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fontana al molo
fontana al molo

Porto Empedocle, due secoli fa le ragazze rischiavano lo stupro per una brocca d’acqua

13 Agosto 2024 //  by Elio Di Bella

Le difficili condizioni delle “zitelle” del Molo Girgenti costrette a rifornirsi d’acqua di notte nel 1834. Il timore del Sindaco per l’assalto di stupratori

Il documento del 1834. che pubblichiamo di seguito, conservato presso l’Archivio di Stato di Agrigento, offre uno spaccato interessante della vita quotidiana e delle dinamiche sociali nel piccolo centro portuale di Molo di Girgenti (l’odierna Porto Empedocle).

Contesto storico

Nel XIX secolo, la Sicilia era ancora sotto il dominio dei Borboni, un periodo caratterizzato da una gestione centralizzata e spesso inefficace delle risorse, con frequenti tensioni tra le autorità locali e le esigenze della popolazione. Il Molo di Girgenti, un centro portuale di rilievo per l’economia locale, si trovava in una posizione strategica, ma le sue infrastrutture erano spesso inadeguate per supportare le esigenze della popolazione residente e dei numerosi marinai e viaggiatori che transitavano per il porto.

Analizzandolo da una prospettiva di microstoria, possiamo evidenziare diversi punti critici:

Infrastrutture e salute pubblica:

Il testo evidenzia che l’approvvigionamento idrico era centralizzato in un unico “capo d’acqua”, il che significa che la popolazione del borgo e le necessità del porto dovevano condividere la stessa fonte d’acqua.

Questo crea immediatamente una situazione di scarsità e competizione per una risorsa vitale.

L’acqua, per di più, era contaminata da terra a causa della cattiva costruzione dell’acquedotto, contribuendo a problemi di salute pubblica. Questo è un problema significativo in un contesto in cui le malattie legate all’acqua potevano facilmente diffondersi, data la mancanza di conoscenze avanzate sull’igiene e la medicina.

Stratificazione sociale e conflitti:

Emerge una chiara gerarchia nell’accesso all’acqua. I “servi di pena” (probabilmente detenuti dipendenti in lavori forzati) e i militari hanno la precedenza, costringendo la popolazione locale a rifornirsi di notte. Questo dettaglio illumina le tensioni sociali e le disparità di trattamento tra diversi gruppi all’interno della comunità.

Tensioni sociali e autoritarismo

Le tensioni sociali emergono chiaramente quando si descrive come i “servi di pena” abbiano la priorità nell’accesso all’acqua. Questi erano prigionieri o lavoratori forzati impiegati dal governo, che ricevevano il privilegio di prelevare l’acqua al mattino presto, lasciando la popolazione locale a doversi arrangiare durante la notte. Questa situazione era particolarmente problematica per le donne giovani, le “zitelle”.

Questioni di genere:

Il riferimento alle “zitelle” costrette ad allontanarsi dalle loro case di notte per rifornirsi d’acqua evidenzia le preoccupazioni morali e di sicurezza dell’epoca, rivelando aspetti della vita quotidiana delle donne e delle norme sociali vigenti.

Burocrazia e governance locale:

Il documento illustra la complessità della governance locale, con interazioni tra l’Eletto Aggiunto (un’autorità civile), il Comandante militare, l’Ingegnere Direttore dei Lavori Reali, e il Sindaco. Questa rete di autorità e la loro corrispondenza offrono uno sguardo sui meccanismi decisionali e sulle dinamiche di potere a livello locale. Il ruolo delle autorità e la risposta al problema

Il testo rivela la frustrazione del sindaco locale, Gerlando Contarini, che si trova a negoziare con le autorità superiori per ottenere una divisione equa dell’acqua. La risposta delle autorità militari, tuttavia, è indicativa di un atteggiamento burocratico e poco incline a soddisfare le esigenze della popolazione civile. L’ingegnere responsabile rifiuta di considerare la divisione dell’acqua, suggerendo piuttosto di riattivare un vecchio recipiente abbandonato. Questo suggerimento, sebbene pragmatico, sembra ignorare le difficoltà reali affrontate dalla popolazione e riflette un distacco tra le autorità e le realtà locali.

Conflitto tra usi civili e militari:

La disputa sull’uso dell’acqua tra la popolazione civile e le istituzioni militari/penali riflette le tensioni tipiche di una città portuale con presenza militare significativa.

Memoria storica e diritti:

Il riferimento al possesso dell’acqua da parte della popolazione “da circa un secolo” evidenzia come la memoria storica venisse utilizzata per rivendicare diritti e risorse.

Problematiche di sviluppo urbano:

Il documento accenna a un precedente punto di rifornimento idrico abbandonato, suggerendo che lo sviluppo urbano non sempre procedeva in modo lineare o razionale.

