22 febbraio: eventi e protagonisti che hanno segnato Agrigento dal 1605 all’epoca contemporanea
Il 22 febbraio nell’astronomia sacra: la chiesa di San Pietro orientata verso la Cattedra dell’Apostolo
Prima ancora di addentrarci nei documenti storici datati, occorre registrare un fatto che riguarda l’architettura religiosa medievale di Agrigento e che proietta il 22 febbraio nel tempo profondo della costruzione dello spazio sacro. Ricerche condotte sull’Archivio Storico Diocesano agrigentino hanno rivelato un’osservazione di straordinario interesse archeoastronomico: la chiesa di San Pietro di Agrigento, una delle più antiche del tessuto urbano medievale della città, è orientata astronomicamente non verso il 29 giugno — come si potrebbe attendere per una chiesa intitolata al principe degli Apostoli — bensì verso il sorgere del sole del 22 febbraio, data della festa della Cattedra di San Pietro Apostolo.
Scrive lo studioso che ha compiuto questa analisi sull‘Archivio Storico Diocesano: «seguendo la stessa metodologia di analisi dell’orientamento dell’abside ad est, ho potuto rilevare che è orientata non al 29 giugno, come si potrebbe credere, ma al 22 febbraio, festa della Cattedra di san Pietro».
L’orientamento est-ovest degli edifici sacri medievali non era casuale: i costruttori di chiese normanne e arabo-normanne regolavano spesso l’asse dell’abside sul punto dell’orizzonte in cui il sole sorgeva nel giorno del santo titolare, calcolato secondo il calendario liturgico.
Che la scelta per la chiesa di San Pietro agrigentina sia caduta sulla Cattedra piuttosto che sul dies natalis dell’Apostolo indica una scelta consapevole, probabilmente legata al significato teologico e giurisdizionale della festività: la Cattedra non celebra il martirio ma l’auctoritas, il potere di insegnare e governare che Pietro trasmette ai suoi successori.
Questo dato, apparentemente tecnico, è in realtà denso di storia: esso ci dice che nell’Agrigento medievale — la Girgenti normanna che si andava costruendo sulle rovine della città araba di Gergent — l’asse liturgico del tempo si intrecciava con l’asse fisico dello spazio urbano. Il 22 febbraio era, per il cantiere medievale, un punto di riferimento astronomico prima ancora di essere una data storica.
Donazione di Gaspare De Marinis (1605) – Nel 1605 il nobile Gaspare De Marinis donò al capitolo della cattedrale di Girgenti una grande proprietà nel quartiere Vetulium. Questo atto notarile, registrato il 22 febbraio, permise al capitolo di edificare una casa con stalle, cortili e cantine e documenta la vitalità economica e urbanistica della città post‑medievale.
22 febbraio 1829: la nascita della Piazza della Riconoscenza e la toponomastica borbonica di Girgenti
Un secondo evento di grande interesse istituzionale risale al 22 febbraio del 1829 e riguarda la toponomastica urbana di Girgenti nel periodo borbonico. Per comprendere appieno la portata di questa data, è necessario ripercorrere brevemente la vicenda della statua di Francesco I di Borbone che era al centro delle ambizioni municipali della città nel secondo decennio dell’Ottocento.
Nella prima metà del XIX secolo, Girgenti — divenuta capovalle d’Intendenza nel 1817 per concessione di Ferdinando IV — attraversava un periodo di intensa vita politico-amministrativa. Il titolo di capovalle, che consentiva alla città di ospitare la sede dell’Intendente provinciale, era un privilegio prezioso che le garantiva una posizione di rilievo nell’organizzazione amministrativa del Regno delle Due Sicilie. Nel febbraio del 1826, i decurioni girgentini deliberarono di elevare una statua in onore di Francesco I di Borbone — il re regnante — al fine di dimostrare la fedeltà della città alla Corona e di consolidare le proprie ambizioni istituzionali. Dopo lunghe trattative, il contratto con lo scultore Valerio Villareale fu stipulato il 2 agosto 1827.
La statua giunse al molo di Girgenti nell’ottobre del 1828 e fu collocata nel piazzale di San Giuseppe, tra i festeggiamenti della popolazione. Il suo svelamento ufficiale avvenne il 19 dicembre 1828, in un’atmosfera di sollievo collettivo: proprio quel giorno era giunta la notizia ministeriale che revocava il decreto di abolizione del titolo di capovalle, che aveva rischiato di essere trasferito a Caltanissetta.
Il 22 febbraio 1829, il Decurionato di Girgenti si riunì e approvò una deliberazione con la quale il luogo che ospitava la statua — il piazzale di San Giuseppe — avrebbe preso il nome di Piazza della Riconoscenza: un nome che evocava esplicitamente la gratitudine della città verso il sovrano che ne aveva preservato i privilegi. Tale deliberazione fu poi confermata da un regio decreto del 27 giugno 1829. Lo attesta un documento conservato negli archivi e citato nel corpus di studi sulla storia urbanistica e monumentale di Girgenti ottocentesca, che l’autore ha consultato nel proprio archivio digitale.
