L’epoca ellenistica ad Agrigento rappresenta un capitolo cruciale nella storia della città, segnando una significativa trasformazione urbana e culturale. Questo periodo offre un affascinante viaggio dall’ellenismo al periodo romano.
Contesto Storico e Politico:
Il periodo ellenistico in Sicilia, in generale, si sviluppa a partire dalla fine del IV secolo a.C.. Il cosiddetto Primo Ellenismo è associato all’età di Agatocle (fine IV – inizi III secolo a.C.).
Dopo il ritiro di Timoleonte, la Sicilia attraversò un periodo di instabilità con conflitti interni tra oligarchia e popolo, che aprirono la strada all’ascesa di Agatocle nel 317 a.C., segnando l’inizio del suo lungo regno e la fine dell’autogoverno delle città a favore delle monarchie ellenistiche.
Sebbene Agatocle sia considerato cronologicamente un re “ellenistico”, la sua vicenda è vista anche come una continuazione della storia politica siceliota del secolo precedente.
Agatocle attinse la sua forza dal mondo delle armi, dentro e fuori le istituzioni, legando il suo potere ai soldati e mescolando promesse democratiche con il controllo dei ceti eminenti.
Egli seppe assumere il nome di basileía, distinguendosi dai tiranni precedenti.
Agatocle cercò di sfruttare il potenziale religioso in ambito politico, creando un’identità tra etnie e l’immagine divina del sovrano.
Successivamente, durante il regno di Ierone II (III secolo a.C.), nuovi impulsi culturali giunsero dalle relazioni con potenze ellenistiche come l’Epiro, la Macedonia e soprattutto l’Egitto.
Il periodo tra la fine della Seconda Guerra Punica (201 a.C.) e gli inizi del I secolo a.C. segna l’avvio del processo di romanizzazione della Sicilia.
La città di Agrigento passò da una struttura urbanistica ellenistica a un modello romano più strutturato, riflettendo le mutevoli influenze culturali e politiche.
Sviluppo Urbano e Architettura:
L’antica Agrigento subì significative trasformazioni nella sua struttura urbana e architettonica nel tempo.
Durante il periodo ellenistico, si assiste a uno sviluppo dell’impianto urbano che diventa maggiormente scenografico, con la monumentalizzazione degli spazi collettivi e la creazione di edifici di culto con architettura più modesta.
Il Quartiere Ellenistico-Romano:
Questo quartiere è considerato un capitolo cruciale nella storia di Agrigento. Studi approfonditi, inclusi scavi recenti nell’Insula III, mirano a ricostruire aspetti della vita quotidiana, della struttura sociale e delle forme dell’abitare in questo periodo.
Sono emerse grandi domus ad atrio e peristilio, sebbene la loro datazione precisa (età augustea o precedente) sia oggetto di dibattito.
La monumentalizzazione degli interventi nel quartiere potrebbe essere iniziata subito dopo il ripopolamento della città promosso da T. Manlio nei primi anni del II secolo a.C..
Il Teatro:
La scoperta recente del teatro antico di Agrigento è definita rivoluzionaria. Questo ritrovamento arricchisce la conoscenza storica e sottolinea l’importanza culturale di Agrigento nell’antichità. Gli studi sul teatro di Agrigento contribuiscono a una rilettura degli edifici teatrali nella Sicilia ellenistica. I teatri ellenistici in Sicilia sono generalmente datati tra il tardo III secolo e la fine del II – inizi del I secolo a.C., in concomitanza con l’inizio della romanizzazione.
I Santuari:
L’Asklepieion di Agrigento è un esempio di edificio cultuale del periodo ellenistico. Il tempio maggiore al suo interno è notevole per la presenza di uno pseudo-opistodomo, una caratteristica insolita nei templi ellenistici che tendevano a perdere l’opistodomo.
Questo tempio sembra aver mantenuto elementi della tradizione classica pur non acquisendo pienamente l’eleganza degli edifici ellenistici.
