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Nell'ombra una lanterna semispenta Dondola, e tra un tinnio di sonagliere La nota ondeggia lenta e sonnolenta Del carrettiere.

Agrigento nell’Ispirazione dei Poeti: di Giovanni Alfredo Cesareo, Valle dei Tempii

16 Maggio 2024 //  by Elio Di Bella

Leggi ed Esplora l’analisi dettagliata di una poesia che riflette sulla decadenza e sulla memoria storica di Agrigento, con approfondimenti tematici, linguistici e storici, evidenziando il contrasto tra il glorioso passato e il presente desolato.

Giovanni Alfredo Cesareo

Valle dei Tempii

Esita oscura l’alba su la cresta

Della rupe Atenèa: giunge nel piano

Vedovo, a tratti, la gran voce mesta

Del mare lontano.

Nell’ombra una lanterna semispenta

Dondola, e tra un tinnio di sonagliere

La nota ondeggia lenta e sonnolenta

Del carrettiere.

In fra i pilastri mozzi di porta Aurea

Ove un sorriso di chiara si spande

La cui s’abbraccia azzurra la centaurea

Con sue ghirlande,

E’ un fitto balenio di voli, un fresco

Pispissare di rondini veloci,

Quale in chiuso di rupi un fanciullesco

Chiamar di voci,

Ma; nella solitudine Fatale,

I tempii austeri, grandi, eretti stanno,

E di sé ancóra il triste litorale

Insigne fanno.

Sublime incontro al golfo, che si spazia

Di là da’ rossi intercolomnii vasto,

Empiono il cielo di orgogliosa grazia

E d’orror casto.

Fu dunque un tempo di dovizia, il grido

Delle fervide vie dense di cocchi,

Le cortigiane d’Erice e di Cnido

Da bistrati occhi?

Il molo allucinante di triremi

Purpuree, dove su l’incurve prue

Aprivan l’ali i tutelari emblemi,

Chimera o grue?

Su marmorei scalèi gli alti giardini

Lunari, e a notte se ne udia fluire

Murmuri, baci e i trilli cristallini

D’eolie lire?

La liberalità dell’opulento

Gellia dall’alte mense e dalle stalle

Sonore, ove zampavano trecento

Bianche cavalle,

E il ricordo di Mida e di Terone,

E l’eroica quadriga in cui depose

Pindaro gli inni suoi, quali corone

Armoniose?

Tutto rapi l’oblio nel flutto ingordo:

Tace la valle. Ed, ecco, i grandi tempii,

Questi Veggenti assortì nel ricordo;

D’oscuri scempii,

Difilando nel sole, entro un vibrante

Sogno di gloria, belle antiche larve,

Attestano il prodigio d’Acragante

Aurea, che sparve,

Ognora fissi in chi varca l’adusta

Sabbia, a mostrargli, con lor sacre mura,

Che la gloria caduta é fatta augusta

Dalla sventura.

### Analisi e Interpretazione della Poesia **Analisi Tematica:**

La poesia esplora principalmente i temi della decadenza e della memoria storica. Essa si sofferma sull’antico splendore della città di Agrigento (Acragante), ora ridotta a rovine. Il contrasto tra il passato glorioso e il presente desolato crea un senso di malinconia e riflessione sulla caducità delle cose umane. Altri temi includono la natura imponente e sublime delle rovine e la memoria culturale che queste evocano.

*Significato del Testo:*

La poesia è una riflessione sulla transitorietà della gloria umana e sulla permanenza della memoria storica. Agrigento, un tempo prospera e vivace, è ora un luogo di rovine silenziose che parlano del suo passato magnifico. La voce del mare lontano, la lanterna semispenta, e il carrettiere sonnolento creano un’atmosfera di quieta malinconia. Le rovine dei templi, erette e maestose, simboleggiano la memoria storica che persiste nonostante la distruzione e l’oblio.

Contesto Storico e Culturale:

La poesia è ambientata nella città di Agrigento, antica colonia greca fondata nel VI secolo a.C. e una delle più importanti città della Magna Grecia. Durante il suo apice, Agrigento era famosa per la sua ricchezza e i suoi splendidi templi, ma nel corso dei secoli ha subito guerre e saccheggi che ne hanno segnato la decadenza. Questo contesto storico e culturale di grandezza passata e rovina presente è centrale per comprendere la poesia.

*Analisi del Linguaggio:*

La poesia utilizza un linguaggio ricco e descrittivo, pieno di immagini evocative e simboliche. Il tono è solenne e meditativo, con un ritmo lento che riflette la malinconia del tema. La scelta dei vocaboli sottolinea la grandiosità perduta e la bellezza delle rovine. Il linguaggio è anche caratterizzato da un uso raffinato delle metafore e delle personificazioni.

*Analisi delle Immagini e delle Metafore:*

Le immagini principali includono la “rupe Atenèa”, simbolo della città antica, e i “templi austeri, grandi”, che rappresentano la memoria storica e culturale. La “lanterna semispenta” e il “carrettiere” evocano un senso di abbandono e di passaggio del tempo. La “nota ondeggia lenta e sonnolenta” del carrettiere e il “fitto balenio di voli” delle rondini creano un contrasto tra movimento e stasi, vita e morte.

### Struttura e Forma Analisi della Struttura:

La poesia non segue una struttura metrica rigida come il sonetto, ma è composta da strofe di lunghezza variabile. Questo conferisce alla poesia una certa libertà espressiva e un ritmo naturale che si adatta al tono meditativo del testo.

Rime e Ritmo:

Le rime sono presenti ma non seguono uno schema fisso, contribuendo a creare un effetto di fluidità e riflessione. Il ritmo è lento e cadenzato, sottolineando il tono malinconico e solenne della poesia.

**Figure Retoriche:**

Tra le figure retoriche presenti nella poesia si possono individuare: –

**Allitterazione:** “tinnio di sonagliere”, creando un effetto sonoro di eco. –

**Anafora:** La ripetizione di parole o frasi all’inizio di più versi, ad esempio “E’ un fitto balenio di voli, un fresco / pispissare di rondini veloci”. –

**Sinestesia:** “un fanciullesco / Chiamar di voci”, che unisce sensazioni diverse (visiva e uditiva).

### Approfondimenti *Riferimenti Letterari e Filosofici:*

La poesia contiene riferimenti alla mitologia greca (le “cortigiane d’Erice e di Cnido”), alla storia di Agrigento (il ricordo di “Mida e di Terone”) e alla letteratura classica (Pindaro e i suoi inni). Questi riferimenti arricchiscono il testo, collegandolo a un vasto patrimonio culturale.

Critica Letteraria:

La critica letteraria potrebbe sottolineare come la poesia riesca a coniugare descrizione storica e riflessione filosofica.

La decadenza di Agrigento diventa un simbolo universale della caducità delle civiltà e della persistenza della memoria culturale.

La poesia potrebbe essere apprezzata per il suo linguaggio raffinato e per la sua capacità di evocare immagini potenti e suggestive.

In sintesi, questa poesia offre una meditazione profonda sulla storia, sulla memoria e sulla transitorietà della gloria umana, utilizzando un linguaggio ricco e descrittivo che cattura l’essenza di Agrigento sia nel suo passato glorioso che nel suo presente desolato.

Categoria: Agrigento Racconta, Cultura, In 5 MinutiTag: agrigento, girgenti

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