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Leggi le Memorie Storiche Agrigentine di Picone. Periodo Mitico, O Pelasgo. Quando ad Agrigento Vivevano i Giganti

20 Aprile 2024 //  by Elio Di Bella

Esplora la ricca mitologia di Agrigento, da Acragas a Siracusa. Scopri la storia dei Giganti e i miti pelasgi che hanno plasmato la Sicilia.

MEMORIA PRIMA. SUL PERIODO MITICO, O PELASGO CAPO UNICO

I PELASGI— ACRAGAS.

Origini dei Pelasgi in Sicilia: Un Viaggio nella Mitologia dell’Isola

Che le varie mitologie contengano tradizioni di fatti, i quali, svestiti dello straordinario, formano elemento di storiche verità, non avvi al mondo ch’il nieghi—E quelle verità, in rapporto alle storie agrigentine, curerò io ricogliere dai vari miti, da fatti universali, o da monumenti che serviranno a rischiarare la storia, e di questa mi varrò a sua vicenda ad illustrare e gli uni e gli altri: in modochè un connesso alternare di logico ordine di idee e di fatti, ci renderà la ragione degli avvenimenti, i quali sarò ad esporre colla maggior precisione che per me si possa.

I Giganti di Agrigento: Tra Mito e Realtà Archeologica

Sicilia, al par che le altre regioni antichissime, ebbe una mitologia propria, nazionale, che poi fé’ parte della mitologia dei Greci, e potrà ciò agevolmente rilevarsi, dal perché in ciascuna quasi delle precipue città nostre, o in ciascun dei luoghi più rinomati di nostra Isola, vi ebbe divinità proprie, e propri miti. —

Siracusa si ebbe Alleo, Ciane ed Aretusa, sui quali favoleggiarono i poeti; Enna la nascita di Cerere, il lago di Pergùsa il ratto di Proserpina; Milo i Bovi del Sole; Zancle la falce di Saturno; l’Etna i Giganti o i Ciclopi, fabbricatori dei fulmini di Giove, e Vulcano; l’isola intera i Monti Croni, e gli Dei Palici; Agrigento si ebbe Acragas, figlio di Giove e della minfa Sterope, il quale vuoisi fondatore della città nostra, e membro della famiglia dei Giganti(1).

Mito e archeologia

 Io non riprodurrò la opinione di Hans, Palmeti, Natale e Burigny, i quali, sprezzate le tradizioni, il mito e l’autorità degli antichi scrittori, si fecero a negare la esistenza di quella famiglia non solo, ma di quello eziandio dei Ciclopi, e Lestrigoni, a Lotofagi, furono addomandato. – Nè vorrò apporre a dimostrazione della esistenza di esse il rinvenimento di ossa smisurate, che ovunque nell’isola si son dissepolte, avvegnaché la scienza sia accorsa a dissipare i sogni di quei creduli che nelle ossa di immani quadrupedi, vollero ravvisare quelli di uomini-giganti.

Influenze e Intrecci Mitologici: Dall’Asia Minore alla Sicilia

— Io dirò solo, che queste famiglie di uomini famosi pella immaginata dismisura dei loro corpi siano esistite in Sicilia e altrove e per la loro robustezza, selvatichezza tradizionale  e pelle egregie opere, pelle quali talune di esse furon distinte abbiano svegliato nella gente  antica tale sentimento di meraviglia e di terrore da essersi ritenute come di straordinaria struttura  e da essere spinte dalla poesia nei campi di Flegra a pugnar contro Giove.Questa antichissima stirpe di uomini intraprendenti, fu dettadai poeti, figlia della terra (2)

I figli della Terra

Di questi figli della terra, di questa stirpe antichissima e primitiva s’ignorava la origine, quantunque Trogo Pompeo la vorrebbe nata in Sicilia (3) Beroso venuta quivi dall’Armenia, e Didimo dalla Tracia. 

Or questo due ultime opinioni, che sembrano a prima giunta singolari o fantastiche, trovano saldo sostegno nelle più recenti ricerche sulla stirpe pelasga , avvegnaché ci sia marcabile, che la stirpe dei Giganti sia esistita nella stessa epoca, in regioni le più lontane di sito e di credenza, nelle quali i monumenti deiTrogloditi, le piramidi, le pagòde e i labirinti sono estimati da quei popoli opera dei geni e dei Giganti, e da questi credevano i greci-elleni essere derivato il popolo dei Pelasgi (4).

Ed ei pare, che i nostri Aprile e Valguarnera, e Raoul-Rochette si appongano al vero, conciossiachè dalle investigazioni sulle lingue e sulla unità della razza umana, siasi giunto a rilevare, che le tre stirpi salvate dall’universale flagello, discese dalla cima dell’Ararat, siansi sparse sul globo naufragato a rianimarlo; che l’Asia sia stata la prima regione ad essere abitata, e che una gente indiana, la quale fu detta Trace-pelasga, abbia occupato il litorale dell’Asia minore; che una parte di essa e la più antica siasi stabilita nella Grecia e nel Peloponneso, col nome di Pelasgi ed Elleni, e siasi estesa dappoi sulle isole e sul continente d’Italia (5).

