Presentiamo una ricca panoramica sulla storia e la cultura della Sicilia, la trinacria, filtrata attraverso le osservazioni di viaggiatori, cartografi e studiosi. La Sicilia è presentata come un’isola con una storia profonda e complessa, che ha plasmato la sua identità culturale in modi unici.
Storia Antica e Resti Archeologici
I viaggiatori e gli studiosi spesso incontrano e documentano le tracce delle antiche civiltà che hanno abitato l’isola.
• Popolamento e prime civiltà: La Sicilia fu abitata dapprima dai Sicani, un popolo di origine iberica o basca, che la chiamarono Sicania. Successivamente, fu asservita dai Siculi, una nazione dalmata, e l’isola prese il nome di Sicilia. Altri abitanti menzionati includono i Lestrigoni (giganti pirati e antropofagi) e i Cretesi (seguaci di Minosse). Le eruzioni dell’Etna al tempo dei Sicani furono grandi e continue, costringendo queste popolazioni a ritirarsi nelle regioni occidentali.
• Dominazione greca e romana: I Greci, in particolare, diedero alla Sicilia il nome di Sicilia e la trasformarono in una terra famosa, coperta di città e popolazioni immense. La storiografia greca e romana si concentrò sui coloni, tacendo molto sugli indigeni. La Sicilia fu un granaio per l’antica Roma. Viaggiatori come Webb e Parolini documentarono le glorie della civiltà greca e romana, copiando iscrizioni, ricercando monete e raccogliendo piante.
• Figure illustri dell’antichità: La Sicilia fu ricca di poeti, filosofi, storici e oratori. Tra i filosofi spicca Empedocle di Agrigento, descritto come la cosa più grande e pregevole della Sicilia, che studiò l’astronomia e fu discepolo di Pitagora, influenzando anche Newton con le sue idee sulla forza centripeta e centrifuga. Teocrito di Siracusa è celebrato come il più famoso poeta greco di pastori, modello per Virgilio. Epicarmo di Siracusa fu un autore esperto di commedia antica, e Platone e Aristotele ne riconobbero il valore. Storici siciliani menzionati includono Filino di Siracusa, Timeo di Taormina, Dicearco di Messina, e il famoso Diodoro Siculo di Agira.

• Monumenti e siti archeologici: I viaggiatori visitano e descrivono rovine imponenti. Siracusa, in particolare, è nota per il suo antico porto (Porto Piccolo o marmoreus) costruito da Dionisio, e per la celebre fonte Aretusa, che un tempo era abbondante ma ai tempi delle osservazioni è ridotta a un “cattivo lavatoio”. Altri siti includono Agrigento (l’antica Agrigentum) con i suoi templi, Selinunte (l’antica Selinus), Segesta, Taormina, e le città antiche di Centuripe, Adrano, e Nicosia. Gli scavi archeologici continuano a rivelare nuove informazioni, come le necropoli sicane e i ritrovamenti a Camarina e Segesta.
• Geografia e geologia: La geografia dell’isola, con i suoi tre promontori (Peloro, Pachino, Lilibeo) e la sua forma triangolare (da cui il nome Trinacria), è un elemento distintivo. L’influenza dei vulcani, in particolare l’Etna, è onnipresente, plasmando il terreno e influenzando la fertilità delle valli. La geologia dell’isola, con le sue formazioni calcaree, argillose e i depositi di zolfo, è attentamente studiata.
Storia Medievale e Moderna
La storia post-classica è marcata da diverse dominazioni e cambiamenti sociali.
• Dominazioni successive: Dopo i Romani, la Sicilia vide il dominio dei Greci (Bizantini), dei Saraceni e dei Normanni. I Saraceni in particolare, introdussero la divisione politica in “Valli” (Val di Demona, Val di Noto, Val di Mazzara), che ha una base topografica. La coltivazione della seta, forse introdotta dagli Arabi, fu ulteriormente sviluppata dai Normanni.
• Feudalità siciliana: Il feudo siciliano era molto diverso da quello dell’Italia meridionale, con caratteristiche peculiari come il Parlamento. Esistevano due tipi di feudalità: una più antica, legata alla tradizione militare, e una più recente, costituita da mercanti, patrizi urbani e giuristi arricchiti che vedevano il feudo come un investimento. Le crisi feudali erano legate ai prezzi del frumento, alla produzione e all’esportazione.
