Nel Medioevo, diversi ordini monastici e religiosi ebbero una notevole influenza sulla città di Agrigento, contribuendo alla sua fisionomia urbanistica, alla vita sociale ed economica, e al panorama religioso.
Gli ordini che ebbero un impatto significativo ad Agrigento:
Monachesimo Greco:
Il monachesimo in Sicilia, di rito greco o latino, risale al IV secolo. La pratica ascetica collettiva, in particolare secondo la regola basiliana, era diffusa.
Ad Agrigento è documentata l’esistenza di un gruppo di monaci greci residenti nel Medioevo, con la presenza della Abbacia Sancti Gregorii Grecorum.
Il genitivo “Grecorum” nel nome dell’abbazia ha un chiaro valore identitario, legato a una tradizione greca di epoca bizantina (VI-VIII secolo) e alla sopravvivenza della componente greca sotto la dominazione araba.
Questa comunità monastica era attiva almeno fino alla fine del VII secolo nel nuovo assetto altomedievale di Agrigento.
monastero di San Gregorio
Il monastero di San Gregorio era esente dal pagamento di qualsiasi tributo alla chiesa agrigentina, essendo un’abbazia regale o imperiale.
Godeva di una certa rilevanza economica, possedendo terre, villani, e probabilmente era responsabile di un atelier ceramico situato in un sito legato alla proprietà ecclesiastica.
La sua autonomia fiscale e amministrativa rispetto al nuovo potere episcopale latino, imposto dalla ricristianizzazione normanna, potrebbe aver contribuito al suo ruolo nell’organizzazione delle attività produttive.
Ruggero I appoggiò inizialmente i monasteri greci nell’isola, inclusa l’Abbacia Sancti Gregorii Grecorum e il monastero greco di San Giorgio di Triocala (nell’agrigentino, vicino Caltabellotta).
Cistercensi:
L’ordine cistercense, fondato nel 1098, ebbe il suo primo insediamento in Sicilia nel 1172. Ad Agrigento, il monastero di Santo Spirito, noto come Badia Grande, è un importante esempio di architettura cistercense, influenzata dal linguaggio architettonico chiaramontano.
Questo complesso fu donato alla fine del XIII secolo dalla nobile Marchisia Prefoglio, moglie di Federico I Chiaramonte, all’abate cistercense di Santo Spirito di Palermo e a un commissario del monastero di Casamari.
Il monastero fu ristrutturato all’inizio del XIV secolo, anche grazie alle disposizioni di Marchisia Prefoglio. Nonostante inizialmente si trovasse fuori dal nucleo urbano, fu poi inglobato all’interno delle mura nel Trecento.
Benedettini:
I monasteri organizzati secondo la regola benedettina non erano presenti in Sicilia prima dell’epoca normanna. Fazello menziona un monasterium Monialium D. Benedicti tra le opere significative nella città.
Inoltre, a seguito di provvedimenti papali e dell’indulgenza del vescovo Bertoldo, alcuni francescani (fraticelli) furono assolti nel 1319 a condizione di abbandonare il loro abito, passare all’ordine di San Benedetto e visitare la tomba di San Gerlando.
Trovavano rifugio presso l’Abbazia di San Nicola, e la presenza benedettina in questo luogo è ipotizzata intorno al 1322.
Ordini Mendicanti:
A partire dal XIII secolo, l’insediamento degli Ordini mendicanti cambiò l’aspetto delle città, con la costruzione di conventi che divennero centri dei quartieri.
Ad Agrigento, questi includevano i Domenicani (Frati predicatori), i Francescani, gli Agostiniani, i Carmelitani, e varie branche dei Francescani come i Minori Osservanti, Riformati, Minori Conventuali, e Cappuccini. La proliferazione di reliquie, i lasciti ereditari e la trasformazione edilizia furono di straordinaria importanza grazie a questi ordini.
I Francescani (Frati Minori) ebbero un ruolo particolarmente rilevante.
Il loro messaggio evangelico trovò presa soprattutto su nobili e mercanti ad Agrigento. Si insediarono nella zona sud-orientale, dove si sviluppò un borgo attorno alla loro chiesa.
I Francescani dovettero confrontarsi con i Chiaromonte, ricevendo lasciti e sostegno, sebbene il rapporto non fosse sempre facile. Furono impiegati in campo amministrativo e come pacificatori. Nonostante periodi di difficoltà economica, il convento di San Francesco risultò avere la rendita più alta tra i monasteri cittadini nel 1456/1457.
La chiesa e il convento necessitarono di restauri finanziati dal re Alfonso V.
Vescovi francescani ricoprirono la cattedra agrigentina. Il convento di San Francesco divenne anche luogo di riunione del Consiglio Civico.
I Domenicani sono menzionati da Fazello e ricevettero lasciti dalla famiglia Chiaromonte.
I Carmelitani sono anch’essi citati da Fazello come aventi un convento.
Ordini Militari:
l’Ospedale dei Teutonici (Ordine Teutonico) tra le strutture che spiccano nei borghi inglobati nelle mura trecentesche.
In sintesi, la chiesa agrigentina nel Medioevo fu caratterizzata dalla presenza e dall’interazione di diverse istituzioni monastiche e religiose, dai più antichi insediamenti greci (Basiliani, Abbazia di San Gregorio) alle nuove fondazioni normanne (Cistercensi) e all’importante arrivo degli ordini mendicanti (Francescani, Domenicani, Carmelitani, Agostiniani) che ridefinirono il tessuto urbano e sociale, spesso legandosi strettamente alle potenti famiglie feudali come i Chiaromonte. Anche l’ordine benedettino ebbe una presenza, in particolare attraverso un monastero femminile e come luogo di rifugio. La presenza di un ospedale legato a un ordine militare (Teutonici) completa il quadro delle istituzioni religiose attive in città.


Chiese medievali di Agrigento: tra spiritualità e strategie urbane