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uomini illustri

Uomini Illustri della Sicilia nell’Epoca Greca: Un Viaggio tra Filosofi, Poeti e Re

24 Maggio 2024 //  by Elio Di Bella

Scopri gli uomini illustri della Sicilia nell’epoca greca, tra filosofi, poeti e re che hanno segnato la storia. Un viaggio affascinante nel passato glorioso della Sicilia antica.

Epoca Greca.

Secolo VIII a.C.

Nel VII secolo a.C. già erano floride in Sicilia le città di Naxos, di Megara, di Siracusa, di Camerina, di Gela, di Selinunte, d’Imera, di Lentini ecc.

Alcuni di questi paesi avevano dei tiranni, e furono famosi fra questi Panezio tiranno di Lentini, Cleandro ed Ippocrate tiranni di Gela; Siracusa aveva un governo repubblicano, ma piuttosto aristocratico.

Si additano a quest’epoca alcuni originali ed eleganti poeti, quali sono Orfeo di Camerina, Aristosseno da Selinunte, inventore del metro anapestico;

il gran lirico Stesicoro d’Imera che fu tanto celebre, e che lodato viene da Orazio e da Quintiliano, i quali certamente rivaleggiavano coi poeti greci di questa epoca, Arione, Terpandro.

 Ma la Sicilia in questo stesso secolo, superò la Grecia; ebbe due storici famosi, che si tengono come i primi, e furono Demetrio di Catania, ed Archettimo di Siracusa.

Quest’ultimo scrisse del congresso di Talete e degli altri saggi della Grecia con Cirodo re di Corinto: congresso in cui egli stesso intervenne.

Architettura e disegno

 L’architettura, e il disegno, furono pure coltivate e a perfezione ridotte in questo secolo, lo dimostrano il tempio di Didone a Siracusa,

di cui ci si dà conto come di un bello monumento, ed ancora più le medaglie, e le monete coniate a Siracusa, ed a Gela, che sono perfettissime .

VI secolo a.C.

Nel VI secolo a.C., la Grecia era già divenuta sede non solo delle Muse, ma anche delle scienze e delle belle arti che iniziavano già a regnarvi: furono i tempi di Pisistrato d’Atene, che tanto protesse le belle arti.

In Sicilia fu generale in questo secolo il fervore per le lettere, sebbene nella massima parte dei paesi tiranni regnassero,

fra i quali furono celebri Falaride in Agrigento, e Terillo in Gela ecc.,

nondimeno ingegni originali emersero in ogni genere di letteratura, così furono Alcameneo d’Imera, che si rese celebre nelle matematiche, ed Elmetto, suo fratello, famoso legislatore;

Aristolico di Girgenti, che coltivò la tragedia, e che scrisse contro la tirannide;

e poi in Siracusa, che era retta repubblicanamente, si distinsero Cleone, che fu il primo a scrivere sui porti, e le rade sicure;

Ninfodoro, che trattò della circumnavigazione dell’Asia, e delle cose più ammirabili in Sicilia; ed il celebre filosofo astrologo Medesimo, che fu il primo a stabilire il moto della Terra.

V secolo a.C.

Il secolo V fu il secolo d’oro per la Grecia, detto il bel secolo di Pericle, e lo fu anche per la Sicilia.

La Sicilia ebbe sul principio di questo secolo due celebri re di Siracusa, Gelone, e poi Gerone, che particolarmente si curarono di proteggere le lettere, ed io chiamerei questo secolo per la Sicilia quello di Gelone

tanto più volentieri, quanto questo prode re nel trattato di pace concluso coi Cartaginesi, volle una condizione a pro dell’umanità tutta,

stipulando coi Cartaginesi che costoro non dovessero sacrificare più vittime umane a Saturno:

condizione che prova la civilizzazione e la cultura che regnava in Sicilia, e l’umanità e l’intelligenza del sovrano di Siracusa.

