Confini tra Akragas e le Polis Vicine
Sull’estensione costiera del territorio akragantino, Ciò che si può determinare più precisamente è quanto segue.”
“A est, il fiume Himera meridionale (fiume Salso) divideva i territori di Akragas e Gela.
Plutarco 1) annovera gli abitanti di Ecnomo, immediatamente sulla riva destra del fiume, come appartenenti ad Akragas;
da un passo di Diodoro 2) si evince, invece, che al tempo di Falaride un castello sulla riva sinistra apparteneva alla città di Akragas. Ai tempi di Agatocle, tuttavia, Ecnomo era considerata parte di Gela. Quanto a nord si estendesse il territorio, non si può determinare a causa della mancanza di informazioni.
A ovest si trovava il territorio di Selino.
Il Ruolo Storico del Fiume Halykos come Frontiera
Probabilmente il fiume Halykos (Platani) costituiva il confine. Dopo che Eraclea Minoa, città dei Selinuntini, fu conquistata da Eurileone, un compagno dello spartano Dorieo (Olimpiade LXX) 3), è possibile che uno dei fiumi più vicini, forse l’Isburos, abbia formato il confine.
4) Consideriamo, tuttavia, che da quando i Cartaginesi divennero potenti in Sicilia, il fiume Halykos viene menzionato più volte come confine tra il territorio cartaginese e quello ellenico,
5) quindi non ci sbagliamo se lo consideriamo, in generale, come confine occidentale al tempo del potere di Akragas.
Si ottiene così l’estensione approssimativa di 13° – 13° 57′ di latitudine sud da Greenwich, circa otto [unità] geografiche.”
Morfologia del Territorio: Dagli Altopiani ai Litorali
“Dopo questa panoramica generale dell’estensione del territorio, passiamo a esaminarne le caratteristiche.
Una pendenza notevole dei Nebrodi è presente, come su tutta la costa sudoccidentale, anche nella parte qui in questione.
La neve, che secondo Fazello copre le alture 9), scompare e, dopo una serie di boschi, lascia il posto a un piacevole altopiano collinare in graduale declivio, che tuttavia è generalmente poco ombreggiato dagli alberi – una circostanza che si riscontra anche in altre parti dell’isola.
Il tratto compreso tra l’Halykos e l’Himera, tuttavia, non si appiattisce affatto tanto quanto avviene nelle parti più a ovest di questa costa, ad esempio, nella zona costiera selinuntina.
Il fiume Halykos deve continuamente farsi strada attraverso i monti e bagna, poco prima della sua foce presso Eraclea, formazioni rocciose di calcare e gesso, che terminano nel promontorio di Capo Bianco.
3) Da qui l’altopiano si estende a una certa distanza dal mare con colline e valli alternate, ma comprende anche alture come quelle di Akragas ed Ecnomo.
La costa è rocciosa e non priva di pericolose correnti costiere 4), il che causò ingenti perdite di navi ai Romani nella prima guerra punica. Questa parte della costa, come anche il resto, offre solo pochi [porti], come quelli di Eraclea, Akragas 5) e alla foce dell’Himera, dove ora si trova il porto di Alicata.
Tuttavia, essi erano e sono tuttora soggetti a insabbiamento e, come Fazello ha giustamente notato basandosi su alcune testimonianze che riporta, dovettero essere protetti da questi inconvenienti mediante moli.
Perchè non fu una grande potenza navale
6) Pertanto, non troviamo una grande potenza navale presso gli Akragantini, nonostante la loro potenza e il loro splendore. Essi si limitavano a visitare le vicine coste dell’Africa con leggere imbarcazioni. Ancora oggi su questa costa vengono utilizzate frequentemente tali imbarcazioni, chiamate speronare.
7) La parte qui appartenente dei Nebrodi mostra nella sua formazione soprattutto calcare ricco di talco. Da qui sono costituiti i monti di Eraclea; e anche le miniere akragantine mostrano formazioni simili, mescolate con calcare conchigliare e sabbia marina.
Varietà del suolo
Tuttavia, il suolo è, in rapporto alla scarsa estensione del territorio, assai vario. A quelle alture di gesso e calcare si alternano argilla fertile nelle valli e pascoli grassi; si trovano persino zone sabbiose. Raramente, in verità, ricchi campi di grano interrompono quei pascoli e prati; ma numerosi arbusti di euforbia a altezza d’uomo e la palma nana mostrano, con la loro crescita rigogliosa, che il suolo ha solo bisogno di essere coltivato per produrre qualcosa di più utile e restituire all’isola il nome di granaio per le regioni vicine.
2) Ora, in verità – sia ringraziata la magnifica amministrazione! – il siciliano stenta e deve importare il grano dall’estero!
