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Leggi Le Memorie Storiche agrigentine di Giuseppe Picone. Pelasgi e Ciclopi: La Fondazione Mitica di Agrigento e l’Eredità Culturale Siciliana

21 Aprile 2024 //  by Elio Di Bella

Scopri la storia mitica dei Pelasgi e dei Ciclopi, e come hanno influenzato la fondazione di Acragas in Sicilia. Esplora l’eredità culturale e le interpretazioni storiche

Giganti della Preistoria: I Pelasgi e la loro eredità in Sicilia

I Pelasgi erano guerrieri, artefici, erano essi in uno stato di progredita cultura, e furono appellati Giganti presso noi, nella stessa guisa che presso altre nazioni, veniano appellati dello stesso nome i guerrieri e gli uomini intraprendenti e robusti (1).

Or uno di cotesti Giganti, cioè uno dei figli della terra nostra, uno dei capi della stirpo pelasga, migrata in Sicilia, nominato Acragas, si dico aver dato il suo nome alla città nostra (2),

e questa tradizione viene sorretta pell’autorità di Tucidide (3) e di Diodoro, dei quali il primo ci narra, che la colonia che partiva da Gela, fosse venuta ad abitare,

non a fondare una città, che tu da essi appellata Acragas, dal fiume che le scorreva vicino, ed il secondo scrivendo del Camico si riporta ad una idea relativa, la quale accenna ad una città di altro nome, la quale fu poscia appellata Acragante (4).

La Fondazione di Acragas: Mito e Realtà

-Dal che sorge, che l’antica tradizione, trasmessaci alterata per volger di secoli, da Beroso, Manetone ed altri, possa correggersi in questa guisa, cioè che uno dei capi delle tribù pelasghe,

abbia fondato una città, che fu probabilmente Omface (5), che fu poscia abitata dai Geloi e dai Rodiotti, ed alla quale fu dato il nome di Acragas.

I nostri Giganti furon detti Ciclopi, e Lestrigoni, e tutti dappoi Sicani, come sarò ad esporre, malgrado il parere di vari scrittori, che vollero vedere in quei nomi i tipi di diversi popoli, venuti ad abitare Sicilia, sia dall’Iberia orientale, sia dalla vicina Italia (6).

Tucidide (7) infatti, confessando ignorare d’onde e quando siano venuti fra noi i Ciclopi e i Lestrigoni, ci induce a concludere, che essi non siano che lo stesso popolo dei Giganti.

Io penso, che ogni antico popolo abbia avuto i suoi Ciclopi, e che i Ciclopi-trinacri non siano stati che della stirpe dei nostri Giganti.

I Ciclopi nella Cultura Siciliana: Tra Mito e Archeologia

A provare, che i Ciclopi siano appartenuti ad una stirpe diversa, taluni ce li hanno dipinto come uomini che avessero avuto il bene di un occhio solo;

altri, che una lucerna avessero avuto quegli uomini selvatici attaccata sul fronte, onde immettersi più agevolmente nelle grandi escavazioni (8) e che da altri si assevera che fossero stati gagliardi saettatori, che, per coglier la mira, chiudessero uno degli occhi (9).

—Ma se natura non ci diede che due occhi al volto, se i monumenti etruschi e se le medaglie (10) ci rappresentano Polifemo ciclopie con due occhi, se la parola ci appresta ne’ suoi elementi una verosimile ragione di ben congetturare (11),

io adotterei piuttosto altro parere, che quello di vederne Ciclopi una razza di uomini-mostri, o di semplici scavatori (12).

Eroi e Monstri: L’Influenza dei Pelasgi e dei Ciclopi

E, seguendo io il vero significato della parola ed il mito, ci pare, che i Ciclopi non siano stati che i Giganti esploratori, i custodi, le sentinelle dei luoghi, onde avvertirne gli abitanti di qualche nemica incursione, o di qualsivoglia altro sinistro imminente.

Polifemo e Ulisse: Un Incontro Mitico

— Ed è pertanto, che, appena Ulisse approda in Sicilia, s’imbatte in Polifemo, uno dei Ciclopi, ed è per lo terrore svegliato dallo straniero, che Polifemo chiude Ulisse ed i suoi compagni nell’antro, e ne divora taluni (13).

Questo stesso principio informa i costumi dei Lestrigoni, e lo si ravvisa di leggieri in Antifate, loro re, uomo di gigantesca struttura, (cioè guerriero e capo di quella tribù), il quale raguna il suo popolo,

Forti di braccio, in numero infiniti,

E Giganti alla vista (14),

e persegue lo straniero, e lo espelle.

Note

(1) Presso gli Ebrei erano chiamati Giganti quegli uomini, che furono in antico, possenti e famosi, e che in altre antiche versioni della Bibbia furono detti uomini violenti, impetuosi (Genes. c. VI, v. 4).— In Palestina erano detti Giganti gli uomini di alta statura e guerrieri (Baruch, c. IlI, v. 25)

— Gli Egizi ebbero i loro Giganti nei fabbricatori dei labirinti e delle piramidi; gl’indiani in quelli delle loro pagòde, e negli artefici delle immense escavazioni. Vico, nella Scienza Nuova, inclina a credere alla esistenza dei Giganti, cioè dei primi uomini nati da’ concubiti incerti, dopo l’universale diluvio,

i quali per opera di una bestiale educazione trovaronsi in un maggiore sviluppo di membra, nel quale non poterono trovarsi i popoli più culti, che allora erano gli Ebrei

— Egli è vero, che i Germani veduti da Giulio Cesare presentavano persone più aitanti e robuste, come ritengo che siano i Patacones dello stretto Magellanico;

egli è vero, che il museo di uno degl’imperatori romani, descritto da Svetonio conteneva armature di uomini giganteschi, e ne ho veduto anch’io delle intere di acciaio;

ma non potrassi mai prestare credenza alla favolosa dismisura dei loro corpi, tanto da sovrapporre monti a monti, e tentare la scalala del cielo, e da far tremare l’Etna sovrapposto ad Encelado.

