Le evidenze archeologiche di Agrigento raccontano una storia di intensi contatti commerciali nel Mediterraneo antico, tra ceramiche greche, anfore e porpora.
Le evidenze archeologiche di Agrigento riflettono i suoi contatti commerciali in diversi modi.
La presenza di materiali ceramici sottolinea come la città fosse in contatti commerciali con tutto il mondo greco.
Scambi con Cartagine: ispirazioni monetarie e rotte mercantili
Sono stati rinvenuti numerosi resti di anfore, a testimonianza dei frequenti rapporti commerciali tra Agrigento e Cartagine. Addirittura, Cartagine si ispirò ai conii agrigentini per la propria zecca.
Le anfore nordafricane e il ruolo dell’Emporion agrigentino
Nell’area dell’antico Emporion di Agrigento, l’analisi delle anfore del primo settore di necropoli suggerisce che siano state prodotte dalle fabbriche sul golfo di Hammamet, in particolare dall’atelier di Sidi Zahruni, i cui prodotti, partendo dal porto-caricatore di Nabeul, raggiungevano i mercati mediterranei.
Un’anfora tipo Keay LXII var. rinvenuta è riconducibile alla produzione di Henchir ek Chekaf. Un’altra anfora simile a una Keay VIII b, contenitore oleario, potrebbe provenire dagli ateliers di Iunca e di Majoura, nel Sud della Byzacena. La reperibilità di queste anfore in loco dipende dai flussi commerciali.
Cannatello e l’emporio egeo: un ponte tra Cipro e la Sardegna
Nel sito di Cannatello, sulla costa agrigentina, scavi hanno portato alla luce un insediamento del Medio Bronzo con cospicue presenze di ceramica micenea con una particolare caratterizzazione cipriota, suggerendo l’esistenza di un emporio egeo del XIV-XIII sec a.C.. Questo emporio avrebbe svolto la funzione di punto di proiezione verso l’interno minerario del territorio agrigentino e di anello di congiunzione nel commercio dei metalli verso la Sardegna e la penisola iberica.
Ceramica micenea e cipriota: prove di un commercio antico
La presenza di ceramica cipriota nel sito di Cannatello, insieme a frammenti micenei, indica una partecipazione cipriota agli apporti egei nell’insediamento. Questo polo agrigentino si configurerebbe come un anello di congiunzione nella gestione dello sfruttamento minerario e del commercio dei metalli con terminali sardi e potenzialmente iberici.
La stratigrafia archeologica rinvenuta nel 2011 presso la foce del fiume Akragas testimonia la lunga storia dell’Emporion agrigentino, dall’età arcaica all’età bizantina, suggerendo una continuità di attività commerciali.
Il ritrovamento di anfore nel contesto agrigentino in esame testimonia i flussi commerciali con le fabbriche sul golfo di Hammamet.
tracce di attività produttive legate al commercio marittimo
La presenza di oggetti di terracotta rinvenuti negli strati superficiali dell’Emporion potrebbe essere legata ad attività produttive come la pesca e forse la concia delle pelli. Anche i gusci di murici trovati in discreta quantità potrebbero essere resti dell’estrazione della porpora, un’attività commerciale.
Queste evidenze archeologiche, che spaziano dalla ceramica importata alle anfore per il trasporto di merci, fino ai resti di attività produttive legate al commercio marittimo, dimostrano la vivacità e l’ampiezza dei contatti commerciali di Agrigento nel corso della sua storia.
Elio Di Bella


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