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frammenti
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Simboli, santi e sfingi: l’affascinante viaggio tra i decori di Agrigento

22 Aprile 2025 //  by Elio Di Bella

l’affascinante storia dei materiali lapidei del Rinascimento e Barocco ad Agrigento, custoditi nell’ex Museo Civico. Un viaggio tra arte, religione e nobiltà, con approfondimenti su sculture, stemmi e manufatti francescani restaurati e musealizzati.

Il documento “Frammenti di Storia – Materiali lapidei dell’Età Moderna nelle Collezioni dell’ex Museo Civico di Agrigento” è una pubblicazione promossa dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, in collaborazione con il Comune e altri enti, che raccoglie studi e contributi scientifici su materiali lapidei – principalmente sculture, bassorilievi e iscrizioni – databili dal Rinascimento al Barocco.

• Introduzione

L’opera è frutto della collaborazione tra la Regione Siciliana e le istituzioni locali per valorizzare e rendere accessibili importanti manufatti storici, in particolare quelli ospitati presso l’ex Museo Civico di Agrigento e ora esposti nel Monastero di Santo Spirito. L’obiettivo è rafforzare l’identità culturale del territorio agrigentino e promuovere il turismo attraverso la valorizzazione di questi beni culturali

Visione curatoriale

Gabriella Costantino evidenzia l’importanza della ricerca su frammenti provenienti da chiese e palazzi nobiliari agrigentini, molti dei quali distrutti o trasformati. L’identificazione di questi reperti si basa su studi archivistici, iconografici e stilistici, con un focus su autori come Laurana, Gagini e Mazzolo. Il volume vuole restituire alla memoria collettiva testimonianze della storia urbana e artistica di Agrigento.

Analisi dell’epigrafe del 1293

Un ampio approfondimento viene dedicato a un’importante iscrizione marmorea del 1293, attribuita a Federico III. L’iscrizione, in versi latini, celebra la costruzione o il restauro di un’opera pubblica ad Agrigento. Gli studiosi ipotizzano si tratti di una fontana o di un ponte, date le espressioni “pocula dans genti” e il contesto topografico. L’epigrafe è interpretata anche come strumento di propaganda, in quanto esalta le virtù imperiali del sovrano e il legame con la tradizione normanno-sveva

Gesù nel Sepolcro – testimonianza rinascimentale

Un bassorilievo marmoreo raffigurante Gesù nel Sepolcro, conservato al Monastero di Santo Spirito, è analizzato per le sue caratteristiche stilistiche. Attribuito alla scuola di Francesco Laurana o dei Gagini, l’opera mostra l’influenza della scultura classica nel Rinascimento agrigentino. Il rilievo sarebbe legato alla famiglia Montaperto e alla loro cappella funeraria

Cristo nel Sepolcro – Iconografia e stile

Il rilievo marmoreo raffigurante Gesù nel Sepolcro è attribuito alla scuola di Francesco Laurana e rispecchia la rinascita della scultura agrigentina. Cristo appare in una posizione frontale e ieratica, simbolo della resurrezione e della regalità divina, con Maria e Giovanni come testimoni del mistero pasquale

Fontana da lavabo – Arte francescana e scuola gaginesca

Il lavabo da sacrestia con stemmi francescani del 1510 riflette l’estetica del primo Rinascimento e la sensibilità liturgica dei francescani. È legato al Convento di San Nicola o San Vito e realizzato secondo canoni artistici che richiamano la scuola di Domenico Gagini, combinando funzionalità e simbolismo religioso, con iscrizioni moralizzanti e decorazioni con monogrammi e volti angelici .

Decorazioni grottesche e bestiari simbolici

Elementi scultorei con mascheroni, sfingi, grifoni e candelabre derivano da modelli manieristi influenzati da Antonello Gagini e diffusi attraverso i palazzi nobiliari e le chiese di Agrigento. Molti di questi frammenti provengono da edifici scomparsi, come la Chiesa del Carmine o il Convento di Sant’Anna, e sono attribuiti a Giovan Battista Mazzolo, attivo tra Palermo e Messina

Ipotesi di attribuzione e ricostruzione storica

La stella a otto punte e altre iconografie suggeriscono un legame con i Templari e la cultura chiaromontana. I rilievi e frammenti di colonne, paraste e capitelli sono confrontati con il Monumento all’Ammiraglio Balsamo di Messina per confermare la mano del Mazzolo. Elementi decorativi analoghi sono rinvenuti anche nel portale cinquecentesco di Palazzo Galifi ad Agrigento

Attività di tutela e musealizzazione

Un capitolo è dedicato alle attività catalografiche del Museo Civico di Agrigento e alla ricollocazione dei frammenti in un contesto museale coerente. Gli interventi di restauro, come quello sullo stemma dei De Marinis, mostrano un alto livello di cura conservativa. Tecniche di pulitura, consolidamento e protezione chimica sono illustrate con dettagli fotografici e tecnici

Documentazione storica e ricostruzioni architettoniche

Fotografie d’archivio e carteggi comunali sono stati fondamentali per attribuire i frammenti architettonici a edifici precisi, come la Chiesa del Carmine e la Porta del Marchese. La catalogazione sistematica ha permesso di elaborare ricostruzioni ipotetiche che restituiscono una visione organica del patrimonio perduto e ora in parte recuperato

Elio Di Bella

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: agrigento, agrigento arte, agrigento storia

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