Le antiche terme di Agrigento del IV secolo d.C. L’architettura, la tecnologia e il significato culturale di questi impianti termali unici nella Sicilia tardoantica
Gli scavi nel quartiere ellenistico romano di Agrigento hanno rivelato due complessi termali del IV secolo dC, offrendo preziose informazioni sull’architettura e la vita urbana tardoantica.
Caratteristiche strutturali
I due complessi, situa su terrazze separate, presentano somiglianze e differenze. Entrambi riutilizzano spazi preesistenti dei secoli II-I aC
Il complesso A include:
- Tre vani riscaldati e un frigidarium
- Un probabile apodyterium pavimentato in opus sectile
- Un ampio ingresso
- Vani accessori
La disposizione permetteva diversi percorsi interni, dall’ingresso verso l’apodyterium e poi al frigidarium o ai vani riscaldati.
Il complesso B, più piccolo, comprende:
- Vani riscaldati
- Un frigidarium con vasca rettangolare
- Un possibile tepidario
- Una probabile cisterna
Entrambi presentano caratteristiche tipiche dell’architettura termale tardoantica:
- Ipocausti con pilae in mattoni o calcarenite
- Praefurnia per l’immissione di aria calda
- Tubuli per il passaggio del calore nelle pareti
- Tubuli peduncolati nelle volte
- Vasche fredde rivestite in cocciopesto
- Pavimenti in opus sectile e cocciopesto
Mancano grandi vasche calde, forse sostituite da semplici labra. Le tecniche costruttive variano, suggerendo fasi diverse o maestranze differenti.
Gestione dell’acqua
L’approvazione idrica non è del tutto chiarito. Nel settore B c’era probabilmente una cisterna. Le terme potevano essere rifornite dal sistema idrico cittadino o dall’ipogeo Bonamorone. Lo smaltimento sfruttava la rete di ambito del quartiere.
Elementi decorativi
Nonostante la conservazione limitata, alcuni elementi suggeriscono un arredo di qualità:
- Pavimenti in opus sectile con marmi di reimpiego
- Rivestimenti in crosta marmorea
- Possibili elementi architettonici decorativi
- Tubuli fittili delle volte con funzione anche estetica
La decorazione in opus sectile trova confronti con esempi coevi come il Mitreo dei marmi colorati di Ostia.
Cronologia e fasi d’uso
Realizzati nel IV secolo dC, gli impianti rimasero in uso fino alla metà del V secolo. Subirono probabilmente manutenzioni e ristrutturazioni durante la loro vita.
Contesto urbano e sociale
La costruzione si inserisce nelle trasformazioni urbane di Agrigento nel IV secolo. La città mantenne un ruolo amministrativo ed economico importante, con:
- Persistenza dell’abitato nel quartiere ellenistico-romano
- Manutenzione della viabilità
- Trasformazioni di edifici pubblici
- Nuove strutture pubbliche
- Attività produttive extraurbane
- Formazione di un’area sepolcrale intra moenia
Le nuove terme indicano vitalità urbana e investimenti pubblici, ma anche cambiamenti nella gestione degli spazi.
Committenza e fruizione
La natura pubblica o privata degli impianti è dibattuta:
- Il complesso A potrebbe essere pubblico o semi-pubblico
- Il complesso B potrebbe essere un balneum privato
La presenza di due impianti vicini potrebbe indicare utenze differenziate. In ogni caso, testimoniano l’importanza del bagno nella cultura tardoantica e la capacità delle élite di investire in strutture di prestigio.
Confronti regionali
Gli impianti si inseriscono nello sviluppo dell’architettura termale tardoantica in Sicilia, con confronti a Lilibeo, Vito Soldano, Sofiana, Piazza Armerina e Gerace. Un caso interessante è il complesso di Aquae Labodes (Sciacca), ricostruito da funzionari imperiali nel IV secolo.
Significativo storico e culturale
Le terme agrigentine indicano:
- Vitalità urbana e prosperità economica
- Continuità culturale con la tradizione romana
- Importanza regionale di Agrigento
- Trasformazioni sociali nelle forme di evergetismo
- Capacità di adattamento urbano
Considerazioni finali
Gli impianti offrono uno spaccato della vita urbana nella Sicilia tardoantica, riflettendo continuità e innovazioni nell’architettura termale. La loro scala contenuto potrebbe indicare un’utenza ristretta o nuove abitudini di balneazione.
La questione della committenza rimane aperta, ma la loro realizzazione testimonia la presenza di un’élite attiva e la vitalità di Agrigento nel IV-V secolo.
Le terme rappresentano un tassello importante per comprendere le trasformazioni urbane nel passaggio dall’antichità al medioevo, inserendosi nel dibattito sul ruolo dei bagni nella società tardoantica.
La loro presenza, insieme ad altri indicatori di vitalità urbana, suggerisce che Agrigento mantenne un’importanza regionale almeno fino al V secolo.
Ulteriori indagini potranno chiarire aspetti ancora dibattuti, come l’approvazione idrica e le fasi di vita degli edifici, affinando la comprensione di questi complessi e del loro contesto urbano.


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