Esplora il rinascimento barocco di Agrigento con una guida ai monumenti storici e alle chiese rinascimentali
Il Palazzo Reale di Palermo e l’Era dei Viceré Spagnoli
Palermo è stata la capitale del viceregno spagnolo dal Cinquecento.
I vicere spagnoli che dal 1555 scelsero a propria dimora il Palazzo Reale di Palermo e gli ordini religiosi giunti al loro seguito occuparono palazzi e chiese che evocavano grandiose scenografie urbane disegnate con stile barocco che coniugava il fasto e fervore religioso con gli asseti urbanistici delle città siciliane.
Fu eretto e consacrato ai sovrani spagnoli il grandioso teatro del sole la cui partitura architettonica e scultoria definiva le gerarchie simboliche della Controriforma.
Le sante protettrici dei quattro mandamenti, i quartieri nei quali era ripartita la città sovrastavano e proteggevano Carlo V, Filippo II, Filippo III e IV quattro statue simboleggianti le quattro si innalzavano su fontane gorgoglianti d’acqua simbolo del perpetuarsi della vita e della felicità.
Giacomo Serpotta e L’arte degli Stucchi
Nell’oratorio del Rosario Giacomo Serpotta lascia l’impronta del suo bianco puro degli stucchi in varie chiese
1693: Il Terremoto che Rese la Sicilia Barocca
Ma è il 1693 l’anno che segna drammaticamente lo spartiacque nel volto barocco della Sicilia. Tra il 9 e l’11 gennaio nell’intera zona sud orientale dell’isola un terremoto colpiva le città.
In 48 ore sparirono dal volto della Sicilia 20 città e i 38 furono parzialmente distrutte, per rinascere 30 anni dopo in siti del tutto diversi dai preesistenti, tutte connotate da ardite scenografie barocche, luminosi giardini di pietra, fantastiche architetture.
La Ricostruzione Barocca: Catania e il Val di Noto
Si riedificarono Catania, Noto, Siracusa, Modica, Ragusa e vari centri minori grazie a principi illuminati, guidati da urbanisti e architetti, che si avvalsero di schiere di Fabricatores e Lapidum Incisores.
Autentico teatro urbano barocco, Catania, dove la pietra bianca scandisce gli spazi sui quali si materializzano gli ampi finestroni incorniciati da volute con motivi vegetali,
Esempio di architettura conventuale tra i più pregevoli della ricostruzione catanese, la casa dei padri benedettini di San Nicolò l’Arena, oggi sede degli istituti universitari, affiancata dall’incompiuta chiesa di San Nicolò, poderoso.
Patrimonio Conservato: Le Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero
All’interno dell’ex convento hanno sede le biblioteche riunite Civica e Ursino Recupero, inestimabile patrimonio di sapere e di conoscenza, con raccolte di pergamene, manoscritti, codici miniati, incunaboli, cinquecentine e rarissimi erbari settecenteschi, ritratti di illustri abati e di monaci studiosi.
La Badia di San Benedetto e l’Asse di Via dei Crociferi
In via dei Crociferi c’è la badia di San Benedetto, le chiese di San Giuliano e Santa Chiara in una composizione di spazi in un’unica strada. Autore di questo prodigio fu il Baccarini, architetto palermitano.
Gli interni di queste chiese non sono da meno di quanto l’esterno lascia presagire.
Le costellazioni dei paesi minori del Val Demone e del Val di Noto,
Sortino, Ferla, Buccheri, Palazzolo risorta dal terremoto che l’aveva cancellata furono riedificate in luogo diverso da quello in cui sorgeva, così come Noto. Gli architetti Abisi, Gagliardi, Sinatra, Mazza, Landolina, ridiedero vita alle chiese, grazie ai baroni. Ammiriamola scalinata sulla quale si innalza il Duomo dedicato a San Nicolò, a Noto.
Il Duomo di Siracusa: Dalle Rovine del Tempio di Minerva
Barocca è Siracusa con il suo Duomo dedicato a Santa Lucia, la cui facciata, disegnata da Andrea Palma, sostituisce la preesistente costruzione di epoca normanna, atterrata nel 1693.
Le grandiose colonne doriche ancora visibili in questa cattedrale, che fu anche la prima chiesa della cristianità d’occidente, stanno infatti a ricordare come essa in antico sorgesse sul grandioso tempio dedicato dal tiranno Gerone I a Minerva, dopo la battaglia di Imera. A fiancheggiare il Duomo sta il palazzo municipale di Siracusa, opera di Giuseppe Vermexio, mentre sul versante opposto la facciata di Santa Lucilia alla Badia
Poi c’è Scicli con i suoi gioielli architettonici come la chiesa di San Bartolomeo
Ragusa e Ibla: Una Doppia Bellezza Architettonica
Ragusa, città unica e duplice, impennata su due colli, percorsa da dedali di scale e cordonate, con cupole e campanili, fastigi e cornici di generazioni di scalpellini. Appare come una fortezza. Si leva, sostenuta dalla larga platea del Sagrato, la mole maestosa della Cattedrale di San Giovanni.
A Ibla, la parte bassa e più antica della città, c’è il Duomo di San Giorgio, che dall’alto della simmetrica scalinata domina su ogni cosa.
Preziose opere pittoriche, quali gli straordinari dipinti di Vito d’Anna e tesori di incomparabile bellezza come quest’arca d’argento, sono custoditi all’interno del Duomo.
Ancora oggi, infatti, ripercorrendo questi itinerari
della meraviglia, si comprende come questi siano scaturiti da un pensiero filosofico e religioso, da una tensione sociale e morale che si unificarono in espressione stilistica. Autentica metafora della Sicilia, isola dove nulla cambia, eppure tutto muta, liberandosi verso il futuro, come un maestoso inno di gioia, alla libertà e alla vita.
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