La scelta del sito extraurbano per l’Asklepieion potrebbe essere legata alla disponibilità d’acqua.
L’insediamento degli Asklepieia potrebbe rientrare in un piano di rilancio delle poleis successivo a una fase di difficoltà, forse legato alla ricolonizzazione della chora agrigentina nella seconda metà del IV secolo a.C..
Le Fortificazioni:
Le fortificazioni di Agrigento, ammirate da Polibio e celebrate da Virgilio, contribuirono alla composizione monumentale della città tra il III e il I secolo a.C..
Una rilettura del sistema difensivo è necessaria, considerando la sua evoluzione oltre i periodi arcaico e timoleontico e le Guerre Puniche.
Questo sistema difensivo presenta similitudini con le fortificazioni organizzate nei territori di Caria ed Epiro, aree con cui la Sicilia ebbe intensi rapporti, specialmente durante i periodi di Agatocle e Pirro.
Queste fortificazioni ellenistiche, organizzate verosimilmente nel III secolo a.C., mostrano un’elevata qualità poliorcetica, integrandosi con la difesa naturale offerta dal luogo.
Aspetti Culturali e Artistici:
Durante il periodo ellenistico, l’architettura templare in Sicilia mostra trasformazioni, come la scomparsa dell’adyton e dell’opistodomos (con l’eccezione notevole del tempio nell’Asklepieion di Agrigento).
Le terrecotte di stile classico e postfidiaco ritrovate a Gela e Agrigento, inclusi i noti busti di Demetra e Persefone, precedentemente datate alla seconda metà del V secolo a.C., sono state ri-datate da scavi recenti alla seconda metà del IV secolo a.C.. Questo riflette un gusto classicheggiante che accompagnò la ricolonizzazione e ricostruzione delle città da parte di Timoleonte, manifestandosi alla vigilia della rivoluzione formale del primo ellenismo.
L’Efebo di Agrigento, una scultura in marmo greco-orientale datata al 480 a.C., rappresenta un momento significativo nel passaggio tra arcaismo e classicismo. Sebbene pre-ellenistico, è considerato un capolavoro dello stile Severo in Sicilia e dimostra le straordinarie capacità di relazione e il legame rapido tra la Sicilia e la Grecia continentale.
Economia e Commercio:
Sottolineamo l’importanza dell’approvvigionamento agricolo per la Sicilia, che divenne il “granaio di Roma” durante l’Impero.
La ricolonizzazione di aree come la chora agrigentina nella seconda metà del IV secolo a.C. e il rigoglioso momento di attività produttive durante il dominio agatocleo indicano una vitalità economica che proseguì nel periodo ellenistico.
Rinvenimenti ceramici in siti siciliani (come Caronia, citato come esempio) testimoniano una produzione locale di vasellame dal periodo greco classico fino al tardoantico, inclusa ceramica per uso domestico, e la presenza di ceramiche importate come la Sigillata Orientale A e B (dalla seconda metà del II secolo a.C. in poi), e anfore commerciali (greco-italiche, rodie, ecc.) che coprono un ampio arco di tempo, con le greco-italiche prevalenti tra la fine del IV e il II secolo a.C..
Questo attesta l’integrazione dell’isola nei circuiti commerciali mediterranei durante l’epoca ellenistica e romana.
In sintesi, l’epoca ellenistica ad Agrigento fu un periodo di profonda trasformazione, caratterizzato da significativi sviluppi urbanistici, cambiamenti politici sotto leader come Agatocle, continuità e innovazioni nell’architettura e nelle pratiche culturali, e un ruolo economico importante nel Mediterraneo.
La ricerca archeologica, in particolare nel quartiere ellenistico-romano, al teatro e all’Asklepieion, continua a fornire dati cruciali per comprendere questa complessa fase della storia della città.
Elio Di Bella


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