Esplora la storia della medicina medievale ad Agrigento, influenzata da testi antichi e pratiche empiriche. Scopri come i medici agrigentini affrontavano le malattie del tempo.
Introduzione alla Medicina Medievale ad Agrigento
Anche ad Agrigento, come altrove, i medici del periodo medievale da molti venivamo considerati come ciarlatani illusi, in realtà molti attingevano a fonti antiche, al pensiero del tempo e all’esperienza empirica nei loro tentativi di creare un rimedio per curare
Influenze dei Testi Antichi nella Pratica Medica
La medicina nell’era medievale ad Agrigento fu fortemente influenzata dalle autorità dei testi ippocratici, delle opere di Galeno e quelle di Pedanio Dioscoride che formavano un nucleo di studio per i medici agrigentini r fornivano una base per la diagnosi, l’anatomia, la chirurgia e il trattamento.
Le Limitazioni della Chiesa e lo Studio dell’Anatomia
Lo studio dell’anatomia umana nel periodo medievale era limitato a causa dei divieti della Chiesa sulla dissezione dei corpi e si studiavano gli organi interni di una persona solo leggendo i lavori degli autori antichi, ma ad esempio Galeno non sembra aver mai dissezionato un essere umano e basò il suo lavoro sullo studio delle scimmie, credendo che il corpo umano fosse esattamente lo stesso.
Galeno considerava importanti aria, dieta, sonno, esercizio, escrezione ed emozione. Questi erano fattori che potevano creare sia salute che malattia e quindi dovevano essere esaminati prima di creare un trattamento per il paziente.
Pedanio Dioscoride xi ha lasciato un trattato, Sulle erbe mediche. Si tratta di un erbario scritto originariamente in lingua greca, che ebbe una certa influenza nella medicina medievale.
La teoria medica antica più influente era quella ippocratica dei quattro umori: sangue, flemma, bile nera e bile gialla.
Si pensava che i disturbi potessero essere spiegati dai livelli di queste sostanze che erano sbilanciati nel corpo e quindi i medici cercarono di curare i pazienti rimuovendo il sangue o somministrando medicine per provocare il vomito al fine di ridistribuire gli umori.
I libri di medicina erano pochi e copiati ripetutamente a mano per non andare persi per sempre.
Molte opere si trovavano nelle biblioteche dei monasteri e costituivano le fonti principali per grandi scuole di medicina locali e molti dei guaritori più qualificati si trovavamo nei monasteri.
Anche nei monasteri agrigentini vi erano celle speciali riservate e agli ammalati era concesso di mangiare carne se questo avrebbe aiutato la loro guarigione.
Il Ruolo dei Monasteri nella Medicina Medievale
I monasteri e le case religiose coltivavano gran parte del loro cibo parte del giardino era destinato alle piante medicinali, come le aromatiche: il rosmarino e la menta trovavano posto sia a tavola che accanto al letto dei malati.
Vi erano recipienti per distillare medicine, droghe importate dal Mediterraneo
Se un paziente aveva bisogno di essere salassato, questo compito era affidato al barbiere e la maggior parte delle attività chirurgiche e dentali erano svolte da questi barbieri-chirurghi.
Le Prime Scuole di Medicina in Sicilia
Successivamente le università siciliane iniziarono a creare le proprie scuole di medicina dove i medici potevano essere formati.
Nel 1231, Federico II, Sacro Romano Imperatore, decretò che il medico doveva superare un esame per ottenere la licenza per praticare.
I medici agrigentini dovevano conoscere l’Ars Medicinae – L’arte della medicina – che era un libro di testo composto da antiche opere sulla teoria medica, la diagnostica e su come esaminare tutto, dall’urina del paziente al suo polso. Gli studenti di medicina si formavano su questo testi e sui commenti.
Trattamenti e Pratiche Mediche Medievali
Entro il XIV secolo, finalmente i medici furono autorizzati, ma con molti limiti, a condurre dissezioni occasionali e così iniziarono ad avere una formazione anatomica dettagliata che potevano utilizzare per la chirurgia. Alcune scuole di medicina richiedevano studi in chirurgia.
L’accesso ai medici formati all’università era costoso così come acquistare i farmaci. Fortunatamente, c’erano fonti alternative di aiuto.
Superstizioni, incantesimi, amuleti
Così molti si affidavano a un guaritore che praticava tradizionali.
C’era di tutto: l’aglio veniva usato per la stitichezza e l’idropisia (edema), ma avevamo anche incantesimi. Amuleti e talismani erano una parte familiare della vita medievale.
Alcuni amuleti erano pietre con un foro per scacciare la stregoneria, alcuni incantesimi erano scritti incisi sul corpo.
L’idea che gli oggetti potessero offrire sicurezza era naturale in un mondo dove le reliquie dei santi e le immagini erano considerate avere proprietà curative.
Avevamo infine le ostetriche erano chiamate ad aiutare le donne durante il parto, che poteva essere guidato anche dalle donne anziane della famiglia che avevano già attraversato quelle fatiche.
La malattia anche allora era causa disperazione e si faceva del proprio meglio anche ad Agrigento nel medioevo.


La prostituzione ad Agrigento nell’epoca romana: un viaggio storico tra cortigiane e bordelli