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san gregorio modifica il tempio della Concordia
san gregorio modifica il tempio della Concordia

San Gregorio agrigentino

30 Aprile 2025 //  by Elio Di Bella

La storia di Agrigento è stata plasmata da una varietà di attori nel corso dei secoli, sia in ambito religioso che secolare.


Ricordiamo la figura di Gregorio di Agrigento, il più grande vescovo prima della dominazione araba

Tra le figure religiose, spicca sicuramente la figura del Vescovo Gregorio di Agrigento. È venerato nella tradizione cultuale e liturgica delle Chiese orientali fin dal IX secolo. La sua biografia, attribuita all’abate Leonzio di San Saba a Roma e composta tra l’VIII e il IX secolo, prima della conquista araba di Agrigento, rappresenta una testimonianza importante.

Trasformò il Tempio della Concordia

Questa biografia potrebbe essere stata scritta per difendere i possedimenti della chiesa di Roma dalle confische e per sottolineare la legittimità della presenza della chiesa nel territorio, forse anche menzionando un’ipotetica donazione di “metà della città di Agrigento” al suo vescovo da parte dell’imperatore di Costantinopoli. Alcuni studiosi ritengono che la trasformazione cristiana del Tempio della Concordia risalga al periodo bizantino, in particolare all’opera di conversione cristiana compiuta dal vescovo Gregorio alla fine del VII secolo d.C.

Il culto di San Gregiorio

L’esistenza della sua biografia suggerisce che l’area dell’antico temenos di Agrigentum, ormai ruralizzata, facesse parte nell’VIII secolo del Patrimonii Sancti Petri, con la presunta dedica della nuova cattedrale ai santi Pietro e Paolo come ulteriore prova del legame voluto dal Papa.
Il culto di San Gregorio nel Tempio della Concordia si conservò fino alla fine del XVIII secolo.

Le opere

L’Abbazia di San Gregorio e il suo annesso monastero, definiti come un’ampia proprietà agricola (“fondo San Gregorio”), secondo Catullo Mercurelli, sopravvissero durante la dominazione islamica e furono un punto di riferimento per i pochi cristiani che vivevano nei dintorni.
Le fonti medievali attestano la pertinenza agricola dell’abbazia greca di San Gregorio, che potrebbe spiegare la presenza di fornaci nella valle dei templi.

Il Monastero

Al momento della fondazione del vescovado di Agrigento nel 1098, il monastero aveva una certa rilevanza economica, e in seguito il vescovo agrigentino chiese insistentemente al re Guglielmo di reintegrare i territori dell’abbazia nella sua diocesi.
Ottavio Gaetani, nel XVIII secolo, tentò di collocare cronologicamente San Gregorio nel VI secolo, sotto l’imperatore Giustiniano I, datando la sua ordinazione a vescovo di Agrigento nel 555 d.C.
Questa cronologia fu accettata da altri autori, tra cui Rocco Pirri. San Gregorio è anche annoverato tra i vescovi agrigentini di altissima fama nel IX secolo, insieme a Libertino, Potamione, ed Ermogene.

Il ruolo dei primi vescovi

Più in generale, la Chiesa e i vescovi locali ebbero un ruolo fondamentale nella storia di Agrigento a partire dall’età paleocristiana.
La religione cristiana, divenuta ufficiale dall’V secolo in poi, portò alla trasformazione di testimonianze dell’antico culto pagano in chiese sotto l’impulso dei vescovi.

Le trasformazioni dei templi


Le vicende del riuso cristiano dei templi pagani furono complesse ed eterogenee, portando talvolta alla distruzione, all’abbandono o alla conversione di questi edifici a luoghi di culto cristiano. Questa pratica di trasformazione dei templi pagani è ben attestata nell’epoca.
Esempi di questa trasformazione includono il cosiddetto Oratorio di Falaride a Poggio San Nicola, la cui trasformazione cristiana è comprovata, e il tempio C (di Demetra e Persefone) lungo le pendici orientali della Rupe Atenea, trasformato in chiesa dedicata a San Biagio verso la fine del XII secolo.

Elio Di Bella

Categoria: Storia AgrigentoTag: agrigento, girgenti, san gregorio di agrigento, valle dei templi

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