I dettagli dell’epica Battaglia delle Isole Egadi del 241 a.C., che ha definito il futuro di Roma e Cartagine. Esplora reperti unici e storie affascinanti di eroismo e strategia
Introduzione alla Prima Guerra Punica
Intorno alle isole Egadi al largo della costa occidentale della Sicilia, tra Romani e Cartaginesi giunse il giorno della resa dei conti. Era il Il 10 marzo 241 a.C. quando da tempo le tensioni tra le due superpotenze dell’antichità erano al culmine.
L’Ascesa di Roma e Cartagine: Competizione per il Mediterraneo
Entrambe avevano un solo obiettivo: il controllo sul Mediterraneo. Tutto era nato da quello che sembrava uno scontro di poco conto nel 264 a.C.
Ma da allora e nei successivi vent’anni le battaglie divennero numerose e sempre più dure, impoverendo la flotta e le finanze romane
Nel 243 a.C. i privati cittadini romani più dovettero finanziassero una nuova flotta perché era del tutto scontato che la guerra sarebbe stata condotta soprattutto in mare.
La Decisiva Battaglia delle Isole Egadi
Nella battaglia delle Isole Egadi la marina romana venne sostanzialmente distrutta e Roma, fu costretta ad un trattato, che includeva il ritorno di tutti i prigionieri di guerra , un pesante tributo annuale e il ritiro dalla Sicilia e dalle sue isole minori.
Ingenuità cartaginese
I Cartaginesi a quel punto non si sarebbero mai aspettati nuovi tentati romani per tornare alla guerra e trascurarono di potenziare la loro forza navale.
Pertanto, furono presto sconfitti, perdendo cinquanta navi, che vennero affondate e settanta catturate con i loro equipaggi.
Le scoperte dell’archeologia subacquea
Recenti esplorazioni subacque nello specchio d’acqua di quelle battaglie, nei pressi dell’isola di Levanzo, hanno portato alla luce i resti di diverse navi che furono impegnate in quella storica battaglia finale.
Arieti in bronzo
I subacquei hanno restituito soprattutto i rostra (iscrizioni in latino o in punico), arieti in bronzo che venivano montati sulla parte anteriore delle navi da guerra per colpire le navi nemiche.
Nei rostra romani leggiamo i nomi dei magistrati incaricati dei lavori, come i questori Lucio Quinzio, Marco Pubblico e Caio Papirio, e riportano i simboli di vittoria, come elmi da battaglia piumati e personificazioni alate della Vittoria
L’Eredità di Siracusa e l’Ascesa di Roma
Quegli eventi indussero Siracusa a passare dalla parte dei romani, dopo una breve alleanza iniziale con i Cartaginesi. Il re Gerone II divenne fedele a Roma e ottenne che il suo territorio e gli abitanti venissero trattati dai romani meglio rispetto al resto della Sicilia, ricevendo lo status di alleato e godendo di una certa indipendenza quando l’isola divenne la prima provincia ufficiale dell’Impero Romano.
Siracusa torna a sfidare Roma
Meno di trent’anni dopo, però il nipote di Gerone II, Geronimo, dichiarò guerra a Roma, nel tentativo di ottenere la completa autonomia e si schierò con i Cartaginesi sin dall’inizio Seconda Guerra Punica.
I Romani conquistano la Sicilia
Siracusa venne assediata dai romani per quasi tre anni, dal 213 al 211 a.C. durante i quali Siracusa fu difesa dalle ingegnose invenzioni di Archimede
finchè lo scienziato siciliano non venne ucciso e la città fu definitivamente occupata dal generale romano Marcello. Siracusa perse così la sua autonoma e tutta l’isola passò a Roma.


Vicari delle Due Sicilie: Storia e Potere dal Medioevo al 1860