L’antica Camico era localizzata secondo Diodoro in un sito specifico nel territorio (agro) di quella che sarebbe diventata Acragante (l’odierna Agrigento).
Cosa dicono le fonti
Ecco cosa si apprende dalle fonti riguardo alla collocazione e descrizione di Camico secondo Diodoro:
Diodoro, dopo aver narrato l’arrivo di Dedalo in Sicilia, aggiunge che questo grande architetto edificò una città per il re sicano Cocalo in un sito del territorio ora detto acragantino, che era chiamato Camico.
Una città su una rupe
Camico viene descritta da Diodoro come “Una città su una rupe… assolutamente inespugnabile con la violenza”. Un artificio ne rese la salita angusta e tortuosa, tale da potersi difendere con tre o quattro uomini. Era considerata l’inespugnabile fortezza di Cocalo e descritta come opera di Dedalo.
S. Angelo Muxaro
S. Angelo Muxaro è identificato da molti studiosi come il centro più rappresentativo della Civiltà Sicana e nel suo territorio si identificherebbe la mitica Camico descritta da Diodoro.
Camico era rinomata nei tempi mitologici per la morte di Minosse, avvenuta mentre era ospite di Re Cocalo.
Il mito
Secondo il mito, Dedalo si era rifugiato presso Cocalo a Camico dopo essere fuggito da Creta. Minosse, inseguendolo, giunse in Sicilia e, dopo essere sbarcato sulle coste sicane, mandò ambasciatori a Cocalo per richiedere la consegna di Dedalo, ma fu invitato dal re sicano. Minosse morì a Camico, secondo una versione soffocato in un bagno caldo.
In epoca successiva, ai tempi di Erodoto, Camico era abitata dagli Agrigentini e Erodoto la chiama un phrourion (fortezza o castello) di Agrigento. Diodoro stesso chiama Camico un “castello degli agrigentini”.
La fortezza degli Akragantini
Alcuni autori, discutendo il testo di Diodoro, sottolineano che egli non avrebbe taciuto la circostanza se Camico fosse stata l’Acropoli stessa di Acragante; il fatto che la chiami un “castello” degli Agrigentini suggerisce che fosse un’entità separata ma sotto il loro controllo.
Una fonte riporta che Diodoro dice che Camico prese il nome da un fiume vicino.
Ai tempi di Strabone, Camico era considerata una città barbara della Sicilia e Strabone aggiungeva che era deserta.
In sintesi, secondo Diodoro, Camico era una città-fortezza nel territorio di Acragas, costruita da Dedalo per il re sicano Cocalo su una rupe quasi inespugnabile, famosa per gli eventi mitologici legati a Minosse, e successivamente divenne una fortezza degli Agrigentini.


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