La medaglia di Damareta

Una medaglia fu offerta in questa occasione dai Cartaginesi a Damarata, moglie di Gelone;

medaglia che poi fu ridotta in moneta, e che per il conio elegante fatto in Siracusa prova il progresso delle belle arti, come con sommo entusiasmo ne convinse il celebre Puccini di Firenze.

Gerone, che successe al suo fratello Gelone, fu un ottimo principe, amico e protettore dei letterati, di cui la sua corte era piena;

le medaglie che ci conservano la di lui effigie, hanno somma eleganza.

È vero che Catania, e Messina, ebbero in questo secolo tiranni, Manesco ed Amasseno, ma da quello che se ne sa, furono anch’essi protettori delle lettere. Sulla fine del secolo poi regnò in Siracusa il tiranno Dionisio il Maggiore, che com’è ben noto, fu anche poeta tragico, e protettore delle lettere.

In somma, vanta questo bel secolo della Sicilia le invenzioni più interessanti, e piacevoli, i cui autori solo mi limito a rapportare,

non potendo in questo angusto quadro inserire la folla degli altri autori di questo secolo.

 Ed infatti gli inventori della commedia, furono Epicarmo di Megara, e Formi di Siracusa. L’inventore della poesia mimica, fu Sofrone di Siracusa. Gli inventori dell’arte retorica furono Corace, e Tisia di Siracusa.

L’inventore degli acquedotti per le case, fu il celebre Feace di Siracusa. Il primo scrittore delle cose agrarie, fu Filometore.

La città di Catania ebbe a quest’epoca un Caronda, filosofo pitagorico, celebre legislatore, di cui tra le altre leggi dettate per i Catanesi, Agrigentini, Tauromenitani, ed Imeresi,

degna di osservazione è quella, per cui si stabilisce che tutti i figli dei cittadini dovessero essere iniziati alle lettere, e che il governo provvedesse ai salari dei maestri.

Il filosofo Empedocle e Acrone

La città di Girgenti produsse il divino Empedocle, medico, filosofo, e poeta;

ed il medico Acrone che fu il capo della setta degli Empirici.

Erodico di Lentini

La città di Lentini si gloria del celebre medico Erodico, il primo ad applicare la ginnastica alla medicina, e che si crede maestro di Ippocrate;

del famoso oratore Gorgia, maestro di Isocrate, e a cui ancor vivo fu eretta una statua d’oro nel tempio di Apollo Pizio in Delfo;

e di Pitagora, celebre statuario e scultore, il primo che seppe rappresentare al vivo nelle statue le vene,

i nervi, ed i capelli, per cui ebbe l’onore di vedere una sua statua collocata nel tempio di Giove Olimpico.

Tra i grandi uomini veramente celebri, la città di Imera addita il celebre pittore Demofilo, che fu maestro di Zeusi.

Monumenti pubblici e Templi

 I monumenti pubblici, i templi, le medaglie, e le monete di questo secolo hanno una perfezione tale da provare ad evidenza il progresso delle belle arti.

Gli autori antichi parlano con ammirazione del magnifico mausoleo innalzato a Gelone,

adorno di nove torri, e della sua statua, che fu pur rispettata dalla furia del popolo contro i re e la loro memoria ai tempi di Timoleonte.

‘

Il secolo IV

è per la Grecia il secolo dell’eloquenza, che, come abbiamo veduto, fu ridotta ad arte in Sicilia nel secolo passato. Questo secolo in Grecia ci mostra un Demostene, che con la sua oratoria contrasta il potere, e l’oro di Filippo, re di Macedonia.

La Grecia pur si vanta di un Aristotele, precettore del grande Alessandro, uno dei più grandi filosofi dell’antichità. Or questo secolo non fu meno celebre per la Sicilia.