Boschi, Pascoli e Colture: La Ricchezza della Terra Akragantina
Vino e olio di Akragas erano già noti e famosi nell’antichità.
3) Mandorle, fichi, meloni, lino, riso e altri frutti prosperano in modo eccellente.
4) Anche il regno animale corrispondeva nell’antichità a questa fertilità del suolo.
I pascoli nutrivano eccellenti greggi di bovini, ovini, capre e cavalli. 5) Sulla pista di Olimpia i cavalli akragantini erano famosi per la vittoria, 6) e persino da lontano gli animali venivano cercati per nobilitare l’allevamento.
Due millenni non solo hanno distrutto lo splendore della città, ma anche sulla natura vivente sembra che una mano superiore si sia in parte pesantemente abbattuta.
Gli attuali cavalli di Akragas non hanno più la fama di bellezza e velocità.
7) Dove Exaenetos si pavoneggiava con centinaia di magnifici cavalli bianchi, ora l’abitante se ne va su un modesto asinello. – Fiumi e corsi d’acqua, tuttavia, elargiscono la loro ricchezza di pesci e altri prodotti come prima in misura eccellente.
8) Nel regno minerale, per primo il calcare conchigliare, su cui è costruita la città, offre un ottimo materiale da costruzione, che acquista particolare pregio con l’applicazione di una vernice.
9) Prodotti del fuoco vulcanico, che riscalda l’intera isola, sono poi magnifiche miniere di zolfo, soprattutto nella parte orientale del territorio, e salnitro.
10) In una sorgente si trova una sostanza oleosa, probabilmente bitume liquido, che gli abitanti usavano già anticamente per l’illuminazione, nonché per la cura di malattie esterne, e ancora oggi si conosce questa forza curativa.
1) Il sale si trova in quasi tutti i fiumi e anche in apposite miniere in grande quantità e di ottima qualità.
9) Ha in parte la particolarità di fondere nel fuoco, di saltare nell’acqua.
3) Ma soprattutto è notevole il vulcano di fango di Maccaluba, poco a nord di Akragas.
4)Concludiamo questa rassegna dei prodotti con l’osservazione di viaggiatori recenti, secondo cui questa regione, come del resto tutta la costa sudoccidentale, dovrebbe avere una notevole somiglianza nei suoi prodotti naturali con la costa nordafricana, peraltro vicina. 5) Data la scarsa distanza delle alture dalle coste, le numerose valli dell’isola sono peraltro brevi, e per questo la Sicilia non è adatta allo sviluppo di un sistema fluviale più grande.
Fiumi minori e torrenti sgorgano in gran numero dalle alture e si precipitano in breve corso verso il mare.
D’estate gran parte di essi si prosciuga più o meno; solo in inverno si riempiono e sono allora così impetuosi che la mancanza di ponti causa pericolo al viaggiatore stesso.
8) Gli abitanti li chiamano Fiumare.
Quanto detto qui in generale vale anche per i fiumi del territorio di Akragas, come i maggiori dei quali annoveriamo l’Halykos (Platani), il Kamikos (Fiume delle Canne), l’Akragas (Fiume di Girgenti) e l’Himera (Fiume Salso).
- Il Clima: Tra Correnti Fredde e il Caldo Scirocco
Per dire ancora qualcosa sul clima, esso è in generale leggermente malsano, e solo un abbigliamento accurato protegge, quando qui agisce vento freddo, là raggi di sole cocenti.
7) Particolarmente pericoloso si dice sia il sud-ovest al tempo dell’equinozio di primavera e lo scirocco, 8) che Empedocle si dice abbia trattenuto ostruendo una spaccatura della terra.
9) Allo stesso tempo, nelle pianure, le paludi formatesi a causa dei fiumi straripati, così come l’umidità dei campi dovuta alla coltivazione del riso, provocano una dannosa esalazione, la cui conseguenza è una malattia, la cosiddetta apatia siciliana o malaria. 10) Tuttavia, quanto qui descritto non è affatto così frequente da nuocere all’aria sana dell’insieme: sulle alture l’aria è fresca e pulita – soprattutto dove si trovava la città di Akragas.
11) Va menzionato ancora un fenomeno peculiare dell’aria.
Da nubi leggere si forma spesso un arco stretto, che, con un piede appoggiato sulla Sicilia, sembra poggiare con l’altra estremità sul mare, in direzione di Malta, tanto che potrebbe appoggiare lì l’altro piede. Con un’illuminazione favorevole, ciò offre uno spettacolo magnifico. - fonte Otto Siefert, Akragas und seit Gebiet, Amburgo, 1845, pp 2-13


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