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statua di akragas
statua di akragas

Agrigento Neoclassica: Un Viaggio Attraverso l’Ottocento

14 Giugno 2024 //  by Elio Di Bella

la trasformazione neoclassica di Agrigento nel XIX secolo. Scopri l’architettura, i monumenti e le sculture che definiscono questa affascinante epoca.

Agrigento nel XIX Secolo

L’urbanistica di Agrigento, conosciuta anche come Girgenti, ha subito notevoli trasformazioni nel XIX secolo, evolvendo verso uno stile architettonico neoclassico che ha lasciato un segno distintivo nella città. Queste trasformazioni hanno principalmente interessato la facciata degli edifici, creando un’armonia visiva che rispecchiava i gusti e le tendenze dell’epoca. Sebbene il patrimonio scultoreo neoclassico sia oggi limitato, Agrigento conserva ancora alcune testimonianze di quell’epoca che meritano di essere esplorate.

Le Trasformazioni Urbanistiche

Durante il XIX secolo, Agrigento ha vissuto una fase di rinnovamento urbano che ha radicalmente modificato il volto della città. Questo periodo ha visto la costruzione di nuovi edifici pubblici e privati, tutti caratterizzati da uno stile neoclassico sobrio ed elegante. L’influenza neoclassica, tuttavia, si è manifestata principalmente nelle facciate degli edifici, creando un’illusione di uniformità e modernità. Nonostante queste modifiche superficiali, molte delle strutture interne sono rimaste fedeli alle tecniche costruttive tradizionali.

Il Patrimonio Scultoreo Funerario

Il patrimonio scultoreo funerario di Agrigento dell’Ottocento è estremamente limitato. I cimiteri della città, in particolare, hanno subito numerose alterazioni e distruzioni, che hanno portato alla perdita di molte sepolture ottocentesche. Il cimitero principale di Agrigento, inaugurato nel 1868, non conserva molte testimonianze di quel periodo. Le poche sculture funerarie rimaste mostrano una preferenza per materiali locali come la pietra Comiso e la terracotta, quest’ultima utilizzata in maniera particolare nella tomba di Beatrice Celi, ornata da un gruppo di tre bambine in terracotta.

Monumenti Funebri e Ritratti

Tra i monumenti funebri più significativi del periodo si trova un peculiare tempio greco realizzato in pietra Comiso, databile all’inizio del Novecento. Questo monumento riflette la continua influenza del neoclassicismo anche nei primi anni del secolo successivo. I ritratti funebri, sebbene rari, offrono uno sguardo interessante sull’arte dell’epoca. Un esempio notevole è il ritratto di Virginia Fradella in stile Art Nouveau, opera del palermitano Gaetano Geraci, che testimonia l’influenza dello stile liberty anche in contesti funebri.

Celebrazione delle Personalità

A differenza di altre città siciliane, Agrigento ha visto una celebrazione monumentale delle personalità locali e non solo. Questo è evidente nelle statue erette in onore di Francesco I e Ferdinando II, opere rispettivamente di Valerio Villareale e Saro Zagari. Sebbene questi monumenti non siano sopravvissuti fino ai giorni nostri, la loro realizzazione testimonia l’importanza attribuita alla commemorazione pubblica delle figure di rilievo. Inoltre, il busto di Empedocle, donato da Villareale alla città, rappresenta un esempio significativo dell’arte scultorea dell’epoca.

La Presenza Aristocratica e le Influenze Culturali

Come in altre parti della Sicilia, Agrigento ha ospitato una significativa presenza aristocratica che ha influenzato la cultura e l’architettura locale. Tuttavia, questa presenza non ha sempre portato alla costruzione di monumenti celebrativi grandiosi. Al contrario, molte delle testimonianze scultoree di Agrigento dell’Ottocento sono caratterizzate da una sobrietà che riflette un gusto più contenuto. Questa discrezione è evidente anche nelle strutture funerarie, molte delle quali sono semplici ma eleganti.

Opere Perdute e Ritrovate

La storia delle sculture e dei monumenti di Agrigento è segnata da numerose perdite. Ad esempio, i monumenti dedicati a Francesco I e Ferdinando II sono scomparsi, ma altre opere, come il busto di Ugo delle Favare, offrono ancora oggi uno sguardo sul passato. Questo busto, realizzato per onorare il viceré che aveva interceduto a favore della città, è uno dei pochi esempi rimasti di scultura celebrativa dell’Ottocento ad Agrigento.

Villa Maria Teresa e le Sue Sculture

Villa Maria Teresa, rinominata Villa Garibaldi nel 1861, era un giardino pubblico che ospitava diverse sculture, oggi andate perdute. Tra queste, le allegorie delle stagioni e le statue di leoni e sfingi, attribuite a Valerio Villareale, erano particolarmente significative. Il busto di Empedocle, originariamente situato in questa villa, è stato successivamente rimosso e sostituito da una statua di Garibaldi nel 1912.

Il Museo Civico e il Teatro Pirandello

Queste opere offrono un’importante testimonianza della produzione artistica locale e della sua evoluzione nel corso del XIX secolo. Inoltre, nel foyer del Teatro Pirandello sono collocate due sculture in gesso, una replica dello Zeus di Otricoli e una personificazione del fiume Akragas, entrambe datate al 1875 e firmate da Giovanni Battista Noto-Millefiori.

Conclusione

Agrigento neoclassica rappresenta un capitolo affascinante nella storia della città, caratterizzato da trasformazioni urbanistiche e architettoniche che hanno lasciato un’impronta duratura.

Sebbene molte delle opere di quel periodo siano andate perdute o alterate, le testimonianze rimanenti offrono uno sguardo prezioso su un’epoca di grande fermento culturale.

La celebrazione delle personalità attraverso busti e monumenti, l’uso di materiali locali e la sobrietà delle strutture funerarie sono tutti elementi che definiscono il carattere neoclassico di Agrigento.

Questa eredità continua a essere studiata e valorizzata, arricchendo la comprensione della storia e dell’arte di questa affascinante città siciliana.

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia AgrigentoTag: agrigento, girgenti

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