La vita del bandito Giuliano, dalla lotta per l’indipendenza siciliana alla controversa morte. Scopri storie inedite su Agrigentoierieoggi.it.
L’inizio della Leggenda di Giuliano
Salvatore Giuliano contrabbandava grano in Sicilia durante la seconda guerra mondiale, quando aveva appena 20 anni.
Dal Contrabbando alla Ribellione
Ma il 2 settembre 1943 un gruppo di carabinieri lo ferma e ordina la confisca di due sacchi di grano che Giuliano trasporta. Giuliano prova a corrompere i carabinieri, ma senza successo, allora Giuliano estrae la pistola minacciando di suicidarsi, ma uno dei Carabinieri gli punta l’arma addosso, allora preso dal panico, Giuliano spara e ferisce il Carabiniere poi fugge e diventa uno dei banditi più ricercati della Sicilia è iniziata.
La Vita Nascosta tra le Montagne
Giuliano si nascose nelle montagne che circondavano il suo paese natale di Montelepre e formò una banda di uomini che gli furono a lungo leali. Il suo più stretto alleato diventò Gaspare Pisciotta, un ex partigiano, aderente al movimento indipendentista siciliano, che Giuliano supportava con fervore.
Le Audaci Imprese di Giuliano
La banda rubava di Giuliano derubava i ricchi, noti per la loro vita ricca di lusso e di arroganza. La vittima più famosa fu la duchessa di Pratameno. Insieme ai suoi uomini, Giuliano si intrufolò nella camera da letto della duchessa un giorno. Minacciandola di rapire i suoi figli, la costrinse a consegnare tutti i suoi gioielli. Nel bottino c’era l’anello con diamante della duchessa, per il quale Giuliano ringraziò con un bacio sulla mano.
La Svolta Tragica a Portella della Ginestra
Le stragi cambiarono tutto. Giuliano divenne popolare e la gente comune gridava “Viva Salvatore Giuliano, il liberatore dell’Italia”. “Uccido solo per promuovere la giustizia,” dichiarava Giuliano. Presto, però, la sua aureola di eroe iniziò a sbiadire. Nel 1947, Giuliano fu coinvolto nel movimento per l’indipendenza siciliana.
Il Declino di un ‘Eroe’
Durante una manifestazione per il primo maggio a Portella della Ginestra, fuori Palermo, Giuliano e i suoi uomini circondarono la folla e aprirono il fuoco, uccidendo undici persone, tra cui tre bambini. Giuliano fece sapere che voleva solo spaventare la gente per impedirle di votare per i comunisti, che considerava traditori. Molti da allora disprezzarono il bandito.
Il Misterioso Epilogo di una Vita Fuorilegge
Venne formata una squadra speciale di centinaia di uomini per catturare Giuliano, morto o vivo. Nell’estate del 1950 si diresse verso Castelvetrano, si dice che avesse l’intenzione di partire per gli Stati Uniti. La sera del 4 luglio andò a letto con l’intenzione di riposarsi prima di continuare il viaggio. Non si svegliò mai più. La polizia riuscì a corrompere Pisciotta e ad accordarsi con lui eliminare Giuliano. Secondo un accordo segreto con la polizia, Pisciotta sparò a Giuliano mentre dormiva. Il corpo fu poi abbandonato in una piazza vicina. Il giorno dopo venne annunciato che il bandito più ricercato era finalmente stato ucciso.Nonostante le promesse di impunità, Pisciotta fu condannato all’ergastolo. Il 9 febbraio 1954, fu trovato morto nella sua cella, avvelenato con una forte dose di stricnina nel caffè.
L’eredità Contestata di Salvatore Giuliano
Giuliano fu un eroe o un criminale? Erano in tanti a chiederselo. Gli italiani continuano a dibattere se Giuliano fosse un eroe o un criminale.
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