— Un maggiore sviluppo nei muscoli, uomini aitanti ed alti della persona dovettero esistere, come le primitive piante, e le primitive famiglie dei bruti, le quali ci presentano nei loro scheletri forme e prorporzioni maggiori delle attuali, ma anche fosse esistita una razza di uomini di una altezza e robustezza smisurata,  egli è un errore che parte più dalla fantasia o da un sistema che dalla fisica storia dell’uomo.

(2) Questa tradizione si riattacca all’altra, riportataci da Diodoro, colla quale Sterope (madre di Acragas) sia stata una delle sette figlie di Atlante, le quali, unitesi ad eroi ed agli stessi numi,

abbian dato principio a molte nazioni, avendo dato alla luce figli, per rinomanza celebratissimi, parte dei quali furon fondatori di città, e pertanto anche fra’ Greci, molti degli antichi eroi da esse ripetono l’origine della loro stirpe.

— Alle Atlantici fu dato il nome di Nimfe, perchè tal nome era comune a dinotare le donne.Che la famiglia degli Atlantidi sia venuta in quest’isola, risulta dalla narrazione dello stesso Diodoro, pella quale Saturno, fratello di Atlante sia regnato in Africa, in Italia, in Sicilia, e che egli, collo, ajuto dei Titani(che son per me i Pelasgi) abbia mosso guerra a Giove. Diod. Lib. IlI, c. 60 e 61.

(3) l’eroe Τελώι Ακαγανταώκιϭαν—Lib. VI. Di Tucidide è l’aoristo primo di οικζω, che suona deducere coloniam ad habitandum

— Lo edificare una città sarebbe rappresentato da ωικεω, che ci darebbe l’aoristo ωκησαν,.     Non sarà però inutile osservare, che in Tucidide, e nei greci scrittori si dia indistintamente lo stesso significato alle parole κτιζειν, οικειν,   οικιζειν    (fabbricare, abitare, condurre una colonia ad abitare).

—Io non pertanto ho stimato adottare il significato proprio, perchè lo vedo sorretto da tradizioni, e da monumenti che provano una precedente fondazione.

(4) Lo si vedrà più sotto, quando si discorrerà del Camico.

Altre note

(5) Non potrebbe essere Inico (come si opina da taluni), perchè essa esisteva ai tempi di Platone, ed era piccola città  (Plat. Ipp. Maj). Proverò più sotto, che nemmeno Camico potè essere, ove sorge Girgenti.

(6) V. gli scrittori citati da Narbone, Storia della Letteratura di Sicilia, T. I, pag. 4 e segg.

(7) Lib. VI.

(8)  Irzio, Palmeri, Malvica, ed altri.

(9)  Di Blasi, Storia di Sicilia, Lib. I, c. 1.

(10) Narbone, 1. c. pag. 5, nota 1.

(11) Le etimologie delle lingue native sono storie delle cose significate da esse voci. (Vico, Scienza Suora, pag. 130, ediz. di Napoli 1840).

altre note

(12) Κυκλωψ compone delle due parole (circolo) ed (occhio), da cui όπτομαι (vedo), e quindi εν κυκλω όπτομαι (vedo intorno).

– Se savesse voluto esprimere la unicità del’occhio, si sarebbero, i Cielopi, Ϻονωπες-appellati, se si avesse voluto alludere alla figura materiale  dell’occhio essendo questo naturalmente di figura circolare, non si, sarebbe appiccato quell’epiteto superfluo, rappresentato dalla parola Κυκλως,  se si, avesse voluto accennare alla lucerna, che portavano in fronte, « sarebbero appellati, da Φοτ-ωπες (da Φως luce, lume) o λιχν- ωπες lucerna).

Egli è evidente dunque, che la parola non si presti alle vane opinioni finora emesse dagli scrittori. _ Dunque la ragione del nome deve cercarsii altrove.

-Io (perchè in archeologia è lecito congetturare), emetterò una opinione diversa dalle altre fin qui accennate

 (13) Questo feroce principio dell’antica barbarie elevato a diritto delle genti, fu serbato in Roma dalle Leggi dele XII tavole Adversus hostem   (straniero) aeterna auctoritas esto V Vico Scienza Nuova.

Sappiamo dai poeti greci, che, presso gli Sciiti, i forestieri fossero sacrificatisacrificati all’ara di Diana, e Diodoro (L. IV)   ci riporta la barbarie di Busiridein Egitto, e degli antichi Celti i quali scannavano i forestieri  “che capitavano in quei luoghi.  ,

(14) Homer. (Odiss. Lib. IX. —Trad. di Pindem)

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Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: akragas, giuseppe picone

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