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Giovanni Battista Kamsetzer tempio di giunone
Giovanni Battista Kamsetzer tempio di giunone

Agrigento e Siracusa in competizione: sfida per il potere

19 Aprile 2025 //  by Elio Di Bella

Un contributo di Gianluca Adornato intitolato “Monumenti per una vittoria: Agrigento e Siracusa tra alleanze e rivalità” rappresenta un’importante ricerca nell’ambito della storia della Sicilia greca, concentrandosi sul complesso rapporto tra due delle più influenti poleis dell’isola: Agrigento e Siracusa. Pubblicato nel 2006 all’interno del volume curato da M.A. Vaggioli sugli “Atti delle V Giornate di Studi” dedicati ai temi di “Guerra e pace in Sicilia”, il lavoro occupa le pagine 447-460 e offre un’analisi approfondita delle strategie di comunicazione politica adottate dalle due città attraverso la monumentalizzazione delle loro vittorie militari.

Il contesto storico della Sicilia greca


Per comprendere appieno il valore del contributo di Adornato, è necessario inquadrare il periodo storico analizzato: i primi decenni del V secolo a.C., un’epoca cruciale per la storia della Sicilia greca. Questo periodo vede l’ascesa della tirannide dei Dinomenidi a Siracusa, con figure come Gelone e Ierone che attuano politiche espansionistiche e consolidano il potere della loro città attraverso importanti vittorie militari.

Durante questo periodo, le due città di Agrigento e Siracusa alternano momenti di rivalità e alleanza, spesso in risposta a minacce esterne. La battaglia di Imera del 480 a.C., in cui i Greci di Sicilia guidati da Gelone di Siracusa e Terone di Agrigento sconfiggono i Cartaginesi, rappresenta un momento emblematico di questa collaborazione. Tale vittoria, avvenuta secondo la tradizione nello stesso giorno della battaglia di Salamina contro i Persiani, assunse un valore simbolico straordinario nella narrazione identitaria delle città greche di Sicilia.

L’analisi dei monumenti commemorativi


Il cuore del lavoro di Adornato risiede nell’analisi dei monumenti commemorativi eretti da Agrigento e Siracusa per celebrare le loro vittorie militari. Questi monumenti non erano semplici testimonianze architettoniche, ma potenti strumenti di propaganda politica e affermazione identitaria.

Particolare attenzione viene dedicata alle dediche votive nei grandi santuari panellenici, dove i tiranni siciliani cercavano legittimazione e riconoscimento internazionale. Ne sono esempi significativi:

La dedica di Gelone a Delfi: un tripode d’oro dedicato ad Apollo nel santuario di Delfi, accompagnato dalla “firma” dell’artista Bione, che dichiarava di aver realizzato “il tripode e la Nike”. Questa offerta potrebbe essere stata collocata per celebrare la vittoria nella battaglia di Imera (480 a.C.) contro i Cartaginesi, stabilendo un parallelismo con la vittoria dei Greci della madrepatria a Platea contro i Persiani.

La dedica di Ierone a Olimpia: un elmo etrusco di bronzo rinvenuto tra le rovine di Olimpia nel 1817, che porta un’iscrizione dedicatoria a Zeus da parte del tiranno di Siracusa Ierone in seguito alla sua vittoria navale sugli Etruschi nella battaglia di Cuma (474-473 a.C.).

Strategie comunicative e politiche


Adornato evidenzia come questi monumenti servissero a molteplici scopi politici:

Legittimazione del potere tirannico: attraverso l’associazione con importanti vittorie militari, i Dinomenidi di Siracusa e i tiranni di Agrigento rafforzavano la legittimità del loro governo.

Proiezione panellenica: le dediche nei santuari panellenici inserivano le città siciliane nel più ampio contesto greco, equiparando le loro vittorie (come quella di Imera sui Cartaginesi) alle vittorie dei Greci della madrepatria contro i Persiani.

Competizione inter-poleica: i monumenti commemorativi fungevano anche da strumenti nella competizione tra le diverse città siciliane, in particolare tra Agrigento e Siracusa, che alternano momenti di alleanza e rivalità.

Il contesto archeologico e le prove materiali


Il contributo di Adornato si distingue per la sua solida base archeologica. L’autore analizza le evidenze materiali, come le iscrizioni su monumenti e oggetti votivi, per ricostruire le strategie comunicative delle due città.

La ricerca si inserisce in un dibattito più ampio sugli insediamenti e le fortificazioni della Sicilia occidentale, come testimoniato dai riferimenti alle mura di Erice e ai conflitti sociopolitici nella Sicilia occidentale prima della conquista romana.

Conclusioni
Il lavoro di Adornato offre un’importante chiave di lettura per comprendere le dinamiche politiche della Sicilia greca del V secolo a.C. attraverso l’analisi dei monumenti commemorativi. L’autore dimostra come questi monumenti non fossero semplici testimonianze di vittorie militari, ma sofisticati strumenti di comunicazione politica che riflettevano le complesse relazioni di alleanza e rivalità tra Agrigento e Siracusa.

Questo studio rappresenta un contributo fondamentale alla comprensione non solo della storia politica e militare della Sicilia greca, ma anche delle strategie di comunicazione e rappresentazione del potere nel mondo antico, rivelando come l’arte monumentale fosse intrinsecamente legata alle dinamiche politiche e alle costruzioni identitarie delle comunità.

Il lavoro di Adornato viene frequentemente citato in studi successivi sulla storia della Sicilia antica, a testimonianza del suo valore scientifico. Come mostrano i risultati di ricerca, “Monumenti per una vittoria” è ormai un riferimento imprescindibile negli studi sulle relazioni interstatali nella Sicilia greca e sull’uso propagandistico dei monumenti commemorativi nell’antichità.

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia Agrigento

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