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case di porto empedocle

Agrigento nella inchiesta sulla miseria in Italia del 1951

3 Agosto 2023 //  by Elio Di Bella

I contadini di Agrigento spesso non possono cucinare per mancanza di combustibile e di grassi

 “Il 12 ottobre 1951, la Camera dei Deputati approvò definitivamente la proposta di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla miseria in Italia e sui mezzi per combatterla. La commissione aveva il compito di accertare le condizioni di vita delle classi povere ed il funzionamento delle istituzioni di assistenza sociale; doveva inoltre indagare sulle condizioni di vita della popolazione, al fine di verificare il diritto all’assistenza dello Stato ai sensi dell’art. 38 della Costituzione e per quali cause ed in quali condizioni; accertare la legislazione vigente in materia di assistenziale; verificare quali e quanti organi dello Stato o di Enti pubblici e privati svolgessero funzioni assistenziali; determinare le fonti di finanziamento ed i criteri seguenti nell’erogazione dei sussidi e l’ammontare complessivo delle somme stanziate.”    

La proposta di condurre una vasta indagine in questo campo (2) nasceva da tre principali esigenze; 1) di accertare le condizioni di miseria e di « depressione » in cui vive gran parte della popolazione italiana, tentando per la prima volta una valutazione quantitativa e qualitativa di questo fenomeno, sempre drammaticamente presente nella storia d’Italia, ma mai sufficientemente analizzato nelle sue dimensioni statistiche e nelle sue manifestazioni ; 2) di conoscere il volume e la distribuzione delle spese erogate dallo Stato e da-gli enti parastatali e locali nelle varie forme di assistenza; e infine, 3) di trarre dall’intricata selva della legislazione assistenziale italiana i criteri direttivi per l’impostazione di un’organica. ed efficace politica e assistenza.

Le indagini della Commissione si articolarono in cinque settori:

1) accertamenti statistico-eco-nomici sulle condizioni di vita della popolazionee sui bilanci familiari dei poveri (in collaborazione con l’Istituto Centrale di Statistica);

2) studio della legislazione vigente, e delle necessarie riforme;

3) indagine sul funzionamento e sulle attribuzioni degli enti pubblici che svolgono attività assistenziali;

4) accertamento dell’entità e della natura

Un sondaggio ha evidenziato fra l’altro che le famiglie povere sono dislocate per il 5,8% al nord e per il 50,2 al sud. Scrive Giorgio Bocca: “(…) Chi volesse dare una cifra riassuntiva della miseria siciliana potrebbe dire: 21.852 famiglie vivono in grotte o baracche. Se si volesse citare il paese della povertà assoluta si potrebbe dire Bonpensiere: ha 2.400 abitanti, l’ospedale più vicino è a 25 chilometri, il medico condotto a 6, niente farmacia, si macella la carne di manzo due volte l’anno, 25 chili di carne ovina la settimana bastano, dato che i braccianti non sono in grado di comperarla, lavorano dai 100 ai 120 giorno l’anno a salari sotto le 300 lire giornaliere.

A Licata, che conta 40.000 abitanti, 10.000 persone vivono in case prive di servizi e 1000 stanno nelle grotte (…)

I contadini di Agrigento spesso non possono cucinare per mancanza di combustibile e di grassi; il loro pasto freddo è composto da pane, cipolle, olive e sarde sotto sale (…)

Il lavoro minorile è diffusissimo, almeno il trenta per cento dei ragazzi poveri elude l’obbligo scolastico e molti ragazzi lavorano come manovali nelle zolfatare, altri vengono impiegati per il trasporto di sacchi di 30 o 35 chili nelle aziende dei profumi o delle conserve a una paga di 200 o 300 lire al giorno.

