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lavori per fortificazione

“I Misteri delle Necropoli Siciliane: Uno Sguardo Approfondito sul Lavoro di Paolo Orsi e le Civiltà di Agrigento”

30 Novembre 2023 //  by Elio Di Bella

Esplora le necropoli di Agrigento e la Sicilia preistorica attraverso le ricerche di Paolo Orsi. Scopri le scoperte archeologiche che rivelano la vita e la cultura dei siculi. Leggi per saperne di più sulla Sicilia antica e le sue necropoli.

L’argomento è suggestivo e i suoi aspetti nel tempo lontano  della preistoria hanno attirato gli studiosi di ogni paese come a una sorgiva inesauribile che sparge le acque sui campi di svariata cultura.

Qui la nostra attenzione si rivolge al lavoro più che quarantenne di Paolo Orsi.

Seguendo risultati delle sue investigazioni nel sud-est dell’Isola in territori di Siracusa, di Noto, e in provincia di Agrigento nelle cose trovate di grande varietà e di bellezza, incontriamo le forme della civiltà sicula offerte  dalle necropoli a piene mani.

In una indagine progressiva di scavi, i tre periodi classici della preistoria furono messi in luce. Le necropoli in terreno vasto o limitato a gruppi di tombe o di sepolcri furono a servizio ora di grossi centri di popolazione ora di piccoli villaggi.

Da queste necropoli sperdute e sepolte nell’oblio, l’anima della vita, che un giorno sussultò di azioni di affetti, risorge per testimoniare le attività di una gente ordinata in convivenza sociale, con leggi e disciplina vigilate da un capo da un governo previdente.

Risultano abitudini, costumi, tendenze, norme consuetudinarie.

Dimostrano lavoro, arte, mestieri in una organizzazione intelligente per famiglie comunità.

L’Eredità di Paolo Orsi: Scoperte nelle Necropoli Siciliane

Il materiale riferibile ai tre periodi accennati è stato descritto nel Bollettino di paletnologia italiana, già diretta da Pigorini.  Svela, come scriveva Paolo Orsi, molti anni fa, una pagina tutta nuova “della civiltà delle antiche popolazioni dell’Italia”. (Sette esplorazioni siciliane dopo il 1894).

“Per esse oltre un millennio della protostoria sicula viene ricostruito nelle linee generali e serve di proemio alla storia della Sicilia greca.

Ma una civiltà che di sé  ha lasciato tracce così vaste come la sicula, è soltanto inizialmente conosciuta per lo studio di una decina di necropoli”.

A chi voglia saperne i particolari gioveranno i lavori precedenti al 1889: Pantelleria, Milocca, Necropoli presso Noto, Podere reale e altri che si estendono sino al presente in una rassegna di indagini che rappresentano un saggio minimo di fronte a quello che resta inesplorato sotto il mantello della roccia nuda o del terreno coltivato.

Il materiale rinvenuto nel territorio di Agrigento fu ed è istruttivo per lo studio degli elementi di questa civiltà.

Tecniche Archeologiche: Metodi di Scavo e Analisi in Sicilia

I ritrovamenti del feudo Cannitello esposti da Luigi. È. Rizzo hanno importanza per i fondi di capanna segnalati.

Vi sono notizie rare sul tipo della casa sicula che nel secondo periodo. Con le case emerse con i loro fondi scoperti nella profondità delle erte collinose apparvero monete già battute da molte città sicule.

Basterebbe leggere l’Holm è il Pais nelle loro opere classiche per avere prove della “potenza dei siculi” e della loro rigogliosità in epoca che suole dirsi vetusta, o pre ellenica per l’imprecisione del tempo.

In nessun’altra regione d’Italia si riscontra la testimonianza del pensiero che sta sepolto da secoli avanti l’età ellenica, come quella che offre la Sicilia.

Forse la roccia tenera nell’Isola – osserva Orsi – si prestò meglio alla costruzione delle dimore dei morti. Fa impressione la necropoli che dilata per parecchi chilometri sul cocuzzolo del monte Finocchito presso Noto.

Degna di rilievo una particolarità ivi scoperta.

Le fortificazioni teroniane di Akragas, quelle costrutte da Gelone e Dionisio in Siracusa e tante altre città Sicilia opere appartengono al periodo della civiltà greco – sicula.

Entrano tutte nel numero delle opere militari del V secolo avanti Cristo. Per contro, le costruzioni più antiche come il palazzo di Pantalica, , il muro di Naxos quello costrutto da siculi presso Atene, le muraglie del monte Erice non hanno questo carattere.

 Sono opere preistoriche senza uno scopo immediato di rafforzamento. Al Finocchito, la scena muta, la costruzione ha diverso sembiante. Vi sono lavori condotti per la difesa del grosso villaggio anonimo che doveva risiedere sul pianoro del monte. Richiamano i luoghi muniti di Camico secondo la leggenda di Dedalo.

L’andamento del muro centrale del Finocchito lascia il convincimento che sia stato retto per chiudere al sommo della valle l’adito che conduceva al villaggio.

L’interna ossatura del muro e dei bastioni foggiati a mezzo circolo, il doppio paramento dei massi che intessono i muri di sbarramento della gola centrale, tutto indica un progetto militare inteso ad accumulare elementi per difendere la barriera minacciata.

Confronto tra Necropoli: Differenze Culturali e Storiche in Sicilia

Leggendo la descrizione che fa l’Orsi si comprende a primo acchito lo scopo dell’opera in una zona collinosa dove “nessuna traccia vi è di più di luogo diverso o posteriore al siculo,  nulla di greco lassù”. “Nessuna orma di villaggio bizantino o di lavori dei bizantini”. “Non resta che assegnare siculi del terzo periodo tali costruzioni”. Chi li ha disegnate doveva essere persona “bene al corrente dell’architettura militare e che conosceva l’esigenza di una buona difesa…”. “In Grecia un siffatto muro, passerebbe per antichissimo”. Qui l’archeologo ha dichiarato che “il monumento è primitivo rispetto alla tecnica non al tempo”.

Si può ritenere che fu costrutto entro il termine fra il secolo X e il principio del VII. Magari si potrà pensare che “i siculi abbiano appreso la tecnica militare dai greci che arrivarono sulle coste della Sicilia orientale.seconda metà del secolo ottavo”.

Certo non ha nulla di misterioso delle opere cosiddette pelagiche che si riscontrano nell’Italia centrale meridionale. Una nuova luce oggi riverbera dalle tombe della necropoli di Sant’Angelo Muxaro,  in territorio di Agrigento.

Più che si esplora la terra montuosa siciliana, più si definisce e si concreta questa antica civiltà dei siculi che ha qualcosa di diverso e costante di fronte alle stirpi del settentrione d’Italia.

Tombe Siciliane: Rituali e Simbolismo Antico

Le sue celle funerari a cupola sono così imponenti per abbondanza di oggetti rinvenuti e le particolarità così rilevanti da essere definite le più grandiose, le più belle dell’intera Sicilia, come la grotta di Sant’Angelo e parecchie delle altre dodici studiate.

Possiamo ripetere in sintesi che è il lavoro “di buona lega dei siculi” fece sorgere mura, villaggi, rocche sulle vette più elevate, strade e acquedotti. I manovali furono un tempo rurali edili artigiani costruttori di città cittadine nella bruma dell’ultimo periodo della pietra, come i legionari romani in piena civiltà latina.

Salvatore Bonfiglio, La terra agrigentina e l’Italia Nuova, Milano, 1933.

Categoria: Storia AgrigentoTag: agrigento, agrigento racconta, agrigento storia, girgenti, valle dei templi

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