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Pierre Henri de Valenciennes, Due viste di Agrigento

Esplora i Misteriosi Sobborghi Antichi di Agrigento: Storia e Scoperte Archeologiche

8 Maggio 2024 //  by Elio Di Bella

Scopri i segreti degli antichi sobborghi di Agrigento. Un viaggio tra storia, archeologia e magnifici reperti

Introduzione ai Sobborghi Antichi di Agrigento

I sobborghi.

Ciò che si nota ad Ovest e a Nord dell’antica città

Dove erano situati quei sobborghi?

Sulla linea Ovest della città, dalle vicinanze del mare sino al colle di Agrigento si riscontrano tracce di opere manufatte:

pochi avanzi nei pressi della casina Vella, di fronte alla spiaggia, dove fu rinvenuto un magnifico sarcofago in marmo, che adorna il nostro Museo.

Dalle terre Vella sino a quelle del Barone Celauro in contrada S. Anna, esistono tracce di antiche fabbriche, ma non di tale importanza da farci supporre una intera borgata.

Le Tracce Storiche a Ovest della Città

Nelle terre Celauro sono degni di nota parecchi acquedotti del solito tipo, meati, cioè scavati nel tufo arenario per ottenere delle sorgenti.

Uno di essi giace al di sopra del pianerottolo in cui sorge la vecchia casina, e propriamente alle radici del poggio denominato Granet;

parecchi altri al di sotto della casina dove sono l’orto ed il giardino i quali vengono irrigati dalle acque date ancora da quegli acquedotti antichi.

Dalla contrada di S. Anna sino al colle di Agrigento abbiamo il vallone delle Cavoline, nel quale non si riscontra alcuna traccia di costruzione.

Soltanto verso la metà, sulla sponda sinistra, ho notato qualche cosa che mi ha dato la impressione di una testata o spalla di ponte:

è stata semplice impressione, la quale abbisogna di controllo e conferma.

Il Vallone delle Cavoline: Un Ponte tra i Vivi e i Morti?

Ad ogni modo osservo, che se io non mi sono ingannato, avremmo in quei pressi il ponte sul vallone delle Cavoline, il quale avrebbe unito la città dei vivi con la città dei morti, ma di proporzioni modestissime e possibili pei tempi antichi e non mai il mastodontico ponte dei morti supposto dallo Schubring.

Dal vallone delle Cavoline e quindi dalla Fontana a salire per il colle di Agrigento abbiamo la necropoli principale della città.

Nei luoghi in cui la roccia non è stata manomessa, le tombe sono così vicine le une alle altre che hanno l’aspetto di un favo, o come lo chiamano celle d’api: così è precisamente in tutto lo spazio sottostante al pastificio di Piedigrotta fin sotto il bevaio della Croce.

Così pure, ricordo, era tutto lo spazio in cui è stata fabbricata l’usina del gas, e per la luce elettrica, e cosi egualmente è da quei punti a girare fin sotto la chiesa dell’Annunziata.

La Necropoli Principale di Agrigento

Noto che le tombe cennate arrivano sino alle mura della città moderna, e non possiamo dire perciò se mai ne abbiano oltrepassato la linea e di quanto.

Questa costatazione di fatto mi fa comprendere che se nei tempi antichi un sobborgo esisteva nella nostra collina;

esso doveva limitarsi alla sola parte alta della stessa, e perciò non doveva essere molto esteso, perché i Greci non usavano seppellire i loro morti dentro o nelle vicinanze delle mura, ma fuori e ad una certa distanza; ed il costume di seppellirli nelle chiese o in recinti consacrati è proprio dell’epoca cristiana.

le tombe antiche

Dato dunque che le tombe antiche arrivavano fino alle nostre mura e non sappiamo più dove si estendessero ancora, non possiamo supporre resistenza di un sobborgo greco molto esteso per non supporlo a contatto diretto della necropoli.

La Scoperta del Tempio a S. Maria dei Greci

Si noti infatti che l’unico avanzo di opera antica si rinviene sulle alture di Agrigento, a S. Maria dei Greci; e quel tempio dovette essere elevato nel periodo più bello della sto-ria di Agrigento perché di puro ordine dorico.

Queste le cose notevoli su tutta la linea Ovest delle mura

A Nord, di là della Rupe Atenea, non potevano esistere né sobborghi né case isolate a cagione del precipizio più volte ricordato, e perché il terreno è franoso.

Al disotto della punta Est della Rupe giace il fondo Marchetta, a forte declivio verso il fiume.

Ivi si osservano opere manufatte; una conduttura di acqua, qualche fusto di colonna, ed il proprietario assicura che poco più sopra del sito in cui sono scivolate le colonne egli rinvenne il basamento di un tempio, il quale poi fu ricolmato dal terriccio sovrastante.

Ritrovamenti Recenti e Loro Significato Storico

Molti anni fa furono rinvenuti colà idoli di terra cotta, grandi circa un terzo o metà del vero, di fattura elegantissima e le rispettive madri forme; oggetti preziosi che raramente si riscontrano.

La sovraintendenza di Palermo non si occupò mai delle cose di Agrigento;

il nostro Municipio non pensò di spendere anche una sommarella per acquisto delle terrecotte; ma il Prof. Orsi le acquistò per il museo di Siracusa.

Michele Caruso Lanza, Osservazioni e note sulla topografia agrigentina, Agrigento, 1931

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: agrigento, akragas, girgenti

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