• Tumulti e disordini (XVI secolo): Il periodo tra il 1516 e il 1517 fu caratterizzato da notevole irrequietezza sociale e tumulti in Sicilia, in particolare a Palermo e Messina. Questi moti, sebbene sembrassero antimonarchici, avevano profonde radici sociali e locali, legate alla povertà, all’incremento demografico, al fisco e alla cattiva amministrazione. La Sicilia orientale, con le sue nuove produzioni di olio e seta, mostrava una maggiore irrequietezza rispetto all’occidentale. Il Viceré Moncada e, successivamente, Monteleone, cercarono di gestire queste tensioni.
• Connessioni europee: Sebbene i moti siciliani fossero principalmente locali, essi si inserivano in un contesto più ampio di movimenti sociali europei contro Carlo V, dimostrando che l’isola non era ancora “sequestrata” dall’Europa. Notizie dagli eventi europei giungevano in Sicilia tramite mercanti e funzionari.
Cultura e Vita Intellettuale
La Sicilia ha una ricca tradizione intellettuale che ha subito alti e bassi nel corso della storia.
• Lingua e letteratura: Oltre all’italiano e al latino, il siciliano vanta cantori e una ricca produzione in verso. Esistono studi sull’origine della lingua siciliana e la sua relazione con l’italiano. La biblioteca del Comune di Palermo contiene manoscritti e collezioni importanti.
• Scienze: L’astronomia fu coltivata in Sicilia, con Empedocle come figura chiave, e le dottrine sulla rotondità della terra e il moto terrestre erano diffuse. Tuttavia, dopo la caduta di Siracusa, l’astronomia cadde nell’oblio per secoli, riprendendo solo con figure come Maurolico e Piazzi. La fisica, la storia naturale e la chimica sono più che nomi, con figure come Ferrara. La Sicilia aspira ad avere il suo “Plinio”, uno scienziato che percorra l’isola studiando la natura.
• Arte e musica: La Sicilia mostrava una certa propensione per la musica e l’armonia. Esistono tracce di una Sicilia “gentile e colta”, con menestrelli, organi nelle chiese fin dal ‘400, e trattati di musica. A Catania, il Museo del Principe di Biscari e quello dei Benedettini contenevano collezioni di metalli, minerali, marmi, lave e altri prodotti vulcanici, oltre a strumenti scientifici e opere d’arte.
• Editoria e bibliografie: Diverse opere sulla letteratura, la storia e la cultura siciliana sono state pubblicate, con bibliografie dettagliate che ne attestano la ricchezza.
Il Viaggio come Strumento di Conoscenza
Il concetto di “viaggio in Sicilia” è intrinsecamente legato alla scoperta e alla documentazione di questi aspetti storici e culturali.
• Motivazioni del viaggio: Le ragioni del viaggio potevano essere diverse: militari (ispezione di reggimenti e fortezze), scientifiche (studi di natura, mineralogia, geografia), archeologiche (ricerca di antichità), o semplicemente curiosità.
• Percezione dei viaggiatori: I viaggiatori, come Smyth, non erano semplici rilevatori, ma “osservatori smaliziati” che vedevano la realtà naturale, economica e sociale dell’isola da geografi, marinai e cartografi, con un occhio anche archeologico. La loro sensibilità territoriale arricchiva le loro rappresentazioni e commenti. Alcuni viaggiatori erano però inficiati da pregiudizi o minore sinteticità percettiva.
• Cartografia come strumento del viaggio: Il lavoro di Smyth, in particolare il suo “Memoir Descriptive” e l'”Atlante The Hydrography of Sicily”, è fondamentale per la storia della cartografia siciliana, offrendo una rappresentazione dettagliata e “sensibile” dell’isola. Le carte mostrano dettagli geografici, idrografici, storici e archeologici, come approdi, rotte marittime, fortezze, tonnare, strade e centri urbani. Vengono riprodotte monete antiche e vedute pittoresche, spesso prese da punti di osservazione originali come una nave ancorata, fornendo spunti geomorfologici e sull’insediamento costiero.
• Difficoltà del viaggio e del commercio: La mancanza di strade pubbliche e la presenza di corsari rendevano il viaggio difficile e pericoloso. Nonostante la ricchezza del suolo, l’economia rurale soffriva, e il commercio era in gran parte in mani straniere, con stabilimenti come i “caricatoi” per i grani lungo la costa.
In sintesi, la Sicilia è presentata come un crocevia di civiltà, dove le tracce del passato sono onnipresenti nel paesaggio e nella cultura. Il “viaggio” è il mezzo attraverso cui queste complessità storiche e culturali vengono esplorate, documentate e interpretate, spesso rivelando contrasti tra l’antica grandezza e la realtà presente, e tra la ricchezza potenziale e le difficoltà socio-economiche.
Elio Di Bella


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