Un video eccezionale sulla storia della Stazione Centrale di Agrigento, dal 1933 ad oggi. Un viaggio nel tempo tra fascismo, sviluppo urbano e cambiamenti sociali.
Inaugurazione
La stazione centrale di Agrigento è stata inaugurata il 28 ottobre del 1933, in occasione del dodicesimo anniversario della marcia fascista su Roma. Sino a quel giorno era l’attuale stazione bassa lo scalo ferroviario principale nel capoluogo.
Dalla Stazione Bassa alla Stazione Centrale
Quella piccola stazione era stata realizzata alla fine del secolo scorso, ma da tempo ormai veniva ritenuta insufficiente e la popolazione agrigentina invocava un servizio ferroviario più moderno e più vicino al centro cittadino.
Il decreto del 1920
Il 10 maggio 1920, finalmente gli agrigentini appresero che era stato approvato un decreto ministeriale che finanziava la costruzione di una stazione ferroviaria in piazza Ravanusella, poi il progetto venne per motivi economici venne considerato pochi anni dopo dal governo fascista su sollecitazione di vari gerarchi locali.
Mussolini pose la prima pietra
Fu lo stesso Benito Mussolini in visita a Girgenti a porre la prima pietra della nuova stazione centrale.
Il progetto
Era il 10 maggio 1924, il progetto venne affidato al geometra Luigi Caruana Aragona, valido assistente tecnico delle ferrovie, che oltre alle principali opere di architettura che ancora oggi ammiriamo, realizzò anche il tracciato di collegamento con la stazione bassa.
Accantonata l’idea di innalzare la stazione in piazza Ravanusella per non creare difficoltà al vicino pastificio Piedigrotta, gestito da alcuni gerarchi fascisti.
A pochi passi da Porta di Ponte
La centrale di Girgenti source è a pochi passi da Porta di Ponte, la natura geologica dei terreni sui quali si decise di costruire il nuovo tronco ferroviario impose però importanti opere di sostegno e consolidamento e,
tra l’altro, anche l’abbattimento di gran parte di ciò che era rimasto delle antiche mura medievali e dei torrioni che le intervallavano.
il tracciato
Lungo il nuovo tracciato venne costruito un sottopassaggio per assicurare le comunicazioni tra il pastificio Piedigrotta, che sorgeva nell’area oggi occupata dagli uffici dell’INAIL, e l’attuale via Empedocle.
Fu necessario anche dotare la stazione di una piattaforma girevole per consentire alle locomotive a vapore di poter invertire l’ordine di marcia. Quando la stazione centrale venne inaugurata il servizio viaggiatori era disimpegnato mediante sei binari: 4 a scartamento normale e due a scartamento ridotto.
I servizi
Per il personale viaggiante, per gli impiegati c’erano molti utili servizi che trovarono una sede e ben adeguata nei due stabili della stazione.
Ospitalità
Vennero ospitati nella nuova stazione il comando della milizia fascista, gli uffici della questura, delle poste, dei carabinieri, oltre ai bagni, al refettorio, ai dormitori per il personale viaggiante e ai vari uffici legati al funzionamento del servizio ferroviario.
All’ampio atrio di ben 160 metri quadrati fanno capo ancora oggi due scaloni che portano all’atrio superiore, in cui sono stati realizzati altri ampi locali per la ristorazione e i servizi di informazione e di raccolta dei bagagli.
La piazza Stazione
Ma con la nascita della stazione centrale venne anche notevolmente modificata l’intera area del centro cittadino interessata dalle nuove costruzioni. La piazza antistante venne riempita e fu ben livellata ed asfaltata; vi arrivarono immediatamente le carrozzelle insieme ai taxi e agli autobus.
Al centro della piazza venne disposta una piattaforma triangolare che fino a qualche decennio fa serviva da spartitraffico.
La piccola scarpata che sorge a destra verso porta di ponte venne trasformata in un giardinetto, e un tappeto di fiori indicava il giorno e l’anno.
La villa Magiotto
Sulla parte opposta si estendeva la villa Maggiotto, con giardini e fontanelle ben curati.
Oggi questi spazi sono stati inghiottiti dal cemento ed anche piazza Marconi è divenuto un circuito infernale per autobus, auto, pedoni e neppure con la costruzione dei sottopassaggi si è riusciti nell’intento di decongestionare il traffico.
Conclusione
Negli anni passati è stato anche proposto di tornare a far confluire l’intero movimento ferroviario nell’attuale stazione bassa, ma non sembra che la proposta abbia avuto molto successo.
Lo stemma della Repubblica
In fondo, nonostante tutto, gli agrigentini sembrano affezionati al semplice e lineare prospetto della stazione centrale e allo stemma della repubblica,
che sostituì poco dopo la fine della guerra il fascio littorio che il regime fascista aveva posto sopra la cuspide dell’orologio nel giorno dell’inaugurazione.


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