Di cosa parliamo quando parliamo di Grand Tour? Spesso associamo il Grand Tour all’immagine romantica del viaggiatore solitario che contempla le rovine classiche. Tuttavia, i documenti storici ci rivelano una realtà più complessa: il Grand Tour, il Kavalierstour (il tour dei cavalieri) e la Bildungsreise (viaggio di formazione) erano varianti diverse del viaggio nobiliare della prima età moderna, tutte mirate all’acquisizione di sapere, cosmopolitismo e prestigio.
Se in Gran Bretagna il termine “Grand Tour” divenne sinonimo di un ampio viaggio educativo nel continente, la ricerca tedesca ha preferito il termine “Kavalierstour”. Questo riguardava i “cavalieri”, giovani uomini non ancora accasati e senza cariche ufficiali, che viaggiavano per studiare e acquisire meriti.
Le due anime del viaggio: Collezionismo Inglese e Diplomazia Tedesca
Esisteva una profonda differenza nell’approccio all’Italia e all’antichità tra le nazioni europee:
- Il Modello Britannico: Nel XVIII secolo, i britannici svilupparono una predilezione, talvolta famigerata, per l’Italia e per l’acquisizione di arte e antichità. Per loro, il Grand Tour era una questione di “connoisseurship” (l’essere intenditori) e passione per il collezionismo. Un esempio emblematico è il Conte di Arundel, che nel 1613-14 viaggiò fino a Napoli, interessandosi meno all’Italia contemporanea e più a quella classica, per formare il gusto artistico inglese attraverso i reperti antichi.+2
- Il Modello Tedesco (Kavalierstour): Per i nobili tedeschi, il viaggio aveva uno scopo più pragmatico: l’acquisizione di conoscenze per la conversazione a corte e l’amministrazione statale. Spesso il viaggio includeva lunghi soggiorni universitari e serviva a preparare i giovani a ricoprire cariche pubbliche al ritorno.
La Macchina Organizzativa: Costi e Rischi
Il viaggio aristocratico non era un’avventura solitaria, ma un’impresa logistica enorme. I giovani principi viaggiavano con un seguito che poteva arrivare a 20 persone, inclusi un Hofmeister (governatore/precettore), camerieri, musicisti e persino architetti.
- I Costi: Un viaggio di tre anni poteva costare fino a 23.000 Reichstaler (circa 700.000 euro attuali), una cifra che spesso costringeva le corti a indebitarsi pesantemente.
- I Pericoli: Non mancavano i rischi. Si riportano casi tragici, come quello del giovane Jacob Friedrich Maydel, ucciso in una rissa da osteria nel 1678, un evento che rappresentava la massima catastrofe per il precettore responsabile.
La Rivoluzione del Viaggio: L’Ascesa della Borghesia
Con la Rivoluzione Francese e l’industrializzazione, il paradigma cambiò radicalmente. La classe borghese iniziò a viaggiare non per tessere reti diplomatiche, ma per esperienza soggettiva e formazione professionale.
- Pragmatismo: I mercanti viaggiavano per studiare i metodi di produzione (spesso in Inghilterra).
- Sentimento: Nacque il “viaggio sentimentale” (sulla scia di Laurence Sterne), dove l’attenzione si spostava dai monumenti alle sensazioni personali e alla commozione di fronte alla povertà o alla bellezza.
Goethe e Seume: Due Modi di Vedere l’Italia (e il Sud)
Due figure chiave per la percezione tedesca dell’Italia, fondamentali anche per la storiografia siciliana:
1. Johann Wolfgang von Goethe: La Rinascita Estetica Il viaggio di Goethe (1786-1788) è descritto come una “crisi di mezza età” risolta attraverso una rinascita artistica a Roma.+1
- L’Approccio: Goethe cercava una metamorfosi personale. Per lui, l’Italia era un “museo a cielo aperto”, un’esperienza estetica dove il popolo veniva osservato con benevola condiscendenza, quasi come una “commedia dell’arte” vivente.
- Il Limite: La sua visione era spesso apolitica e ignorava le condizioni sociali reali, concentrandosi sull’ideale classico. Tuttavia, il suo passaggio a Napoli e in Sicilia fu decisivo per consolidare questo nuovo “Io” e raggiungere l’equilibrio interiore.
2. Johann Gottfried Seume: Il Viaggiatore Sociale In netto contrasto, l’autore presenta Johann Gottfried Seume, che nel 1802 intraprese la sua “Passeggiata a Siracusa” (Spaziergang nach Syrakus).
- A Piedi verso la Sicilia: Seume camminò letteralmente da Lipsia alla Sicilia (6000 km tra andata e ritorno) per “gironzolare un po’ sulla costa meridionale della Sicilia”.
- La Critica: A differenza di Goethe, Seume osservava con occhio critico, politico e sociale, attento alle ingiustizie e meno propenso all’idealizzazione classica.
Conclusione
L’evoluzione dal Grand Tour aristocratico al viaggio di formazione borghese ha gettato le basi del turismo moderno. Se i nobili cercavano legittimazione politica e i collezionisti inglesi cercavano il passato, figure come Seume aprirono la strada a un modo di viaggiare più empatico e attento alla realtà sociale dei territori visitati, inclusa la nostra Sicilia.
Elio Di Bella


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