Poco lontano, allo sbocco dell’Ipsas, è l’Emporio di Akragas con porticati e magazzini, frequentato da numerose triremi che esportano grano, olio e vino, o dall’Asia e dall’Affrica tornano cariche d’oro, d’argento e d’avorio; e portano agli Acragantini le stoffe di Cartagine e le porpore di Tiro e di Sidone, portano i profumi e i legni preziosi dall’india e dall’Etiopia.
Una densa popolazione si aggira per le vie della città, si aduna nell’Agorà dove sono accumulati i tesori e i prodotti importanti, e dove gli Acragantini trattano dei loro affari; e moltissimi sono i forestieri.
I ricchi cittadini sono vestiti di morbidi abiti intessuti di lana e ornati d’oro e d’argento, e con fermagli d’oro; d’oro e d’argento usano stregghie ed utelli: si fanno portare dai loro servi in lettighe d’avorio… e d’avorio hanno le lettiere, finemente lavorate.


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