La condizione sociale nell’antica Akragas, analizzando la disuguaglianza e il benessere tra ricchi e poveri. Un’esplorazione della distribuzione della proprietà e della vita quotidiana.
uno sguardo anche sulle condizioni sociali della città di Akragas
La storia spesso registra solo le grandi e splendide manifestazioni dell’esistenza umana. Non tutti gli Agrigentini erano ricchi come Gellia o Antistene.
Qual era la situazione dei meno abbienti? Com’era distribuita la proprietà?
C’era un netto contrasto tra ricchi e poveri, o esisteva un benessere diffuso, sebbene disomogeneo, tra tutta la cittadinanza?
Introduzione alle Condizioni Sociali di Akragas
La natura delle cose implica che ci fosse disuguaglianza nella proprietà, e ciò è chiaramente evidenziato anche dalla descrizione di Diodoro.
Anche se possiamo presumere che i primi coloni abbiano ricevuto terreni di uguale dimensione e che non ci fossero differenze basate sulle risorse iniziali portate da ciascuno, con il tempo la divisione ereditaria, la fortuna o sfortuna, le diverse abilità nel guadagnare e gestire la proprietà avrebbero comunque causato disuguaglianze nella ricchezza. Inoltre, la città ricca e vivace attirava naturalmente varie persone.
Alcuni eventi che si svolsero durante l’assedio e la caduta della città indicano chiaramente che vi abitava o vi si recava spesso una gran quantità di persone meno abbienti.
Il Mercato Immobiliare e la Proprietà Terriera
In particolare, la storia di Antistene, raccontata da Diodoro (XIII 84), che consigliò al figlio di aiutare un vicino povero piuttosto che cercare di comprare il suo piccolo podere, suggerisce un vivace mercato immobiliare e la tendenza a investire capitali in terreni. Anche i numerosi privati che, dopo la battaglia di Himera, tenevano prigionieri di guerra nelle loro case (Diod. XI 25), erano certamente proprietari terrieri di notevole estensione.
Il Benessere dei Cittadini Meno Abbienti
Ma nonostante le disuguaglianze nella proprietà, è probabile che la massa dei meno abbienti non soffrisse di mancanza nei giorni di prosperità della città.
Il commercio e l’industria fiorente offrivano a tutti un adeguato sostentamento. Solo nei giorni di difficoltà, quando il nemico assediava la città e la popolazione rurale si concentrava densamente al suo interno, si verificarono carenze e privazioni.
Popolazione e Demografia di Akragas
Diodoro (XIII 84) calcola la popolazione della città in oltre 20.000 cittadini, e con meteci e stranieri, 200.000. Gli schiavi sarebbero stati circa 800.000 (Diog. Laërt. VIII 63). Schubring (p. 28; vedi anche Siefert, Akragas und sein Gebiet, Amburgo 1845, p. 9) ricorda giustamente che questi abitanti non vivevano tutti in città, ma erano sparsi nel territorio;
tuttavia, tutti trovavano posto in città in occasioni particolari, come dimostra la storia dell’assedio.
Se, secondo Holm, il territorio della città era di oltre 24 miglia quadrate, cioè più di 1329 chilometri quadrati, ciò significa una densità di popolazione di circa 741 abitanti per chilometro quadrato, o 593 se si considera una popolazione totale di 800.000, senza includere le comunità sicane presenti nel territorio. Sono numeri alti per un’area agricola.
Il Ruolo del Commercio e dell’Industria nel Sostentamento della Popolazione
I numeri tramandati potrebbero essere esagerati, ma dobbiamo supporre che, mentre il territorio della città era principalmente coperto da vigneti e uliveti, dai territori circostanti arrivava il grano necessario per il sostentamento della popolazione e per l’esportazione.
Una gran parte della popolazione trovava comunque impiego nel commercio, nell’industria e nei grandi progetti edilizi.
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La Ricchezza e il Lusso dei Cittadini di Akragas: Una Vita Opulenta nell’Antica Sicilia