La Valle dei Templi di Agrigento, dove l’architettura greca incontra la maestà della natura siciliana. Un viaggio tra colonne doriche, tramonti ardenti e la serenità di un paesaggio che unisce storia, arte e la sublime bellezza del Mediterraneo
Su un lembo del territorio che in dolce acclivio ascende alla sommità del colle, e che prende il nome di Valle dei Templi, s’alzano i tempi 12 che i greci migranti in Sicilia,
giunti all’apogeo della ricchezza,
si costruirono nel breve spazio di due terzi di secolo: miracoli di architettura, pieni di grazia di solenne maestà, volti al cielo sempre sereno come un’aspirazione all’ ideale e al divino.
Se salireste lassù in un mattino di primavera, quando la parte tutto un giardino fiorito e le fronde dei mandorli e degli olivi saracene ondeggiano alla tiepida ebbrezza che spira dal mare vicino,
e il sole illumina il tufo giallo delle colonne, allora ritrovereste del tutto conquistate rapiti dalla missione di questo mondo singolare mirabile.
Sorprendenti tramonti
Vedreste sorprendenti tramonti di un sole, che, nell’atto di lasciare la sconfinata serenità di ciclo di cobalto per tuffarsi in mare, che presenta un contrasto di 1000 colori,
od un rosso di fuoco, si mostra, come perduta in lontananza, l’isola di Pantelleria. Più in alto sulla sommità della collina, la città moderna domina la sua regione come una regina del suo trono.
La Valle dei Templi
Sul lembo di terra, in dolce salita,
Sorge Valle dei Templi,
in luce infinita. Dove i Greci,
migranti di antica virtù,
Edificarono templi sotto il cielo blu.
In un breve volgere di due terzi di secolo,
Sorse un mondo di pietra,
un sogno ellenico.
Miracoli d’architettura,
di grazia e maestà,
Volgono al cielo,
in eterna beltà.
Se salissi lassù,
in primavera mattina,
Quando il mondo è un giardino
che la vita inchina,
Tra mandorli e olivi,
in danza col vento,
Sentiresti l’ebbrezza del mare,
un lento lamento.
Il sole bacia il tufo,
le colonne dorate,
E tu, pellegrino,
dalle storie incantate,
Ritroveresti l’anima,
in quel sacro luogo,
Dove il tempo si ferma,
e il cuore si fa fuoco.
Vedresti tramonti,
dove il sole s’inchina,
Al mare che accoglie
la sua luce divina.
Mille colori esplodono,
in un rosso ardente,
E lontano, Pantelleria,
un sogno latente.
Più in alto ancora,
sulla collina sovrana,
La città moderna,
come regina umana,
Domina la scena,
fiera del suo trono,
Guardando il passato,
sotto il cielo sereno.
Così è Agrigento,
un ponte tra le ere,
Dove storia e bellezza si fondono vere.
Un inno al divino, a
alla terra, al cielo,
Un canto eterno,
dolce, puro e vero.


Agrigento, leggi le notizie più seguite oggi 22 gennaio 2024 secondo ChatGPT