Dal punto di vista della microstoria, questo testo è particolarmente utile perché permette di analizzare come le politiche imperiali e centrali si traducevano in pratiche quotidiane e come le popolazioni locali cercavano di interagire con queste politiche per migliorare le proprie condizioni di vita. La resistenza del sindaco, che cerca di tutelare i diritti della popolazione locale, è un esempio di come le autorità locali cercassero di mediare tra le esigenze della comunità e le imposizioni delle autorità centrali.

In conclusione, il testo è una preziosa testimonianza delle difficoltà quotidiane affrontate dalla popolazione di Porto Empedocle nel XIX secolo e delle dinamiche di potere che influenzavano la gestione delle risorse vitali. Fornisce un quadro vivido della storia sociale e della struttura politica di una comunità siciliana in un periodo di cambiamento e tensioni, evidenziando al contempo le sfide che derivavano dall’integrazione di necessità civili e militari in un contesto locale.

il documento

Il Senato

del Capo Valle di Girgenti

                                                                                                                                                                     Girgenti 30 agosto 1834

L’Eletto Aggiunto del Molo con off. Del 28 cadente n. 207 si scriveva quanto appresso.

Trovandosi in questa Borgata un sol capo d’acqua quale và a scaturire nel mezzo di questa piazza, questa serve per uso di questi abitanti, e pei bastimenti ch’entrano in Porto.

Pella cattiva costruzione dell’acquidotto l’acqua che si beve è ripiena di terra e certamente fa male alla salute pubblica.

Indecente per le zitelle uscire di notte per attingere l’acqua

Intanto al far del giorno incominciano li servi di pena a riempir l’acqua coi barili, e la trasportano in case particolari, e varie, per cui il pubblico patisce dovendo cedere il luogo ai servi di pena, e son costretti ad andarci di notte tempo, cosa indecente pelle zitelle, che bisognano allontanarsi falle loro case in tempo di notte, e si è osservato che per il gran bisogno in stagione calda apprezzano il corso dell’acqua in varii punti.

Ad evitare simili sconcerti mi son diretto con questo Signoro comandante la Piazza Signor Sarzano, al quale proposi dividere il corso dell’acqua in mettà, restando metta pella truppa, e mettà per usi di questa popolazione, portando la mettà in un punto comodo a tutti gl’individui, e mi ha risposto così: “Interessato essendomi del contenuto del di lei gradevo foglio di ieri n. 2023; tantosto  resto interpellato l’Ingegnere Direttore di questi Reali Lavori, cui in pronto riscontro mi scrive così.

Dal di lei onorevol foglio stesso n. 429 rilievo le frivoli ragion di questo Eletto  Aggiunto pella divisione del daccionato, che conduce l’acqua al Molo per provvedere i legni ancorati in questo Porto, e per servizio del Bagno di questo Porto, e per servizio del Bagno dei servi di pena, e Militari di pertinenza del Real Governo, appresso della Real Marina con portarne le ragioni, che viene a mancare l’acqua a questa popolazione, e così crede scusarla pei misfatti, che accadono quasi ogni notte nel cennato decurionato, mentre pella stessa un tempo eravi al lato del Bevajo di Spinola un recipiente di fabrica, che veniva riempita dall’acqua, che scorreva dalla montagna vicino alla croce, e lo hanno abbandonato non so per qual motivo. E quindi gioverebbe che lo stesso richiedesse le provvidenze onde di nuovo situarsi la detta acqua, e non già pretender una tal divisione.

Si compiaccia intanto Ella Sign. Comandante riscontrare all’enunciato Eletto Aggiunto a volersi dirigere per tale interessante operazione alla commissione del Porto, e Molo residente in Girgenti, mi saprà viermeglio apprestarsi quei schiarimenti analoghi alla circostanza.

In conseguenza di ciò non avendo potuto trarre dal riferito Direttore soddisfacenti rischiarimenti pell’assunto di cui è parola, potrà compiacersi se lo  crede trarli dall’enunciata commissione, e così venire a capo dell’intento.

Or io dovendo sempre garantire i diritti di questa popolazione, non posso far di meno rapportarlo a lei, onde provocare gli ordini del Sig. Intendente. All’oggetto di far verificare la desiderata separazione dell’acqua, acqua che si possiede da questa popolazione da circa un secolo.

Ed io mi do il pregio a lei Sig. Intendente rapportarlo pella superiore di lei intelligenza e per emettere piacendole le analoghe provvidenze.

Il Sindaco Gerlando Contarini

Fonte Archivio di Stato di Agrigento

Categoria: Agrigento Racconta, In 5 MinutiTag: agrigento

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