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Chiesa di SANTO SPIRITO
Chiesa di SANTO SPIRITO

Chiese medievali di Agrigento: tra spiritualità e strategie urbane

3 Maggio 2025 //  by Elio Di Bella

Nel Medioevo, la chiesa agrigentina (sia come istituzione che come edifici) ebbe un ruolo centrale nella vita della città e nella sua trasformazione urbanistica.

Sulla collina di Girgenti

La città di Agrigento, dopo il ritiro sull’acropoli (collina di Girgenti) in seguito all’occupazione islamica nell’829 d.C., vide il suo tessuto urbano strutturarsi in maniera definita, leggibile ancora oggi nonostante la scomparsa della maggior parte delle testimonianze architettoniche medievali.

Questo sviluppo avvenne sulla collina di Girgenti fino ai giorni nostri, mentre l’area della città antica a valle divenne una cava di materiali da costruzione e, dall’età normanna, fu destinata all’impianto di vigneti.

I Chiaramonte

La fisionomia della città medievale è da ricondurre principalmente alla presenza della famiglia feudale dei Chiaromonte, insediatasi dal 1342 e rimasta al potere fino al 1392.
Questa famiglia esercitò un potere economico e politico che ebbe ripercussioni sull’urbanistica e sulle realizzazioni edilizie. Essi furono committenti dell’ampliamento della cinta muraria urbana e di numerose architetture religiose e civili.

Tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento, le chiese e i conventi assunsero un ruolo fondamentale nella vita cittadina, grazie al potere esercitato dal vescovo.

L’insediamento degli ordini monastici incrementò la proliferazione di nuovi edifici conventuali e alimentò la necessità di ristrutturare le chiese esistenti.

I conventi

La città dei Chiaromonte crebbe e si aggregò attorno alle chiese parrocchiali e ai conventi degli ordini monastici e militari. Fazello, ad esempio, sottolinea il contributo fondamentale di opere come un tempio molto grande (probabilmente la Cattedrale), i conventi di San Domenico, San Francesco, dei Carmelitani, il monastero delle Monache di San Benedetto, l’Ospedale, le mura e un ponte.

Molti edifici religiosi medievali di Agrigento sorsero su strutture più antiche:

La Cattedrale, intitolata a San Gerlando, ebbe la sua prima edificazione nel periodo normanno (1096-1102) in un luogo fortificato sulla collina di Girgenti, denominato “ecclesia munita”. Sorgeva accanto al castello arabo.

Rappresentanti di note casate feudali scelsero la Cattedrale come luogo di sepoltura. Veniva utilizzata anche come sede del tribunale ecclesiastico e per messe in occasione di eventi profani.
Le fonti menzionano restauri e penuria di fondi tra il XII e XV secolo. Grandi blocchi di pietra dall’antica città a valle furono trasportati per costruire la torre della cattedrale sotto il vescovo Gualtiero, durante il regno di Ruggero II.

Santa Maria dei Greci

La chiesa di Santa Maria dei Greci si trova nel centro storico di Agrigento e si caratterizza per la sua semplice architettura medievale e la sua antichità.

Fu costruita sui resti dell’antico tempio greco dedicato alla dea Atena (o Giove Polieus), edificato nella seconda metà del V secolo a.C.. Venne trasformata in luogo di culto cristiano di rito greco-ortodosso già in epoca bizantina.


Ebbe il ruolo di chiesa principale fino alla costruzione della Cattedrale di San Gerlando.
La chiesa attuale fu edificata a partire dal XIII secolo. La struttura architettonica bizantina originale subì importanti trasformazioni nel corso dei secoli.
Il portone d’ingresso in stile gotico, risale all’epoca chiaramontana (XIV secolo).

L’interno è a tre navate con colonne che sorreggono archi gotici, e nicchie che contengono resti delle colonne doriche del tempio greco preesistente.
Nella navata destra è presente un grande affresco medievale raffigurante scene della vita della Vergine (1490-1510). Sepolture probabilmente islamiche sono state rinvenute nei pressi della chiesa.
Resti di una necropoli sub divo, riferibili ai momenti iniziali di vita della Chiesa fondata sul tempio greco, sono stati trovati sotto l’ex-sacrestia.

Chiesa di Santo Spirito

La Chiesa di Santo Spirito, nota come Badia Grande, insieme al monastero, è uno dei monumenti più importanti di Agrigento.

La sua presenza è certa alla fine del 1300. Fu donata alla fine del XIII secolo dalla marchesa Marchisia Prefoglio, moglie di Federico I Chiaromonte, alla confraternita dei Cistercensi.
Rappresenta un esempio di architettura cistercense condizionato dal linguaggio chiaromontano.
La facciata mostra elementi riconducibili al periodo chiaramontano, come il portale e il rosone. Un affresco con soggetto francescano al suo interno suggerisce una successiva committenza legata all’influenza francescana nei primi decenni del XV secolo.

chiesa di San Biagio

La chiesa di San Biagio, situata lungo le pendici orientali della Rupe Atenea, è un tempio greco (Tempio C, di Demetra e Persefone) trasformato in chiesa verso la fine del XII secolo.
È considerato un esempio significativo della seconda fase di cristianizzazione agrigentina.
Elementi del tempio pagano originario sono riconoscibili dall’esterno e reimpiegati nella costruzione della nuova chiesa. Le aggiunte medievali includono il portale d’ingresso ogivale e un oculo.

chiesa di San Nicola



La chiesa di San Nicola (e il convento annesso) a Poggio San Nicola ha una fase più antica attribuita ai Normanni, precedente l’arrivo dei Cistercensi in Sicilia
Un atto del 1181 fa riferimento a una chiesa preesistente dedicata a San Nicola.
L’edificio cistercense fu riprogettato su base modulare. Elementi come le bifore mostrano analogie con quelli presenti nel convento di Santo Spirito, inserendosi in un programma architettonico della famiglia Chiaromonte. L’area di Poggio San Nicola corrisponde all’agorà superiore/Foro dell’antica Agrigentum.

chiesa di San Gregorio

La Basilica Apostolorum, o la chiesa di San Gregorio con il suo monastero di rito greco (abbacia Sancti Gregorii Grecorum), è menzionata nell’XI secolo.
Potrebbe essere l’erede di una precedente basilica.
Il cambiamento di nome potrebbe essere legato alla sepoltura del vescovo Gregorio o al trasferimento della provincia ecclesiastica sotto Bisanzio.
La basilica vicino al Tempio della Concordia (trasformato nel VI secolo in basilica cristiana da parte del vescovo Gregorio), e il suo monastero, potrebbero essere stati punti di riferimento per la comunità cristiana durante l’epoca araba.

edifici religiosi

Altri edifici religiosi includono San Francesco, San Michele e San Pietro, borghi inglobati nelle mura nel Trecento, che ospitavano complessi monastici come San Francesco e Santo Spirito.

La pratica di convertire templi antichi in chiese cristiane, iniziata nell’Alto Medioevo, è ampiamente attestata ad Agrigento e ha contribuito alla conservazione di alcune strutture antiche. I resti dell’antica polis greca furono ampiamente riutilizzati come materiale da costruzione per la città medievale a partire dall’epoca normanna.

Nonostante queste testimonianze, gran parte della città medievale di Agrigento è oggi trasformata e alterata; ciò che rimane sono principalmente le trame urbanistiche e alcuni reperti nelle fondamenta degli edifici.

Categoria: Storia AgrigentoTag: Agrigento medievale

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