La storia affascinante del centro storico di Agrigento, spesso oscurato dalla fama della Valle dei Templi. Un viaggio attraverso secoli di dominazioni e trasformazioni, dalle origini greche al periodo arabo, fino all’epoca normanna.
Agrigento: oltre la Valle dei Templi
Il centro storico di Agrigento, malgrado sia ricco di monumenti di estremo interesse storico-monumentale, ha avuto una grande sfortuna, quella di essere trascurato o poco studiato a causa, forse, dell’ingente e rara ricchezza della Valle dei Templi, unica al mondo per le testimonianze della civiltà greca.
Uno studioso locale Alessandro Giuliana Amato in un suo interessante lavoro «Chiese di Agrigento sulla frana» pubblicato a puntate nel settimanale «L’Amico del Popolo» di Agrigento, sosteneva che per il centro storico di Agrigento si è verificato quello che a volte accade in qualche famiglia, dove la bellezza straordinaria di una figliola faceva trascurare le altre sorelle che brutte poi non erano.
In centro storico insiste sul colle in alto a sinistra, con il caratteristico tufo arenario.
Le origini del centro storico: quando Akragas si spostò
Ivi si rifugiarono gli abitanti quando abbandonarono la zona urbana antica sede della fondazione di Akragas avvenuta nel VI secolo a.C. per opera di una colonia greca.
Anche durante la dominazione romana e poi sotto quella bizantina, la città si mantenne entro gli ambiti dell’antica Akragas.
Alcune divergenze si hanno sulla data e l’epoca in cui avvenne l’abbandono della zona urbana antica e la costruzione dell’attuale centro storico.
Secondo alcuni avvenne con la conquista normanna, secondo altri invece subito dopo la caduta di Agrigento, espugnata col ferro e fuoco dagli Arabi nell’827.
Probabilmente le guerre sostenute dalla città nella resistenza all’invasione dei musulmani ridussero il vecchio centro in un cumulo di macerie.
Ai nuovi invasori non restò che costruirete nuove case nella zona più alta.
Tale tesi è anche confortata dal tipo di costruzione e dalla topografia della zona alta, dove si rileva la presenza di caratteristici modelli costruttivi e varii di ispirazione araba.
L’epoca d’oro sotto gli Arabi: Girgenti, perla del Mediterraneo
La nuova città sotto gli arabi attraversò un periodo di grande splendore.
Al centro di una zona politicamente strategica fu assieme a Mazara e Palermo uno dei centri più importanti e ricchi dell’epoca musulmana.
L’Amari afferma che ben presto Girgenti divenne il centro dell’immigrazione dei Berberi in Sicilia, al punto di contendere il primato a Palermo.
Le tracce arabe nel cuore di Agrigento
Edrisi riferendosi alla Girgenti Arabo-Normanna ci lasciò una straordinaria descrizione «Girgenti città molto popolosa, si annovera tra le più nobili metropoli, frequentatissima di gente che viene e va.
Eccelsa e forte la sua rocca, ridente la città, antica di incivilimento, famosa per ogni luogo, anzi è una delle principali fortezze per l’altitudine alla difesa e dei più eletti paesi per l’estensione e la fertilità del territorio.
D’ogni parte vi accorre la gente, adunarsi in essa le navi e le cavalcate, i suoi palagi trascendono in altezza quelli delle altre città, le sue case per la loro eleganza fanno sbalordire i riguardanti, i suoi mercati raccolgono ogni sorta di manifatture ed ogni specie di merci e cose vendibili, e che dire dei suoi orti e ridenti giardini e delle tante specie di frutta che produce?
Gli avanzi di questa antica, anzi primitiva città, attestano l’alta potenza alla quale arrivò nei tempi andati.
L’abbondanza è quivi tanto prodigiosa che tutti i grossi legni, nonostante il gran numero che ne approda, possono entro pochi giorni far loro carichi con le derrate che sopravanzano nei mercati.
D’altronde è notissima la grande quantità dei giardini di questo paese e la copia delle produzioni del suo territorio.
Girgenti sta a tre miglia dal mare”.
Il centro storico: un labirinto di storia e cultura
Il centro storico andò man mano consolidandosi e ampliandosi.
Dopo la conquista normanna, il conte Ruggero, nel piano di ristrutturazione della Maniace. e nelle numerose scorrerie e devastazioni, come pure nel lungo assedio, e diede avvio alla rinascita fortificandola con nuove e più sicure costruzioni.
Chiese, palazzi e conventi: il patrimonio architettonico nascosto
Successivamente, malgrado abbia conosciuto periodi dì alterne fortune, Agrigento si ingrandì e ora in un secolo ora nell’altro, sorsero chiese, monasteri, conventi, palazzi nobiliari.
La città tuttavia si formò sempre arroccata sul colle e dentro le mura che la circondavano.
Biagio Alessi


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