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scrittrice siciliana
scrittrice siciliana

Scrittura e ribellione: le donne che hanno riscritto la Sicilia

10 Maggio 2025 //  by Elio Di Bella

Le donne in Sicilia hanno scritto, raccolto e tramandato fiabe popolari, offrendo affreschi vivaci dei luoghi e della vita. Nonostante la loro presenza, la storia letteraria ha spesso annoverato pochi nomi femminili, e molte poetesse e letterate stimate in vita sono state dimenticate o relegate. Nell’ambiente culturale italiano, inclusa la Sicilia, il pensiero femminile ha affrontato fenomeni di invisibilità e subalternità.

Contesto Storico e Sfide

La scelta della letteratura da parte di una donna siciliana era spesso definita “anomalia”, e la sua singolarità poteva essere associata alla pazzia o alla malinconia.

In Italia, la “performance” della scrittura sembrava spesso coincidere con il genere, portando all’aspettativa che testi scritti da donne fossero “per donne”. Questo si rifletteva persino nella catalogazione libraria.

Durante l’Ottocento e il Novecento, le scrittrici si sono trovate subalterne o viste come “eccezionali” rarità, escluse dal nascente mercato editoriale.

L’accesso alla scrittura e alla lettura in Sicilia, soprattutto nell’Ottocento e nel Novecento inoltrato, era a volte scoraggiato, anche presso le classi dirigenti, poiché ritenuto veicolo di corruzione per le donne. Questa “emarginazione pianificata” è stata notata da studi recenti.

La marginalità delle scrittrici siciliane nell’Ottocento è stata attribuita alla scarsità di case editrici moderne, all’esiguità delle riviste culturali siciliane e alla mancanza di un pubblico borghese femminile alfabetizzato. Nonostante ciò, alcune riuscirono a costruire reti di contatti attraverso la corrispondenza e la collaborazione con riviste nazionali.

Scrittura come Atto di Autonomia e Ribellione

Nonostante le sfide, le scrittrici italiane, incluse le siciliane, lavorano sulle parole, raccontano storie, sfidano gli stereotipi e giocano con la memoria e la storia.

Il mezzo della scrittura è diventato un canale privilegiato per le autrici per dare corpo al proprio “io” e dislocare le soggettività femminili.

L’autonomia delle scrittrici siciliane, nel corso dei secoli, coincide con istanze politiche e creative, sovvertendo una dimensione sociale in cui l’essere donna era spesso incastrato tra stereotipi opposti (donna-angelo vs. femmina carnale).

Le “letterate ribelli” testimoniano le difficoltà e le opportunità della militanza intellettuale femminile nell’isola.

Figure Significative ed Epoche

Medioevo

Anche se poche rispetto ai monaci, alcune donne nei monasteri medievali erano capaci di scrivere e contribuirono alla diffusione della cultura religiosa in volgare.

Si menzionano studi su monache siciliane che scrivevano nel Quattrocento come esempio della ricchezza culturale dei monasteri. Vi sono testimonianze di lettere scritte da donne catalane nel Quattrocento, come quelle di Catarina Çabastida, che vivevano tra la Sicilia e Barcellona. Virdimura è menzionata come la prima donna medico in Sicilia nel XIV secolo e protagonista di un romanzo basato sulla sua vita. Eustochia è citata tra le autrici del XV secolo presenti in studi recenti.

Settecento:

Nonostante la rarità di studi sul periodo, emergono figure di “dame” colte come Girolama Lorefice Grimaldi, Pellegra Bongiovanni e Anna Amalia Gentile Galiani. Vengono definite “pastorelle” (probabilmente in riferimento all’Accademia dell’Arcadia, che ammetteva donne).

I loro scritti, spesso in forma di lettere o poesie, erano risposte dirette agli uomini, mirate a convalidare la loro posizione sociale e quella della donna in generale.

L’iniziativa di Pellegra Bongiovanni di rispondere in rima al Canzoniere di Petrarca, assumendo il ruolo di Madonna Laura, è considerata “ardita” e interpretata come parte di un movimento femminista ante litteram.

Le sue rime sono considerate di alto livello artistico e un “stendardo femminista”. Studi recenti ne stanno rivalutando l’opera.