La vicenda della Piazza della Riconoscenza è emblematica della dialettica politico-simbolica che caratterizzava le città di provincia del Regno borbonico: la toponomastica urbana era uno strumento di potere, uno spazio nel quale la fedeltà alla Corona si materializzava in pietra e in nomi. Che i decurioni girgentini abbiano scelto proprio il 22 febbraio per fissare questo atto di deferenza monumentale è un dettaglio che il documento consegna all’attenzione dello storico.
Morte di Saverio Friscia (1886) – Il 22 febbraio 1886 morì a Sciacca il medico e patriota Saverio Friscia. Attivista socialista e sostenitore della causa risorgimentale, Friscia si era distinto per la difesa dei lavoratori e per le sue idee libertarie. La sua scomparsa segnò la fine di una figura simbolo della sinistra democratica dell’Agrigentino.
Ricostituzione di Camastra (1946) – Con il decreto luogotenenziale n. 106 del 22 febbraio 1946 venne ricostituito il comune di Camastra, precedentemente accorpato a Naro. La norma stabilì che il nuovo ente ricomprendesse l’antico territorio comunale e incaricò il prefetto di Agrigento di regolare i rapporti finanziari con Naro.
Sagra del Mandorlo in Fiore (1948) – Dopo la lunga interruzione dovuta alla guerra, la quinta edizione della Sagra del Mandorlo in Fiore si svolse tra il 21 e il 22 febbraio 1948. Carri allegorici, gruppi folkloristici e una gara podistica animarono una città desiderosa di rinascita culturale.
22 febbraio 1948: il Giornale di Sicilia e il Consiglio Comunale del dopoguerra
Dall’Ottocento borbonico al secondo dopoguerra repubblicano: il 22 febbraio 1948, il Giornale di Sicilia pubblicava un articolo che rendeva conto dei lavori svolti il giorno precedente dalla seduta del Consiglio Comunale di Agrigento. L’assemblea aveva adottato alcune deliberazioni di notevole interesse per la vita urbana della città nel periodo della ricostruzione postbellica.
In quella sessione del 21 febbraio 1948 — i cui esiti furono dunque resi noti ai lettori nella giornata del 22 — il Consiglio Comunale aveva deliberato di rinominare piazza San Sebastiano in piazza Sinatra, in onore del mecenate agrigentino Giuseppe Sinatra, scomparso il 1° gennaio di quell’anno. Una scelta toponomastica che, come già nel caso della Piazza della Riconoscenza del 1829, inscriveva la memoria di un uomo illustre nel tessuto fisico della città. Nella medesima seduta, i consiglieri avevano approvato finanziamenti destinati alla ricostruzione post-bellica della città, ancora pesantemente segnata dai bombardamenti del luglio 1943 che avevano devastato larghi settori di Agrigento.
Assassinio di Vincenzo Campo (1948) – Sulla strada fra Alcamo e Gibellina, il deputato democristiano Vincenzo Campo venne ucciso da colpi di mitragliatrice mentre si recava a Sciacca. Secondo le cronache, l’agguato del 22 febbraio fu una ritorsione per le denunce di Campo contro le ingerenze mafiose.
Intitolazione dell’istituto “Galileo Galilei” (anni 1950) – Nei primi anni Cinquanta, il comune di Canicattì dedicò la sua nuova scuola tecnica a Galileo Galilei. Inaugurata il 22 febbraio, la sede ospitò 270 studenti e 28 docenti, segnando un passo importante verso la modernizzazione dell’istruzione locale.
Peregrinatio di San Gerlando (2017) – In preparazione alla festa patronale, la reliquia di San Gerlando visitò varie parrocchie; il 22 febbraio 2017 sostò nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù al Quadrivio Spinasanta, dove i fedeli parteciparono a una solenne liturgia.
Riapertura della cattedrale (2019) – Dopo otto anni di chiusura per lavori di consolidamento, la cattedrale di San Gerlando riaprì ai fedeli il 22 febbraio 2019, giornata in cui ricorre la festa della Cattedra di San Pietro. L’evento fu accolto come un segno di rinascita per la comunità e per il turismo.
Benedizione della nuova cattedra episcopale (2022) – Il 22 febbraio 2022 l’arcivescovo benedisse la nuova cattedra in legno di faggio e metalli preziosi, collocata nella cattedrale. Il progetto integrava in modo armonico la sedia del vescovo con il presbiterio rinnovato.
Mostra fotografica ad Aragona (2024) – In occasione dell’intitolazione della locale Camera del Lavoro al sindacalista Francesco Marotta, il 22 febbraio 2024 la CGIL organizzò una mostra fotografica sui minatori zolfatai. Le immagini documentavano le dure condizioni di lavoro nelle miniere agrigentine del primo Novecento.
Elio Di Bella


21 febbraio nella storia agrigentina: dal Seminario vescovile alla memoria contemporanea