., che portò al declino di varie città, il cursus publicus (servizio di trasporti e posta) fu deviato nelle aziende agricole; la via Catania‑Agrigento testimonia questo mutamento di interessi.
La ristrutturazione avvenne all’inizio del IV secolo, quando Costantino affidò la provincia a un consularis e potenziò il servizio postale.
Il tracciato da Catania a Capitoniana
La strada usciva da Catania in prossimità dell’odierno Castello Ursino e si dirigeva a sud‑ovest per evitare il pantano d’Arci. Attraversava il fiume Simeto al ponte della Giarretta dei Monaci, risaliva la valle del Dittaino e lo superava al ponte della Gabella. Dopo circa 35 km giungeva alla mansio Capitoniana, individuata presso contrada Capezzana di Ramacca; l’Itinerarium indica 24 m.p., ma i calcoli reali sono di 38 km.
Da Capitoniana a Philosophiana
All’altezza di Passopiraino la via si diramava in tre varianti:
Variante nord: seguiva l’attuale SS 288, raggiungeva Aidone e Morgantina, proseguiva per Piazza Armerina e arrivava alla mansio Philosophiana (Sofiana). La distanza reale è di circa 46,5 km, il doppio dei 21 m.p. registrati.
Variante sud: scendeva verso Casalgismondo e Mirabella Imbaccari, poi risaliva a Philosophiana. Percorreva circa 45 km.
Terza variante: attraversava Mirabella Imbaccari per poi risalire; non lascia tracce evidenti di stazioni romane.
Philosophiana, attestata dagli scavi di Sofiana, rimase attiva fino al XIII secolo. La sua presenza dimostra che la strada non era solo un asse militare, ma anche l’arteria di un grande latifondo senatorio.
Da Philosophiana a Petiliana e Agrigento
Dopo Philosophiana la strada si biforcava: il ramo settentrionale toccava Riesi e Delia (identificata con la statio Petiliana), proseguiva verso Canicattì, Castrofilippo, Favara e infine Agrigentum. Il ramo meridionale scendeva verso Ravanusa (forse Galloniana), raggiungeva Naro (identificata con Cosconianis) e si ricongiungeva all’altro itinerario.
Lungo il percorso la via costeggiava ville rustiche e latifondi; presso Vito Soldano, vicino Canicattì, un complesso termale fu trasformato in azienda agricola e punto di ristoro.
La metamorfosi del sito è legata al declino del cursus publicus: senza più la mansio ufficiale, il servizio a viandanti passò a fondaci privati.
Declino e persistenze
Contrariamente ad altre strade romane, la via Catania‑Agrigento non compare nella cartografia settecentesca, segno che era scomparsa già in epoca araba. Lo sviluppo delle rotte marittime e dei porti costieri rese superflue le vie interne, e l’economia siciliana si riorientò verso la costa.
Tuttavia, i toponimi prediali e le trazzere odierne conservano la memoria del tracciato. La strada fu un’infrastruttura economica: collegava due porti e serviva a sfruttare i latifondi; il suo percorso mutevole riflette esigenze agricole e politiche.
La via consolare da Catania ad Agrigento mostra come l’entroterra siciliano fosse integrato nella circolazione dell’Impero e come i cambiamenti politici e climatici potessero ridisegnare la rete stradale.
Oggi il tracciato vive nei nomi dei luoghi e nelle strade secondarie: seguirlo è un viaggio nel tempo, in cui le pietre romane e le trazzere dell’entroterra raccontano una storia di adattamenti, declini e rinascite.
Elio Di Bella


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