E pelasga dovette essere la stirpe venuta ad abitare Sicilia; e questa immigrazione in epoca rimotissima, non serbata dalla tradizione, dovette generare il mito dei Giganti e dei Ciclopi, derivati da unico stipite coi Greci-Elleni.

Ritrovamenti Archeologici e Nuove Interpretazioni: Conferme Moderne di Antiche Leggende

Questa unità di stirpe ci vien confermata da Euripide (6), rappresentante Ulisse che prega Polifemo, qual uno che riconosca origine dalla Grecia, e cel conferma la nostra geografia dell’epoca Sicana e sicula, ove i nomi delle città, occupate poscia dalle colonie ellene, rivelano i dementi del greco linguaggio (7), cel confermano gli elleni  stessi, che nella loro rimota antichità, usarono la paleografia pelasga, e cel rivela infine lo stato di civiltà dell’isola,contemporaneo alla esistenza dei Ciclopi

Gli Elimi

—È da osservarsi infatti, che i Troianie gli Elimi fossero anch’essi della stirpe pelasga , e che i primi appena distrutta la loro capitale, approdati in Sicilia, trovino Erice, ove sorgeva un tempio a Venere (8), mentre Ulisse (che tu linguaggio pelasgo-albanese, suona viaggiatore (9) trova nell’isola  un’altra città che fu forse Leonzio, i campi coltivati dai Lestrigoni ed i Ciclopi, ch’eran pure Giganti e tutti costoro non eran che Sicani e Siculi; avvegna che per testimonianza di Filisto, abbiamo che questi ultimi fossero già discesi   fra noi, ottantacinque anni prima della guerra di Troja (9).

Note

(1) Beroso, Manetone, ed altri.

(2) Da γη terra, regione, paese presso Egizi dicevasi, che i Giganti siano stati generati dalla terra quando essa agli animali- dapprima dava origine- Diod. Lib. I. c. 26 edizione Lipsia 1858

(3) Haec (Sicania) patriam Cyclopum fuit – Justin, ad. Trog. Lib IV, c.2

(4)   Cantù Cesare, Storia Universale, Lib. II, c. 28.

(5)   Idem, ibid. Lib. I, c. 6 e 7.

(6)   Nel Polifemo, Atto II, Scena 2°,  Ulisse dice così al Ciclope :

A te non soffra il cor gli amici tuoi

Giunti a questi antri di privar di vita,

E farne d’essi alla tua bocca un empio

Cibo

Ai Frigii poi

Noi non abbiamo perdonato l’onta

Intollerabil che ci fero, e a parte

Di questa gloria tu ne sei non meno,

Poiché di Grecia nei riposti luoghi

Annidi, sotto qui la rupe etnèa

Che getta fuoco.

Trad. di Michelang. Carmeli.

Altre note

(7) Minos approda in Sicilia, sbarca alla foce del fiume Akragas, pianta una colonia di Cretesi in una città, cui egli chiamò Eraclea-Minoa, la quale, al dire di Eraclide Pontico, chiamavasi prima Μάχάρά (Beata). Trinakria fu capitale dei Siculi. Quella parola non rappresenta nel dialetto siculo, che Trinacria, nome dell’isola, e questo si compone daτρι (tre) ed ακραι (sommità).

Archia da Corinto fonda Siracusa nell’isoletta, che prima del suo arrivo, nomavasi Ωρτηγια (Ortigia), e questo nome davasi pure dagli ellleni a Delo, ed era antichissimo sovrannome di Diana.

Nel dialetto eolico, la lingua degli Elleni si avvicina a quella dei Pelasgi.

Bulwer, Atene ecc. Lib. I, c. 2.

Le colonie albanesi in Sicilia, parlano la lingua pelasga antichissima, che in moltissime parole serba gli elementi della greca.

V. Bidera, Quaranta Secoli, ecc.

(8) Diod. Lib. IV, c. 83.

Qui è luogo a marcare un anacronismo di Virgilio nella sua Eneide. Egli, descrivendo il viaggio di Enea pel mare africano, gli facea vedere Camarina, Gela, ed Acragante. — Ma Gela sorgeva quasi mezzo secolo dopo Siracusa, Camarina dopo un secolo, Acragante venia colonizzata dai Geloi nella Olimpiade XLIX. — Le città di questo nome non esistevano dunque in quel periodo.

Nell’epoca sicana sorgeva una città, che fu probabilmente Omface sulla sommità della rupe, che fu poi l’Acropoli di Acragante.

(9) Bidera, Quaranta Secoli. Racc. I, pag. 7 e segg.

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: agrigento, akragas, giuseppe picone, memorie storiche agrigentine

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