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piazza gallo
piazza gallo

Piazza Gallo un secolo fa: Echi, Motori e Toccu di Campana

25 Giugno 2026 //  by Elio Di Bella

Piazza Gallo: se si osserva con la giusta attenzione questa preziosa istantanea d’epoca, la patina del tempo e i toni del seppia sembrano d’incanto svanire, lasciando esplodere i colori, le voci e il frastuono di una Girgenti – ormai divenuta Agrigento – nel pieno del suo fermento. Siamo negli anni Trenta del Novecento, e ci troviamo nel cuore nevralgico e pulsante della città: l’iconica Piazza Gallo, conosciuta anche come Piazza dei Tribunali, un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto dove si incrociavano i destini di avvocati, mercanti, viaggiatori e popolani.

La piazza dei Tribunali

A dominare la scena con la sua fiera eleganza è il Palazzo della Camera di Commercio (indicato nella didascalia originaria come Palazzo dell’Economia Nazionale). La sua facciata, un affascinante ricamo di bifore, archi ogivali e richiami neogotici, si erge come un tempio laico del progresso cittadino. In alto, la slanciata torre dell’orologio e la cella campanaria non si limitano a segnare l’ora, ma sembrano scandire il ritmo frenetico e laborioso di un’intera epoca. E sebbene l’obiettivo non lo inquadri, noi sappiamo bene che proprio lì di fronte sorgeva la severa mole del Palazzo dei Tribunali. Questa vicinanza rendeva la piazza l’epicentro assoluto della vita civile: il crocevia dove la Legge incontrava l’Economia.

Ma è scendendo con lo sguardo sul basolato della piazza che l’immagine prende letteralmente vita, offrendoci una scena di un dinamismo eccezionale, un momento di transizione in cui l’Ottocento e il Novecento si sfiorano e si fondono. Sulle antiche basole riecheggia una sinfonia di contrasti: il rassicurante e antico zoccolio dei cavalli e dei muli da tiro – visibili in primo piano sulla sinistra mentre trainano pesanti carri – viene sovrastato dal rombo sordo e pionieristico dei motori a scoppio.

I Pintaiota

Ecco i veri protagonisti della strada di allora: gli storici e indimenticati autobus, affettuosamente (e popolarmente) noti come i “Pintaiota”. Queste massicce corriere dalle forme squadrate, veri giganti di latta e legno, stazionano placidamente al centro della piazza, pronte a caricare passeggeri per collegare il salotto buono di Agrigento con le sue periferie e la provincia. Accanto a loro, eleganti e lucide automobili d’epoca dalle linee sinuose fanno capolino tra la folla, testimoni di una borghesia cittadina in ascesa.

E poi c’è lei, l’anima immortale di ogni piazza siciliana: la gente. La foto brulica di una moltitudine in continuo movimento. Uomini in abito scuro, con l’immancabile cappello a tesa larga o la coppola, si accalcano in fitti capannelli. Sembra quasi di poter ascoltare il brusio delle loro conversazioni: accese discussioni su cause in corso, trattative commerciali, o semplici pettegolezzi quotidiani. Tra la folla affaccendata, l’occhio cade su dettagli di pura poesia urbana, come il ragazzino fermo in primo piano, che osserva la scena (o forse il fotografo) con curiosità, sostando a pochi passi dai grandi mostri a motore.

Questa non è una semplice fotografia, ma una finestra aperta sulla memoria. Uno scatto che è un invito irresistibile a varcare la soglia del tempo: per passeggiare di nuovo in quella piazza affollata, respirare l’aria frizzante di un mattino degli anni Trenta, e ascoltare il battito potente e orgoglioso di un’Agrigento che fu.

Categoria: Agrigento RaccontaTag: agrigento, agrigento racconta, agrigento storia, girgenti, piazza gallo agrigento

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