A Reggio Calabria le raccoglitrici di olive che per contratto dovrebbero ricevere 500 lire al giorno per 8 ore di lavoro, ne prendono la metà lavorando 12 o 14 ore; le raccoglitrici di gelsomino fanno il lavoro notturno per sole 100 lire(…)”

https://www.raiplay.it/video/2020/12/Passato-e-Presente—1951-inchiesta-sulla-miseria-0ecb7882-b7a5-413f-8ad7-fe4e30e19b2d.html

Sintesi della Relazione Parlamentare sulla Miseria (1953)

Focus sulla Provincia di Agrigento

1. Introduzione

La “Relazione Generale” del 1953 è il frutto di un’indagine approfondita condotta dalla Camera dei Deputati per mappare lo stato economico e sociale dell’Italia del dopoguerra. Il documento evidenzia un divario strutturale enorme tra il Nord industrializzato e il Sud agricolo. In questo contesto, Agrigento emerge come uno dei punti critici di massima depressione economica.

2. Il Reddito: Agrigento “Maglia Nera” d’Italia

Uno dei dati più scioccanti della relazione riguarda il reddito medio per abitante. Agrigento si posiziona all’ultimo posto nella graduatoria nazionale.

  • Reddito annuo per abitante (1951): Mentre la media nazionale era di 149.280 lire e la provincia di Milano registrava 349.000 lire, Agrigento registrava un minimo di 66.563 lire.
  • Il divario: Esisteva un rapporto di 1 a 5 tra il reddito di un abitante di Agrigento e quello di un abitante di Milano. Un cittadino di Agrigento disponeva di meno di un quinto delle risorse di un milanese.

3. Indicatori del Tenore di Vita

La relazione utilizza diversi indici di consumo per misurare il benessere reale. Anche qui, Agrigento mostra valori minimi che denotano una vita di pura sussistenza, priva di ogni bene voluttuario o tecnologico dell’epoca.

4. Struttura Sociale e Professionale (Dati di Leva – Classe 1932)

L’indagine ha analizzato i dati delle reclute di leva (giovani di 20 anni) per capire la composizione sociale e le capacità psico-fisiche della popolazione.

  • Prevalenza del Bracciantato: Agrigento figura nelle fasce più alte per percentuale di giovani manovali e braccianti (oltre il 30%) e contadini (tra il 40% e il 50%). Questo indica un’economia basata sul lavoro manuale precario e non specializzato.
  • Scarsa Industrializzazione: La presenza di operai qualificati è minima (fascia 0-10%).
  • Dramma dell’Idoneità Attitudinale: Un dato allarmante emerge dai test psico-attitudinali militari. Mentre al Nord le reclute mostravano buona idoneità:
    • Il distretto militare di Agrigento ha registrato il 72,45% di assegnati alla “Quarta Categoria” (la peggiore).
    • Questo dato non indica solo scarsa istruzione, ma è indice di denutrizione cronica, condizioni igieniche precarie e arretratezza sociale che hanno influito sullo sviluppo psicofisico dei giovani.

5. Condizioni Abitative e Sanitarie

Sebbene la relazione tratti il Sud in generale, Agrigento rientra pienamente nelle statistiche del “Mezzogiorno depresso”:

  • Sovraffollamento: Altissima percentuale di famiglie che vivono in abitazioni improprie o sovraffollate (più di 4 persone per stanza).
  • Alimentazione: La dieta base è poverissima. Il consumo di carne, zucchero e vino è prossimo allo zero per larghe fasce della popolazione, che si nutre quasi esclusivamente di pane e farinacei.

6. Conclusioni

Nel 1953, Agrigento rappresentava l’estremo inferiore della scala sociale italiana. La miseria non era un fenomeno marginale, ma la condizione normale della maggioranza della popolazione, caratterizzata da:

  1. Redditi di pura sopravvivenza (5 volte inferiori al Nord).
  2. Economia ferma al bracciantato agricolo.
  3. Danni fisici e sociali permanenti sulle nuove generazioni (72% di inidoneità/scarsa attitudine alla leva).

Sintesi basata sui dati estratti dalle pagine 45-58 della Relazione Generale.

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia Agrigento

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