Ottocento

Questo secolo è un campo fertile per l’analisi della letteratura femminile siciliana.

Si parla di “letterate ribelli” come Letteria Montoro, Concettina Ramondetta Fileti, Lauretta Li Greci, e Mariannina Coffa Caruso, che formavano una rete e testimoniavano le difficoltà dell’attività intellettuale femminile. Mariannina Coffa Caruso è una figura emblematica dei “drammi ancestrali” femminili tra il XIX e il XXI secolo; la sua esistenza è descritta come tragica, e la sua vita e il suo epistolario sono stati studiati.

La sua attività di scrittura fu ostacolata, ad esempio, dalla sorveglianza del suocero. Giuseppina Turrisi-Colonna è un’altra figura chiave di questo periodo, nota per la sua solida preparazione letteraria.

Collaborò con riviste e strenne di diffusione nazionale e costruì una rete di contatti con intellettuali fuori dall’isola.

Nelle sue liriche, proponeva modelli femminili storici e mitici (come Giovanna d’Arco, Gaspara Stampa, Vittoria Colonna) per incitare le lettrici a essere forti e audaci.

Le poetesse di quest’epoca utilizzarono figure come donna, madre e sorella per inserirsi nella comunità letteraria, ma al contempo problematizzarono questi ruoli nelle loro scritture private, rivendicando il diritto allo studio e criticando la maternità come unico coronamento dell’esistenza.

Crearono una genealogia femminile basata sulla sorellanza. Altre figure menzionate includono Agatuzza Messia, una popolana le cui fiabe furono raccolte da Giuseppe Pitrè, e Laura Gonzenbach, che raccolse fiabe in cui le narratrici erano spesso donne.

Novecento e Contemporaneità:

La letteratura al femminile è considerata particolarmente significativa per identificare le peculiarità culturali siciliane.

Tra le scrittrici contemporanee di rilievo, le fonti citano Dacia Maraini (di origine siciliana), Simonetta Agnello Hornby (molto amata, con romanzi ambientati in Sicilia), Giuseppina Torregrossa, Maria Attanasio (sensibile ai temi sociali e femministi), Evelina Santangelo, Nadia Terranova (finalista Premio Strega nel 2019), e Silvana Grasso (dallo stile originale). Maria Rosa Cutrufelli è associata all’espressione “firma femminile” per indicare l’autorialità delle donne.

Simona Lo Iacono è un’autrice emergente che scrive biografie romanzate di donne storiche siciliane. Maria Occhipinti di Ragusa viene descritta come una “battagliera” e “donna tempesta” impegnata nella scrittura della storia e nella difesa del ruolo femminile.

È inclusa tra le donne “ribelli” le cui azioni sono state recuperate. Altre autrici del ‘900 e contemporanee menzionate includono Maria Messina, Alda Bruno, Helle Busacca, Ada Zapperi Zucker, Elvira Seminara, Catena Fiorello e Laura Di Falco. Le scrittrici contemporanee siciliane mostrano un crescente interesse verso il riesame del passato.

Studi e Recupero:

Negli ultimi vent’anni, la letteratura femminile siciliana dell’Ottocento è diventata un campo fertile di analisi.

Studi recenti si dedicano al recupero di voci femminili storicamente trascurate.

Si evidenzia la necessità di superare una ricezione critica che cerca spasmodicamente punti di contatto con la tradizione canonica maschile, per riconoscere l’autonomia creativa della letteratura delle donne.

Nonostante i progressi, vi è ancora una carenza di archivi e documentazione specifici sulla storia e la scrittura delle donne in Sicilia.

In sintesi

la letteratura siciliana al femminile è un ambito ricco e complesso, caratterizzato da figure che, nonostante le significative barriere sociali e culturali incontrate nel corso dei secoli, hanno trovato nella scrittura uno strumento di espressione personale, rivendicazione e autonomia, contribuendo in modo originale al panorama culturale dell’isola e oltre. Un recente volume si propone di “mappare” questa produzione letteraria dal XV al XXI secolo, evidenziando la pluralità di voci e la loro capacità di sfidare stereotipi.

Elio Di Bella

Categoria: Cultura, In 5 Minuti, Storia SiciliaTag: letteratura siciliana

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