I culti agrigentini riflettono una varietà di influenze culturali, testimoniando la complessa storia di contatti e interazioni nella Magna Grecia e in Sicilia.
Le fonti evidenziano in particolare:
Influenze Greche
•: Agrigento, in quanto colonia greca, fu profondamente influenzata dalla cultura della madrepatria e dal mondo greco in generale.
La presenza di templi dorici del periodo ellenico nella Valle dei Templi, dedicati a divinità come Giunone, Concordia, Eracle, Zeus Olimpio, Dioscuri, Atene, Efesto o Vulcano, Asclepio od Esculapio, Demetra ed Iside, ne è una chiara manifestazione.
I templi di Atena Lindia e Zeus Attabirios si ricollegano specificamente alle origini rodie dei coloni che fondarono Gela, da cui poi provennero parte dei coloni di Agrigento. Secondo Menecrate, i Rodii discendevano da Ateniesi che avevano già istituito il culto di Minerva a Rodi e lo portarono in Sicilia.
I materiali ceramici ritrovati ad Agrigento sottolineano i contatti commerciali della città con tutto il mondo greco, suggerendo anche una circolazione di idee e pratiche religiose.
Il periodo di splendore di Agrigento sotto Terone è caratterizzato da un intenso scambio culturale con il mondo greco, con poeti, artisti, ceramisti e artigiani ateniesi che frequentavano la città
Influenze Geloane:
La molteplicità dei santuari dedicati a Demetra e Kore è specificamente indicata come di matrice geloa. Un culto all’aperto a carattere demetriaco è stato identificato alla foce del fiume Naro, simile per struttura a un santuario studiato nel 1967, suggerendo una diffusione di pratiche religiose tra le colonie.
Interazione con le Culture Indigene: Esiste la probabilità, benché non universalmente accettata, che i culti, specialmente quelli ctoni, abbiano rappresentato un elemento di unione tra greci e indigeni.
Un antico santuario agrigentino dedicato alle divinità ctonie sotterranee e alle Dee Demetra e Persefone attesta la venerazione di divinità legate alla terra, comuni anche alle popolazioni indigene.
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Il ritrovamento di ceramiche indigene in un complesso con una fonte, anteriore alla fondazione di Agrigento, ha portato a parlare di sincretismo indigeno-greco o di una semplice continuità d’uso del luogo sacro.
L’esistenza di un santuario frequentato da contadini greci e indigeni che coltivavano le terre a sud-ovest della collina dei templi suggerisce un’influenza reciproca tra i culti ctonii urbani greci e le pratiche religiose legate all’economia rurale indigena.
Le forme culturali sicane o siculo sembrano essersi innestate sulla civiltà greca, con un processo simile riscontrabile sia nei culti che nei miti
Influssi da Cartagine:
Nonostante i conflitti, Agrigento mantenne rapporti commerciali con Cartagine. Sebbene non specificamente menzionati come influenze dirette sui culti, i contatti commerciali potrebbero aver favorito scambi culturali più ampi.
Influssi Ellenistici e dall’Asia Minore:
In età ellenistica, numerosi influssi giunsero dall’Asia Minore, come dimostra il rifacimento dell’impianto urbanistico e il tempietto noto come “oratorio di Falaride”.
Nonostante le distruzioni operate dai Cartaginesi e la conquista romana, Agrigento mantenne le sue caratteristiche urbanistiche e architettoniche, nonché i propri culti, con gran parte dei santuari che conservarono ex voto dall’età arcaica all’età imperiale.
Conclusione
In conclusione, i culti agrigentini rappresentano un crocevia di influenze culturali, con una forte impronta greca, in particolare di matrice geloa e rodia, significative interazioni e possibili sincretismi con le culture indigene, e contatti con altre realtà del Mediterraneo come Cartagine e l’Asia Minore in età ellenistica.


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