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mappa akragas
mappa akragas

Il Territorio dell’Antica Akragas: Tra Fertilità, Strategia e Ricchezza

15 Gennaio 2026 //  by Elio Di Bella

L’antica Akragas, celebrata da Pindaro come “la più bella città dei mortali“, non doveva la sua grandezza solo ai magnifici templi che ancora oggi ammiriamo, ma soprattutto al suo vasto e ricco territorio. La chora (il territorio agricolo e di influenza) di Akragas è stata il vero motore economico che ha permesso alla polis di diventare, nel V secolo a.C., una delle potenze egemoni del Mediterraneo.

Una Posizione Strategica e “Amena”

La città fu fondata nel 580 a.C. su un altopiano naturalmente fortificato, protetto a nord dalla Rupe Atenea e dal Colle di Girgenti, e delimitato da due fiumi: l’Akragas (oggi San Biagio) e l’Hypsas (oggi Drago). Questa collocazione non era casuale: Polibio descrive il sito come “ameno e forte“, circondato da mura inespugnabili e difese naturali. I fiumi, che davano il nome alla città stessa, erano considerati divinità; in particolare il fiume Akragas, raffigurato nelle monete come un giovane con piccole corna o un granchio, era venerato come protettore della prosperità cittadina.

La Chora: Il Granaio del Mediterraneo

L’estensione del territorio sotto il controllo di Akragas variò nel tempo, espandendosi notevolmente sotto i tiranni Falaride e Terone, fino a comprendere l’area tra i fiumi Platani e Salso e raggiungere la costa settentrionale a Himera. Si stima che la chora potesse coprire tra i 1.000 e i 1.200 km², arrivando forse a controllare un’area di influenza di circa 3.500 km² dopo la vittoria di Imera nel 480 a.C..

La ricchezza di questa terra risiedeva nella sua straordinaria fertilità. Akragas era un centro agricolo di prima grandezza, rinomato per la produzione di:

  • Grano: La Sicilia era il “granaio di Roma“, e la piana di Akragas contribuiva massicciamente a questa fama, producendo cereali per il consumo interno e l’esportazione.
  • Vite e Olivo: La viticoltura e l’olivicoltura erano pilastri dell’economia. L’olio e il vino akragantini erano esportati fino a Cartagine, scambiati con merci preziose che arricchivano la città. Diodoro Siculo racconta che i Cartaginesi acquistavano i prodotti agricoli di Akragas, poiché la loro agricoltura non era ancora così sviluppata.
  • Allevamento: I pascoli dell’entroterra permettevano l’allevamento di cavalli celebri in tutto il mondo greco, spesso vincitori nelle competizioni olimpiche.

Il Controllo dell’Entroterra e l’Ingegneria Idraulica

Per gestire questo vasto dominio, Akragas sviluppò una rete di insediamenti fortificati (frourion) e fattorie nell’entroterra, spesso sovrapponendosi a preesistenti centri sicani o indigeni come Monte Saraceno, Monte Sabbucina e Vassallaggi. Questo processo di ellenizzazione, talvolta pacifico e talvolta violento, permise alla città di controllare le vie di comunicazione fluviali verso l’interno.

Ma la gestione del territorio passava anche attraverso una sapiente ingegneria. L’antica Akragas era famosa per i suoi acquedotti sotterranei, i famosi ipogei attribuiti all’architetto Feace. Queste condotte, scavate nella roccia, captavano le sorgenti e le convogliavano verso la città e la Kolymbethra, un grande bacino idrico trasformato in un rigoglioso giardino (“un paradiso terrestre”) ricco di piante ed alberi da frutto.

Il Mare: L’Emporion

Il legame con il territorio non poteva prescindere dal mare. Alla foce del fiume Akragas sorgeva l’Emporion (l’antico porto, oggi identificabile nella zona di San Leone), scalo vitale per i commerci. Da qui partivano le navi cariche di prodotti agricoli e arrivavano beni di lusso, marmi e ceramiche attiche. Recenti scavi hanno confermato la presenza di strutture portuali e magazzini che servivano la città dall’età arcaica fino a quella bizantina.

In sintesi, il territorio dell’antica Akragas non era un semplice sfondo geografico, ma un sistema economico e produttivo integrato, capace di sostenere una popolazione numerosa e di finanziare, con la sua esuberante ricchezza, quella Valle dei Templi che ancora oggi stupisce il mondo.

Elio Di Bella

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: agrigento racconta, agrigento storia, akragas, valle dei templi

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