Cinque donne considerate significative nella storia della Sicilia, dall’antichità ai giorni nostri:
1.
Sant’Agata (Antichità/Prima Cristianità)
Sant’Agata è una figura associata all’antichità e alla prima cristianità in Sicilia. È strettamente legata a Catania. Il culto di Sant’Agata viene menzionato in relazione ai culti femminili rilevanti in Sicilia, e in particolare il suo culto è collegato, insieme a quello di Demetra e Iside, ad aspetti della processione isiaca del navigium [fonte dal turno precedente]. Viene citata in un contesto di martiri catanesi.
2.
Costanza d’Altavilla (Medioevo, XII secolo)
Definita da Dante la “gran Costanza”. Era figlia postuma di Ruggero II. Attraverso il suo matrimonio con Enrico VI di Svevia, la corona di Sicilia passò dalla dinastia degli Altavilla alla casa imperiale degli Hohenstaufen. La sua figura attraversa gran parte delle opere di Salvatore Tramontana, sebbene l’autore eviti di farne un’eroina. Le fonti indicano l’esistenza di un’ottima biografia su di lei.
3.
Pellegra Bongiovanni (XVIII secolo)
Pellegra Bongiovanni fu una poetessa siciliana del Settecento. Si distinse per l’iniziativa “ardita” di rispondere in rima ai componimenti del Canzoniere di Francesco Petrarca, assumendo il ruolo di Madonna Laura. Questo gesto è interpretato come parte di un movimento femminista ante litteram in un secolo in cui la donna era spesso relegata a ruoli domestici o mondani. Le sue rime sono considerate di alto livello artistico e un vero e proprio “stendardo femminista”. Nonostante fosse stimata in vita, fu in gran parte dimenticata, ma studi recenti ne hanno rivalutato l’opera.
4.
Mariannina Coffa Caruso (XIX secolo, 1841-1878)
Mariannina Coffa Caruso fu una poetessa del XIX secolo. La sua esistenza è descritta come tragica. Viene inclusa tra le “letterate ribelli” che, pur non raggiungendo sempre risultati artistici eccelsi, testimoniano le difficoltà e le opportunità della militanza intellettuale femminile nell’isola. Faceva parte di una rete di autrici siciliane del periodo e collaborò alla rivista “La donna e la famiglia”. La sua figura è emblematica degli “ancestral dramas” femminili tra il XIX e il XXI secolo. Studi sulla sua tragica vita e sul suo significativo epistolario sono stati condotti.
5.
Maria Occhipinti (XX secolo)
Maria Occhipinti, originaria di Ragusa, è descritta come una “battagliera” e una “donna tempesta”. Fu impegnata nella scrittura della storia e visse e narrò nelle città durante tempi di coraggio e lotta condivisa, difendendo il ruolo femminile contro ingiustizie e sfruttamento. Viene menzionata come una delle donne “ribelli” le cui azioni furono recuperate in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Il suo impegno si inserisce nel contesto delle “lotte femminili in Sicilia” di cui si è scritto.
Elio Di Bella


Sicilia, culla dei culti femminili: una finestra sulla condizione femminile antica