Regnava in Siracusa Dionisio il Giovane, che poi fu cacciato a Corinto, e la Sicilia ebbe la fortuna di possedere il grande Platone, che con Dione Siracusano introdusse la filosofia accademica;

ma tra i geni siciliani originali di questo secolo conviene distinguere un Lisia di Siracusa, oratore celebre, le cui arringhe in parte esistenti provano che egli può stare a fronte di Demostene;

Grandi uomini di Siracusa

Filisto pur di Siracusa, storico rinomatissimo;

Sosicle di Siracusa, poeta tragico, uno della pleiade tragica; un Filemone il Maggiore, poeta comico, autore della commedia nuova;

Rintone di Siracusa, inventore dell’ilare tragedia o sia tragicommedia. Carino da Siracusa, poeta estemporaneo facetissimo e ameno;

Dicearco da Messina

Dicearco da Messina, discepolo di Aristotele, che sostenne il materialismo, e che precedette Epicuro;

Evemero da Messina, che prima di tutti scrisse della mitologia, e che secondo Cicerone nel “De Natura Deorum” fu seguito dal poeta Ennio e da altri posteriori;

Meste da Selinunte, poeta ditirambico; Edilo, poeta epigrammatico; il celebre Metello, perito nella musica, e maestro di Platone;

Timagora di Gela, filosofo peripatetico distintissimo, e finalmente tra tanti altri dobbiamo far menzione della celebre Laide di Icaria, oggi Carini, cortigiana di somma avvenenza e spirito,

che meritò le attenzioni non solo dei più grandi e ricchi uomini della Grecia, ma anche dei filosofi, come Aristippo, e che ella stessa fu annoverata tra la classe dei filosofi.

Il terzo secolo a.C.

fu per la Grecia piuttosto un secolo di decadenza, ed in cui pochi uomini di lettere si possono additare;

non così però per la Sicilia: questo è uno dei più bei secoli, adorno nel principio, e sulla fine, dei due più grandi geni del genere umano antico e moderno, Teocrito ed Archimede, ambedue di Siracusa.

Aveva regnato in Siracusa sul principio di questo secolo il tiranno Agatocle, che si rese celebre per aver portato la guerra in Africa contro i Cartaginesi.

Gli successe per poco tempo Pirro re di Epiro, il quale venne a liberare Siracusa dall’assedio cartaginese, ma Pirro presto perse l’impero che aveva in Sicilia,

la quale da lui abbandonata, i Siracusani si scelsero a loro re quel famoso Gerone II,

che non solo fu letterato egli stesso, ma anche protettore delle scienze e delle lettere, e che forma la più gloriosa epoca di Siracusa:

Teocrito

infatti oltre al citato bucolico Teocrito, che da solo farebbe la gloria del suo regno e della Sicilia tutta, vanta Siracusa il filosofo Diofante, che scrisse sull’origine del mondo; e gli storici Antandro ed Eraclide;

ma più di tutti ci giova ripetere l’augusto nome del matematico e meccanico Archimede, che imprime il suggello a questo secolo.

Le arti a Siracusa

 A comprovare la floridezza e la perfezione delle arti tutte in Siracusa a quest’epoca, alcuni autori parlano della gran nave che fece costruire Gerone,

e che mandò carica di grano al re Tolomeo, che si teneva come meraviglia del mondo antico, di cui noi parliamo nell’elogio di Archimede.

Né in Siracusa solamente regnava la cultura e la civiltà, generale era la floridezza per la Sicilia tutta;

a quest’epoca Taormina, adorna di bei teatri, produsse il celebre storico Timeo, colui che il primo introdusse l’uso delle Olimpiadi nella storia, per fissare con esattezza la cronologia;

vanta Gela in questi tempi il poeta comico Apollodoro; Lentini il filosofo Evandro

fonte: Giuseppe Emanuele Ortolani, Biografia degli Uomini Illustri della Sicilia, vol-IIII. 1821

 

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia SiciliaTag: sicilia

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