La storia del Monte San Calogero, leggenda di fede e natura. Scopri segreti e tradizioni
Sapevate che in Sicilia c’è una montagna che prende il nome dal santo più amato dagli Agrigentini?
Sul giornale online “Balarm” l’architetto e giornalista Roberto Tedesco ci illustra questa sorprendente curiosità che certamente piacerà agli agrigentini in particolare.
La Sorpresa del Monte San Calogero: Una Montagna con Storia
Il monte San Calogero in epoca antica conosciuto con il nome Eurako… con i suoi 1326 metri dal livello del mare è la montagna che domina il golfo di Termini Imerese.
Tradizioni e Leggende: L’Eremita San Calogero e i Suoi Miracoli
Il giornalista ci spiega le origini del suo nome: “La tradizione ci riferisce che intorno al secolo IV d.C. un eremita greco, seguace della regola di San Basilio, si rifugiò, a causa delle persecuzioni degli imperatori Diocleziano e Massimiliano, su questo monte. Calogero, questo era il suo nome, era un eremita che osservò rigide regole di penitenza e privazioni con il principale scopo di evangelizzare il territorio di Terme e Caccamo”.
San Calogero su quel monte operò diversi miracoli, scacciò i diavoli che infestavano le sorgenti di acqua in cima al monte. E di questa sua permanenza lasciò un segno: una impronta del piede nella roccia. La popolazione in quel tempo gli fu molto grata perché San Calogero trasformò una nuova sorgente amara fatta sgorgare dal demonio in una limpida e potabile sorgente.
“Un’altra leggenda ci informa che una delle sorgenti d’acqua è di colore scuro perché in essa un giorno si dissetò il demonio mentre si aggirava in prossimità del rifugio del Santo per attuare una delle sue solite tentazioni” aggiunge Roberto Tedesco.
Conflitti Storici e Culto Religioso: Da Termini a Caccamo
Termini e Caccamo si contesero per il possesso del monte quando Manfredi Chiaramonte, che gli agrigentini conoscono bene perché operò anche a Girgenti “si impossessò arbitrariamente dell’altura, a quel tempo ricoperto da un immenso bosco. I Termitani gli consegnarono antichi documenti rivendicando il possesso della montagna, ma Manfredi “ non volle tenere conto delle richieste”.
I termitani si appellarono al Re e ottennero giustizia, due secoli dopo sulla vetta del monte i termitani costruirono “una piccola chiesa dedicata a San Calogero, di cui ancora oggi sono visibili pochi ruderi. Gli anziani riferiscono, che fino alla metà del secolo scorso, era custodita una statua del santo, scolpita nella pietra, che qualche sconsiderato ha scagliato nell’impluvio del ‘canalone del diavolo'”.
Il Patrimonio Naturale e Spirituale: L’Area Protetta e l’Eredità di Termini Imerese
Oggi il massiccio montuoso è un’area naturale protetta ricadente nei territori di Caccamo, Sciara e Termini Imerese.
Infine “lo stemma di Termini Imerese ritrae un maestoso monte sulla cui sommità notiamo San Calogero, il primo patrono della città”, conclude Roberto Tedesco.
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Fonte: Balarm


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